Cosa è successo nelle date dei Duran Duran tra le location architettoniche più belle d’Italia
Sempre molto presente nel nostro paese, nelle ultime settimane la band si è esibita dal vivo all’Arena di Verona, alla Reggia di Caserta e alla Villa Manin di Codroipo
Foto di Gavin Elder
L’estate italiana dei concerti è rovente, da nord a sud. Nonostante il clima torrido, i live all’aperto continuano ad avere la meglio nel nostro paese: seguire un concerto nelle piazze e nelle aree dei festival, in un clima festivo e vacanziero, resta un richiamo forte per il pubblico. La settimana scorsa si è concluso il tour dei Duran Duran in Italia, con tre date in località molto caratteristiche del nostro patrimonio architettonico, paesaggistico e culturale. Location suggestive che hanno fatto da cornice a uno show divertente e colorato, presentato con nuovi visual e cartoon di ispirazione pop sullo schermo. Durante il nuovo brano Free to Love scorrono immagini di arcobaleni e unicorni, in una festa di luci abbaglianti e atmosfere disco anni ‘70. Il singolo celebra l’amore universale e il diritto di amare, già presentato a Billboard Italia da Roger Taylor durante il press meeting italiano.
I Duran Duran hanno omaggiato il pubblico italiano con tre tournée consecutive dal 2024 al 2026. La prima data di quest’anno era all’Arena di Verona il 7 luglio, tappa storica molto amata dai “duraniani”, probabilmente per quell’effetto di partecipazione corale con gli accendini accesi durante quell’inno generazionale degli anni ’80 che è Save a Prayer. Un rito vissuto negli stadi e nei palazzetti della musica che ricorda le atmosfere del tour “Sing Blue Silver”, in epoca pre-reunion.
La Reggia di Caserta
Dopo Verona i Duran Duran si sono esibiti per la prima volta nella piazza antistante la Reggia di Caserta. Il tastierista Nick Rhodes ha visitato il complesso vanvitelliano prima del concerto in piazza Carlo di Borbone. Rhodes è rimasto sbalordito dalla magnificenza dello scalone, dal rigore classico e dalla scenografia barocca dell’imponente accesso al piano superiore del palazzo reale, con la monumentale rampa centrale e quelle laterali che conducono al vestibolo superiore.
È la stessa immagine fotografica che per diversi anni ha accompagnato le note di Ordinary World durante tutti i live della band. «Avevo visto tante immagini della Reggia di Caserta, ma non ero preparato a tutto questo», ha commentato Rhodes prima di percorrere le sale del palazzo reale, gli appartamenti di corte, manifestando curiosità per le origini del museo, per i marmi, chiedendo dettagli sul patrimonio e sulla storia del complesso architettonico.
«Quello che si è visto in questo tour in Italia dei Duran Duran è davvero una novità nella storia del loro posizionamento presso il pubblico», commenta il giornalista Christian D’Antonio, autore della biografia non autorizzata Duran Duran 1981-2006. Glam Pop Party. «Al di là delle uscite discografiche, un loro concerto è diventato motivo di appartenenza, partecipazione ed entusiasmo transgenerazionale. C’è l’effetto famiglia, ma il repertorio dei Duran, forse anche grazie al boom dello streaming, è entrato nella fase “timeless” che attira curiosi e giovanissimi che non vogliono perdersi l’occasione di ascoltare il mito. Ed è anche per questo che tutte le canzoni ascoltate dal vivo, in una sequenza serrata da far invidia a molti loro contemporanei, sembrano attualissime. Avere venti pezzi irrinunciabili, che in 45 anni hanno vissuto varie riscoperte, è un privilegio raro nella discografia mondiale».

John Taylor e 007
A Napoli il bassista John Taylor si è trovato a dialogare con il giornalista e scrittore Michelangelo Iossa, autore del libro 007 Operazione Suono. Non una semplice biografia della spia più famosa del mondo ma l’unico testo al mondo capace di analizzare con accuratezza ogni singola Bond Song, da Shirley Bassey a Billie Eilish, passando per Paul McCartney, Tina Turner, Sam Smith e, naturalmente, i Duran Duran.
L’attenzione di John Taylor, da sempre il più appassionato fan di Bond all’interno del gruppo, si è posata sulla prefazione del libro. Una firma importante: quella di Monty Norman, il creatore del leggendario James Bond Theme, il tema orchestrale che dal 1962 accompagna la silhouette di 007 nel mirino della pistola. È qui che la conversazione ha virato verso l’emozione pura. Taylor, che ha lavorato fianco a fianco con il titano John Barry, ha confessato di non aver mai incontrato Norman. Su richiesta di Taylor, Iossa ha raccontato la genesi di quella prefazione: uno scambio epistolare fitto e appassionato nel 2020, in pieno lockdown, culminato in intense sessioni su Google Meet. Scoprire che quelle righe sono state l’ultimo scritto mai realizzato da Monty Norman prima della sua scomparsa ha lasciato Taylor visibilmente commosso.
Una chiusura di cerchio perfetta, un passaggio di testimone tra il passato orchestrale e il presente pop della saga, già celebrato dai Duran Duran nel documentario del 2022 The Sound of 007. Al termine della conversazione, John Taylor ha ricordato John Barry e ha sfogliato le pagine del libro, soffermandosi sulla fotografia dei cinque Duran Duran all’ombra della Torre Eiffel di Parigi, scattata al termine delle riprese del video di A View To a Kill: «Sarà molto emozionante per me suonare la nostra Bond song a Caserta domani sera!», ha commentato.
All’origine del legame con 007
Il viaggio nella memoria ha inevitabilmente riportato i protagonisti all’autunno del 1984. All’epoca, i Duran Duran erano una macchina da guerra commerciale spaventosa. Avevano appena lanciato The Wild Boys, stavano promuovendo il live Arena e si apprestavano a registrare Do They Know It’s Christmas? con il supergruppo Band Aid di Bob Geldof. Erano ovunque, ma erano anche profondamente divisi, con John e Andy Taylor impegnati a New York nel progetto parallelo Power Station. Eppure la svolta arrivò grazie a un misto di audacia e spocchia tipicamente britannica.
John Taylor si trovava al compleanno del leggendario produttore cinematografico Albert R. “Cubby” Broccoli, accompagnato dalla fidanzata dell’epoca Janine Andrews (già Bond girl in Octopussy). Il bassista si avvicinò al Re Mida di Hollywood e gli disse, senza troppi giri di parole: «I film di 007 sono splendidi, ma quando ti deciderai a prendere una band seria per scrivere una colonna sonora decente?». Nel giro di quarantotto ore, Broccoli affidò loro l’incarico per il tema di A View To a Kill (in Italia 007 Bersaglio Mobile).

I pezzi migliori
I tre musicisti ammirano ancora una volta il profilo del Vesuvio, a poche ore dall’inizio della loro esibizione monumentale alla Reggia di Caserta. In un solo sguardo, l’eleganza britannica, la sfrontatezza pop e un’irresistibile attrazione per il Mezzogiorno d’Italia.
«Durante l’aftershow, Simon mi ha chiesto quali fossero i miei brani preferiti del concerto», racconta Iossa. «Gli ho risposto: il medley Girls on Film / Psycho Killer e A View to a Kill, naturalmente, lodando soprattutto l’impatto fortissimo di White Lines in versione live». E Simon era d’accordissimo: «White Lines è una vera esplosione sul palco. Stasera mi è piaciuto moltissimo cantare Come Undone con Anna (Ross, la corista, ndr), perché non lo considero un duetto. Mi sembra, piuttosto, una danza tra due voci, un dialogo. Le nostre voci danzano insieme. E poi amo moltissimo cantare Free to Love in queste settimane: riempie il cuore di gioia e di energia».
Villa Manin a Codroipo
Poi è stata la volta di Villa Manin di Codroipo, in località Passariano, il giorno 11 luglio. Mentre nuvole minacciose si affacciavano sull’ampio complesso architettonico e monumentale, è arrivata anche la pioggia prima del concerto, ma alle 21 in punto il cielo si è schiarito, proprio mentre la band saliva sul palco. Uno show vissuto con l’entusiasmo e la nostalgia dell’ultima data. Nonostante fosse faticoso persino respirare in alcuni momenti, sia per il pubblico che per la band, Simon Le Bon ha cantato molto bene, dando il meglio di sé soprattutto durante le note acute di Ordinary World.
Si è percepita tutta l’energia e l’entusiasmo di una band che si avvicina ai cinquant’anni di carriera e che ha saputo rinnovarsi e reinventarsi, offrendo al pubblico innovazione e sperimentazione attraverso la musica e il loro inconfondibile stile, i video pazzeschi degli esordi realizzati in location esotiche, l’uso della tecnologia e del digitale nei loro lavori e nei concerti, fino alla sperimentazione dell’intelligenza artificiale per la realizzazione del video di Invisibile (2021), durante la pandemia, e poi di quello di Psycho Killer, cover dei Talking Heads.
I Duran Duran sono band affiatata: lo si percepisce osservando i membri sul palco, le occhiate di complicità durante l’esibizione, la perfezione degli stacchi e dei cambi di scena, il ringraziamento e la riconoscenza espressi al pubblico durante i live in Italia.
Alla fine del concerto di Villa Manin, durante il ritornello di Save a Prayer, John Taylor si è accasciato in ginocchio di fronte al pubblico, accorso sotto al palco per il finale, con gli occhi chiusi scuotendo soddisfatto il capo, in un’espressione di incredulità e riconoscenza, assaporando ogni singola nota e ogni voce proveniente dall’audience. Un gesto che è apparso molto spontaneo e sentito.

La scaletta dei Duran Duran in Italia
La scaletta dei tre concerti dei Duran Duran in Italia è stata sostanzialmente la stessa per tutte e tre le date, ad eccezione di quella dell’Arena di Verona, che ha incluso altri due brani: Evil Woman e Careless Memories.
Ricordiamo la setlist: Is There Something I Should Know?, seguita da Wild Boys, A View to a Kill, Hungry Like the Wolf, Invisible, Super Lonely Freak, The Reflex, Ordinary World, Come Undone, New Moon on Monday, The Chauffeur, Notorious, Free to Love, l’immancabile cover White Lines, Planet Earth con la presentazione della band, poi Reach Up for the Sunrise, Girls on Film / Psycho Killer e l’encore: Save a Prayer e Rio.
I Duran Duran proseguiranno il loro tour europeo durante il mese di ottobre, con l’ultima data – rigorosamente in maschera – per il tradizionale show di Halloween, che si è tenuto per la prima volta a Las Vegas (2022), poi a New York (2024) e l’anno scorso a Manchester. Quest’anno la data-evento si terrà alla O2 Arena di Londra.
Probabile anche l’uscita – entro il prossimo anno – del loro album Reportage, realizzato con lo storico chitarrista della formazione originale della band, Andy Taylor, comeconfermato dallo stesso Roger Taylor durante l’incontro stampa che ha preceduto il tour estivo.
Articolo di Luana Salvatore

