Interviste

L’assurda normalità di Assurditè, una romantica a Milano

La cantautrice ha appena pubblicato il suo EP d’esordio, fra brani già usciti e un inedito con Giuse The Lizia. L’abbiamo intervistata

Autore Federico Durante
  • Il18 Settembre 2022
L’assurda normalità di Assurditè, una romantica a Milano

Assurditè (foto di Martina Trotta)

La talentuosa cantautrice milanese, forte di esperienze importanti come Musicultura, BMA – Bologna Musica d’Autore e il MI AMI, ha pubblicato venerdì 16 settembre il suo EP d’esordio eponimo, contenente singoli già usciti più l’inedito Al Terzo Sbadiglio feat. Giuse The Lizia. Nella musica di Assurdité (vero nome: Chiara Balzan), a una fondamentale sensibilità indie pop si legano elementi R&B e anche jazz, frutto del suo amore per artisti senza tempo come Ella Fitzgerald e Chet Baker.

L’abbiamo intervistata proprio il giorno di uscita dell’EP, all’indomani di un affollatissimo release party a Milano in cui ne ha dato un convincente assaggio live.

Si sente che hai alle spalle un solido percorso di studi musicali. Ce ne parli?

Ho iniziato quando avevo 11 anni a fare canto, poi ho fatto anche corsi di musical, di coro, in una scuola qui in provincia. Poi ho deciso di continuare in una scuola più professionale, dove ho studiato anche composizione. Quella era una scuola che dava la possibilità di esibirmi live una volta al mese all’interno di locali. Una cosa molto buona: esibirti in un locale con gente che mangia che ti ascolta e non ti ascolta è comunque un’esperienza che ti forma. Finito il liceo, mi sono iscritta al CPM nel corso di canto pop con pianoforte complementare. Mi manca un anno alla conclusione.

Nell’ultimo anno hai fatto una serie di esperienze importanti: Musicultura, Bologna Musica d’Autore, il MI AMI. In che modo ti hanno fatto crescere come artista e performer?

A Musicultura ero molto emozionata: era la prima volta che mi esibivo su un palco presentando il mio progetto. Prima di allora cantavo perlopiù cover. Le audizioni sono state all’interno di un teatro bellissimo a Macerata, è stato emozionante.

Poi andando avanti è diventato tutto più facile dal punto di vista del live. Giordano Colombo (produttore, ndr) ha seguito molto anche la creazione di un live con un set completo, anche a livello di suoni. Così al MI AMI siamo arrivati pronti, è filata davvero liscia. Ero molto tranquilla, facevo quello che mi piace fare.

Bologna Musica d’Autore è un concorso e un insieme di showcase, anche in apertura ad artisti più grandi. Sin dall’inizio mi ha portato cose belle: ho iniziato a lavorare con un’agenzia di booking dopo che mi avevano sentita lì e con loro ho fatto un tour quest’estate. E poi mi ha portato alla conoscenza di Giuse The Lizia, con cui ho fatto l’ultimo singolo Al Terzo Sbadiglio.

Ci presenti questo inedito che compare nell’EP?

Il brano è una sorta di fascio di speranza. Flora parte dalla stessa matrice, ovvero una situazione sentimentale finita non bene. Ma i due brani offrono finali diversi. In Flora si vedono solo le ripercussioni: solitudine, tristezza, e si sente. Mentre Al Terzo Sbadiglio ti fa pensare che anche nei momenti più blu c’è un fascio di luce arancione. Il mondo gira comunque, nonostante tutte le difficoltà e le delusioni che si possono avere nella vita.

Assurditè e Giuse The Lizia (fonte: ufficio stampa)
Giordano Colombo è sicuramente uno dei produttori più brillanti del panorama “indie” – e non solo – italiano. Che tipo di interazione c’è fra voi?

Inizialmente lui doveva solo lavorare sulle produzioni dell’EP, insieme a Bravo Bravissimo. Poi però la nostra conoscenza si è approfondita e abbiamo iniziato a fare canzoni ex novo insieme. È sempre stato molto disponibile. La nostra interazione artistica è sempre in divenire. Facciamo cose da capo, oppure io arrivo con brani già pronti e capiamo insieme cosa fare. Siamo sempre insieme quando si lavora ai brani in studio.

Parlando di Vorrei Che Fosse Odio hai detto: “Sto citando volontariamente Mina, trasformando la sua Vorrei che fosse amore in una ballad malinconica fatta su misura”. Soprattutto nelle strofe si sente molto quell’ispirazione “classica”, da ballad romantica anni ’60. Che rapporto hai con quel nostro così ricco patrimonio musicale?

Sono innamorata del cantautorato italiano, prima di tutto. Il nostro patrimonio musicale dagli anni ’40 in poi mi ha sempre affascinato, sin da ragazzina. Ma non solo la musica italiana: mi sono appassionata a Ella Fitzgerald, Billie Holiday, Etta James… Parte del modo in cui canto, con quel vibrato, viene proprio da quegli anni. E questo mi piace: può sembrare un modo di cantare “vecchio”, ma sono riferimenti che messi all’interno della contemporaneità funzionano. Vedo che la musica si sta evolvendo molto in questa direzione, a partire da Andrea Laszlo de Simone ma non solo.

Hai definito Flora come “il primo brano con cui ti sei sentita artisticamente più definita”. Mi spieghi meglio?

Flora è la prima canzone interamente fatta da me che ho pubblicato. Di solito scrivo testo, armonia e melodia delle canzoni. In Flora ho anche registrato il mio pianoforte di casa, ho pensato ai cori, insomma ho fatto da sola tutto un lavoro più definito. Ci tenevo a registrare il piano di casa mia. Fra l’altro lo stavano buttando, io l’ho fatto mettere a posto e ha un suono super vintage. Nel pezzo si sente anche il pedalino che cigola! Alla fine del lavoro ho capito che ce la potevo fare da sola. È il mio brano preferito, dal punto di vista musicale ma anche del significato.

Ascolta l’EP di Assurditè

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