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Venezia Sounds, la musica ha una missione

Da Elisa a Róisín Murphy, la terza edizione del festival diretto da Samuel ha raccolto 200mila euro per la ricerca oncologica, nel ricordo di Tomaso Cavanna

  • Il26 Ottobre 2026
Venezia Sounds, la musica ha una missione

Elisa sul palco di Venezia Sounds 2026. Foto: Bengala Agency

Coniugare una line-up di qualità, una location dal fascino indiscutibile e una finalità benefica può sembrare un’impresa. Eppure, sabato sera, a Venezia, questi tre elementi si sono incontrati davvero. Merito di Fondazione Giancarlo Ligabue, di Medicine Rocks – associazione nata per raccogliere fondi da destinare alla ricerca contro i tumori – e del direttore artistico Samuel Romano.

Per capire come sia nato Venezia Sounds, arrivato quest’anno alla sua terza edizione, bisogna però fare un passo indietro. Il festival in questa edizione è riuscito a mettere insieme artisti internazionali come Morcheeba e Róisín Murphy, giovani talenti ormai riconosciuti come Emma Nolde, il rock energico degli Zen Circus e quello di Motta, accompagnato da una band di tutto rispetto in cui spicca Roberta Sammarelli al basso. A chiudere il cerchio, Elisa, che ha ripercorso alcuni dei suoi più grandi successi davanti a un pubblico entusiasta.

Ma il risultato più importante va oltre il palco: Venezia Sounds ha raccolto 200mila euro destinati alla ricerca, divisi equamente tra il team del professor Antonio Sica dell’Università Humanitas e il VIMM di Padova. Giustamente i ricercatori sono saliti sul palco durante la serata per presentare brevemente il loro lavoro. 

I professori Cecilia Laterza del VIMM e Antonio Sica di Humanitas con i giovani ricercatori sostenuti da Venezia Sounds.
Foto: Bengala Agency

Venezia Sounds, in memoria di Tomaso Cavanna

Per comprendere davvero lo spirito del festival bisogna partire dal ricordo di Tomaso Cavanna, veneziano, scomparso nel 2019 a soli 45 anni. Definirlo semplicemente un manager dello spettacolo sarebbe riduttivo: dopo una prima esperienza nel mondo discografico, aveva fondato un’agenzia di eventi, trasformando intuizioni e idee in progetti concreti. Era una persona solare, capace di coinvolgere gli altri e molto amata nell’ambiente musicale. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto che è andato ben oltre la cerchia delle persone a lui più vicine.

È anche per questo che, per onorarne la memoria, alcuni tra gli amici e le persone che gli erano state accanto hanno deciso di costruire qualcosa di concreto. A partire dalla compagna Edy Campo, che lavora nel management di Opossum Agency, insieme ad amici di lunga data come Samuel e Inti Ligabue, e a molti altri che hanno scelto di contribuire spontaneamente al progetto.

In questo contesto, affidare la direzione artistica a Samuel Romano si è rivelata una scelta capace di fare la differenza. Non soltanto nella selezione degli artisti, ma anche nei dettagli che contribuiscono a definire l’identità di un evento. Come il Vaporetto Beats, che ha accompagnato il pubblico verso il Teatro alle Tese delle Nappe, all’Arsenale, trasformando il tragitto in una festa sull’acqua con i DJ set di Albi Scotti, Stefano Fontana, alias Stylophonic, dello stesso Samuel e del veneziano Spiller.

La line-up di Venezia Sounds: generazioni e generi diversi

Costruire un cartellone capace di parlare a un pubblico trasversale, non necessariamente giovanissimo e non sempre abituato a frequentare concerti rock in città, non era scontato. Venezia Sounds ha scelto di mescolare generazioni e linguaggi musicali, mantenendo una direzione artistica coerente.

Ad aprire la serata è stata Emma Nolde, cantautrice toscana dal talento già ampiamente riconosciuto, premiata anche da noi come Performer of the Year da Billboard Women in Music nel 2025. A seguire, Motta, che ha riportato sul palco anche alcuni brani di La fine dei vent’anni, l’album del 2016 che ha segnato una tappa importante del suo percorso e anche per la scena indie-rock italiano. Al suo fianco, una band solida, impreziosita dalla presenza al basso di Roberta Sammarelli (ex Verdena.)

Poi è arrivato il turno degli Zen Circus, tra i gruppi rock italiani più amati, capaci di contare su una comunità di fan fedele e abituata a seguirli ovunque. Vederli condividere la stessa serata con il pubblico di Elisa e dei Morcheeba non è una stranezza da spiegare, ma la dimostrazione di quanto una proposta musicale ben costruita possa mettere in dialogo mondi diversi.

Gli Zen Circus sul palco di Venezia Sounds 2026. Foto: Bengala Agency

È toccato quindi a Elisa, che ha conquistato il pubblico con la naturalezza di chi sa muoversi sul palco senza bisogno di dimostrare nulla. Ha aperto il concerto con Broken, per poi presentare alcuni dei pezzi più amati del suo repertorio, da Se piovesse il tuo nome a A modo tuo, fino a Luce (Tramonti a Nord Est). L’artista, grande amica di Samuel, ha accolto immediatamente il suo invito a partecipare al festival: un’adesione che racconta anche il valore delle relazioni personali alla base di un progetto come questo.

Morcheeba e Róisín Murphy: il respiro internazionale del festival

Il ritorno dei Morcheeba in Italia ha regalato al pubblico un viaggio nella memoria, fino alla fine degli anni Novanta, quando il loro inconfondibile suono trip-hop ha conquistato ascoltatori in tutto il mondo. Un concerto capace di riattivare ricordi senza trasformarsi in una semplice operazione nostalgia.

I Morcheeba sul palco di Venezia Sounds 2026. Foto: Lara Maria Moriconi

A chiudere la serata è stata Róisín Murphy, con un live che ha mantenuto alta l’energia e portato il pubblico a ballare. Una conclusione perfettamente in linea con lo spirito del festival, proseguita anche dopo i concerti con i DJ set di Stylophonic, Samuel e Spiller.

Venezia Sounds guarda già al 2027. L’obiettivo è tornare con un’edizione ancora più ambiziosa, valutando anche un aumento della capienza, ma soprattutto continuare a raccogliere fondi per la ricerca. Perché il successo di un festival non si misura soltanto dagli artisti che riesce a portare sul palco o dal fascino del luogo in cui si svolge. A volte, si misura anche da ciò che riesce a lasciare.

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