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Jeff Mills al Ravenna Festival, un concerto da un altro pianeta

Il live del pioniere della techno è la prova che una certa variante della techno – più concertistica e contaminata dal jazz – può essere apprezzata non solo nelle grandi città, e non solo dai giovani

  • Il27 Giugno 2026
Jeff Mills al Ravenna Festival, un concerto da un altro pianeta

Jeff Mills dal vivo a Ravenna Festival il 26 giugno 2026 (© Luca Concas / Ravenna Festival)

Qualche anno fa il registro tedesco dei patrimoni culturali immateriali, redatto da una commissione nazionale collegata all’UNESCO, ha inserito sei nuove tradizioni nella propria lista. Tra queste c’era anche la variante berlinese della techno – riconosciuta come fenomeno musicale, culturale e sociale che da oltre trent’anni caratterizza la vita notturna della capitale tedesca.

Berlino è ancora oggi una città associata alla techno, ma le origini di questo genere vengono generalmente fatte risalire a Detroit, nel Michigan. Fu qui che, verso la metà degli anni ‘80, un gruppo di musicisti influenzati dal synth-pop d’avanguardia di formazioni come i Kraftwerk iniziò a sviluppare un nuovo linguaggio sonoro, facendo ampio ricorso a sintetizzatori come il Kawai KC10 e lo Yamaha DX7, insieme a varie drum machine, tra cui la celebre Roland TR-808.

Per una serie di ragioni sociali e culturali, già prima della caduta del Muro di Berlino, nel 1989, la musica elettronica rientrava negli ascolti degli abitanti di entrambe le parti della città tedesca. In questo contesto, la techno inizialmente sviluppatasi a Detroit si fece ben presto conoscere a Berlino. La sua affermazione definitiva avvenne però all’inizio degli anni ‘90, nel periodo successivo alla riunificazione della Germania. I primi club della città iniziarono così a ospitare sia i protagonisti della nascente scena locale, sia i DJ provenienti da Detroit che avevano contribuito alla definizione del genere.

Perché Jeff Mills è considerato uno dei precursori della techno

Il successo che la techno riscontrò a Berlino spinse diversi DJ di Detroit, tra cui Jeff Mills e Juan Atkins, a trasferirsi stabilmente in città per prendere parte a quel movimento. Da allora, la club culture berlinese è progressivamente cresciuta, fino a diventare una sorta di brand, contribuendo in modo significativo alla reputazione internazionale della città.

Come spesso accade quando si tenta di ricostruire l’origine di un genere musicale, anche nel caso della techno esistono diverse scuole di pensiero. Secondo una delle ipotesi più diffuse rispetto all’etimologia del termine, la parola “techno” potrebbe essere stata coniata a partire dall’interesse condiviso per il futuro e la tecnologia che caratterizzava molta della produzione delle origini, piuttosto evidente anche nei titoli dei brani, spesso legati a temi come la fantascienza, la cibernetica e lo spazio.

Non stupisce quindi che Jeff Mills, considerato per l’appunto uno dei precursori della techno, abbia intitolato Tomorrow Comes the Harvest l’album realizzato nel 2018 insieme al celebre batterista afrobeat Tony Allen, scomparso due anni più tardi. Oggi il progetto viene portato avanti da Mills in forma di concerto, con la partecipazione di vari musicisti internazionali, provenienti da ambiti e tradizioni differenti. Rimane però invariata l’idea alla base di Tomorrow Comes the Harvest, che unisce – attraverso il processo di improvvisazione – musica elettronica eseguita in presa diretta con sonorità vicine alla black music e al jazz.

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Foto di Luca Concas

Il concerto di Jeff Mills al Ravenna Festival

Venerdì 26 giugno Jeff Mills ha presentato il progetto Tomorrow Comes the Harvest al Ravenna Festival, rassegna estiva che da oltre trent’anni propone – in numerose location della Romagna – un cartellone caratterizzato da una proposta musicale eterogenea e non banale.

Mills è salito sul palco allestito tra le mura dell’iconico Pavaglione di Lugo – cittadina in provincia di Ravenna che ospita questa suggestiva piazza circondata da portici – accompagnato da Jean Phi Dary e da Rasheeda Ali. Il primo è un noto tastierista e produttore di origini guyanesi che ha lavorato a lungo con Tony Allen, partecipando allo stesso album Tomorrow Comes the Harvest, e che ha collaborato con musicisti come Damon Albarn, cantante e co-fondatore dei Gorillaz, e Pino Daniele, tra gli altri. Rasheeda Ali è invece un’apprezzata flautista che si muove tra jazz e musica sperimentale, figlia del celebre batterista statunitense Rashied Ali.

Il trio ha suonato per circa due ore, in un concerto quasi interamente improvvisato («We have no map», ha precisato a un certo punto Mills), mescolando le sonorità prodotte con la drum machine a quelle del piano, del synth e delle tastiere di Jean Phi Dary – il tutto tenuto insieme dai disegni di flauto di Rasheeda Ali. Il risultato è stato un live piuttosto memorabile, che ha coinvolto fin da subito un pubblico piacevolmente diversificato in termini di età.

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Foto di Luca Concas

La scommessa vinta del Ravenna Festival

«We will go deep into the groove», ha detto Mills nella seconda parte dell’esibizione. E così è stato: il live è stato un’autentica epifania musicale, sviluppatasi in progressione fino a coinvolgere l’intero pubblico, che per gli ultimi brani si è alzato in piedi e raggiunto il sotto-palco, in un contesto normalmente dedicato alla musica classica.

Il lavoro ammirevole fatto con il concerto di Jeff Mills dal Ravenna Festival, arrivato alla trentasettesima edizione, è stato allargare, per una sera, anche in Italia il pubblico della techno, riproponendo il genere in un contesto intimo che ne valorizza le sfaccettature e le potenzialità, arricchendole con incursioni musicali provenienti da altri immaginari. Ad esempio è sorprendente vedere Mills suonare più volte le percussioni durante il live: un’ulteriore dimostrazione della sua grande competenza ritmica.

Spesso l’ambito della techno può essere a tratti elitario e accessibile ai soli appassionati. Soprattutto in Italia, dove la corrente ha una storia illustre, anche se per molto tempo è rimasta piuttosto di nicchia. Ma i festival, quando sono fatti bene, servono anche e soprattutto ad allargare il perimetro di chi conosce e apprezza un certo genere musicale.

Quando questo accade è facile notarlo: con il live di Jeff Mills il Ravenna Festival ha dimostrato che una variante più concertistica della club culture in Italia può funzionare ed essere apprezzata non solo nelle grandi città, e non solo dai giovani, ma anche in località apparentemente impossibili e periferiche, composte da fette di pubblico di tutte le età.

Articolo di Luca Gorini

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