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Eolie Music Fest 2026 è il festival che vuole educare al rispetto del mare

Roberto Ongaro: “Qui gli artisti svuotano la mente”. Da Shablo a Brunori SAS, da Gaia a Mannarino nel weekend torna l’appuntamento più curioso dell’estate italiana

  • Il14 Luglio 2026
Eolie Music Fest 2026 è il festival che vuole educare al rispetto del mare

C’è un motivo se Eolie Music Fest è uno dei festival più originali d’Italia. Anzi, ce ne sono diversi. E tutti derivano dal suonare su un caicco in mezzo al mare circondati da altre barche e da una line-up studiata col cuore dal suo direttore artistico, Samuel Romano. Torna questo fine settimana, dal 17 al 19 luglio, sia in mare, vicino a Salina e a Lipari, che a terra (anzi inaugura proprio a Capo D’Orlando, per la prima volta), la sesta edizione di uno degli appuntamenti più curiosi (e in fondo ambiziosi) dell’estate italiana.

Perché se già è difficile organizzare il calendario di un evento musicale in Italia nel 2026, immaginate come può essere farlo tenendo conto della logistica legata al mare e al vento. E cercando, inoltre, di farlo nel pieno rispetto dell’ambiente con l’iniziativa Eco Island. Ne abbiamo discusso con Roberto Ongaro, fondatore di 2 Changing Art e curatore di Eolie Music Fest 2026. Quest’anno la manifestazione, vede come sponsor principale il brand di auto Changan e come partner organizzativo Vivo Concerti.

«Questo è un festival particolare che nasce tutto nella testa di Samuel», ci racconta Ongaro. «Lui ha la grande capacità di riuscire ad essere direttore artistico senza porsi come protagonista, mettendo da parte sia la sua carriera solista che quella con i Subsonica. Riesce a mantenere un clima di divertimento con gli artisti che è davvero raro. Poi quest’anno abbiamo voluto aggiungere un partner di primo livello che riuscisse a rendere tutto ciò più organizzato. L’anno prossimo sarà fondamentale perché le tappe di Floating Fest saranno 4».

Il programma

Il confine tra vacanza e appuntamento musicale è davvero labile, anzi, forse, non esiste. «Il punto è che quando gli artisti salgono per esibirsi per una o due ore, in realtà rimangono 3 o 4. Questo festival funziona perché l’artista quando si ritrova in un ambiente marino è come se si liberasse la mente», prosegue Ongaro. Sarà così, probabilmente, anche per gli artisti di quest’anno: Aiello (che è stato protagonista di una nostra digital cover a maggio), Shablo (venerdì 17 alle 17, su un caicco al largo di Capo D’Orlando) e Andro (DJ set alle 23.30 sempre a Capo D’Orlando, oltre a quello di Shablo), il primo giorno.

Mannarino, Gaia e sempre Andro (alle 17 – Santa Marina di Salina) con il DJ set di Andro alle 23.30 a Lipari, il secondo. E infine per il terzo e ultimo giorno: Brunori SAS, Maria Antonietta e Colombre, Samuel (alle 17 – Santa Marina di Salina).

Eco-Island per rispettare il mare

L’obiettivo di Eolie Music Fest 2026 non è soltanto tutelare l’ambiente ma anche cercare di educare il pubblico a prendersene cura. «Confesso di essere un po’ scettico nei confronti delle politiche green europee. Credo che sia meglio dar vita a iniziative pratiche», prosegue Ongaro. «Sono una persona che frequenta la natura in ogni ambiente da quello montano a quello marino, sono convinto che tutto debba nascere dalla testa delle persone. Per far un esempio, in montagna tutti criticano i motociclisti con l’Enduro ma magari lasciano meno sporcizia di chi sale a piedi e “dimentica” tutti gli avanzi. Sono le persone, alla fine, gli artefici del cambiamento».

Per questo verrà distribuito un vero e proprio kit, “Ocean Cleaning Kit 140L”, progettato specificamente per il settore nautico.

L’iniziativa nasce per garantire la gestione di eventuali sversamenti di idrocarburi all’interno e all’esterno delle barche. Con questo kit, l’obiettivo è assorbire gli idrocarburi presenti in acqua (sentina, vano motore, ecc.), senza trattenere acqua marina, riducendo sensibilmente il rischio di dispersione in mare di sostanze inquinanti.

Eolie Music Fest 2026 e il turismo fuori dalle classiche rotte stagionali

Ma esiste il pericolo che le Eolie vengano prese più d’assalto dal turismo di massa? «Questo aspetto non mi fa paura ma di sicuro le imprese territoriali locali dovrebbero ridurre il loro appetito da economie. Tutti parlano di destagionalizzazione ma poi non la mette in pratica nessuno. Le Eolie, come altre isole del Mediterraneo, sono sicuro che potrebbero vivere di turismo ben di più di 50 giorni all’anno. E l’iperturismo va controllato».

Ongaro spiega gli obiettivi presenti e futuri. «Noi con Eolie Music Fest vogliamo costruire qualcosa che rimanga. Per esempio, non possiamo avere decine di migliaia di persone che assistono al festival ma questo è coerente con l’idea dello stesso. Per questo motivo dobbiamo prestare molta attenzione ai numeri. E l’ambiente dove si svolgono è davvero fondamentale, tanto che la visione artistica ne deve tenere necessariamente conto. Qualcuno mi ha chiesto perché non lo organizzassi da altre parti e ci sta. Noi vogliamo farlo e lo faremo l’anno prossimo. Ma con la stessa logica con cui organizziamo questo appuntamento, dove il contenitore è vero un codice di linguaggio».

I biglietti e tutte le info utili sono disponibli sul sito di Eolie Music Fest 2026.

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