Interviste

L’urlo perfetto di rob

Dopo il trionfo a X Factor, la giovane cantante non ha smesso di lavorare e coltivare creativamente la sua rabbia: il risultato è il nuovo EP "Chaos perfetto"

L’urlo perfetto di rob
Autore Silvia Danielli
  • IlAprile 22, 2026

rob è arrabbiata, come tutti e come è normale per i suoi 20 anni. Ma di certo, non in maniera distruttiva. Anzi. È decisamente matura per la sua età tanto da aver capito quanto sia importante avere dalla propria parte le persone giuste, studiare, crearsi la propria identità e formare, il quanto più possibile, delle nicchie dove darsi una mano. La sua poi non è nemmeno troppo piccola, e comprende quegli artisti che oggi in Italia suonano pop-punk e rock. Quelli cresciuti a pane e Blink-182, Green Day, Machine Gun Kelly, Linkin Park. Proprio come lei. E come Naska, Le Bambole di Pezza, La Sad.

Fotografia: La Blet
Assistente fotografia: Luca Pantalena
Assistente luci: Anna – Sofie Baas
Make-up, hair & colorist: Letizia Maestri
Styling: Tiny Idols supported by Tony Gennarelli & Benedetta Zanella

Artisti che – come ci racconta rob ovvero Roberta Scandurra da Trecastagni (Catania), vincitrice di X-Factor 2025, pronta a farsi conoscere dal pubblico al di là di questo importante riconoscimento con il nuovo ep che uscirà venerdì 24 aprile, Chaos Perfetto – sono più che disponibili a dare una mano agli altri. «Ho trovato tanta unione, anche qui a Milano», prosegue lei, che incontriamo nell’open space del suo management, Metatron. «Sono andata nel backstage del concerto delle Bambole di Pezza, per esempio, e loro sono state davvero carine con me, mi hanno accolto come un’amica. Ma pure Naska, con cui mi vedo spesso per scrivere e lui stesso mi ha regalato un suo brano. Oppure Theø e Fiks dei LaSad. È come se non ci fosse competizione tra tutti ma il desiderio di far emergere la scena pop-punk».

L’intervista a rob

rob, per citare il tuo pezzo: “Come si fa (a non impazzire)” a 20 anni?

Bella domanda. Me lo sono chiesta anche io. Credo che i 20 anni siano una bella età. Tra l’altro, quando li ho compiuti recentemente, ero ancora chiusa dentro a X-Factor. Però si affrontano in generale dei cambiamenti molto rilevanti, ci si trasferisce in altre città: io non ho fatto in tempo nemmeno a realizzare quello che era successo.

Nel mentre ti è capitata un’esperienza forte come X-Factor: a distanza di mesi come la vedi?

È stato incredibile ma anche duro: eravamo chiusi in casa, senza poter sentire nessuno e senza poter sfogarmi con mia mamma, che mi avrebbe coccolata. Anche trasferirmi a Milano, senza conoscere nessuno. Infatti ho dei momenti in cui mi sembra, appunto, di essere pazza e dico “No, vabbe’, chiudo tutto”.

Pensi sia una questione di questa generazione in particolare?

No, non solo. È il momento in cui finisce la scuola e iniziano le responsabilità, anche banalmente il fatto di doversi pagare l’affitto e doversi fare la spesa. Ma anche capire come tornare a casa la sera: a Milano è un po’ più complicato che a Catania.

Quindi come si fa?

Secondo me, è anche bello impazzire. Vent’anni è il momento giusto per sbagliare, per cambiare tutto e imparare qualcosa. È un’età delicatissima, anche peggio del liceo perché lì almeno rimani nel nucleo della scuola. Io la sto vivendo tra alti e bassi ma mi sto divertendo tantissimo.

Tornando a X-Factor: qual è la cosa più importante che ti ha insegnato?

Qualsiasi cosa è merito di Paola. Grazie a lei ho imparato ad avere più fiducia in me stessa. Nel senso che sono entrata determinata ma avevo sempre paura. Io poi non pensavo a vincere o meno, ma di sicuro volevo essere contenta della mia esibizione.

Come ha fatto? Non basta certo dire a una persona insicura di sentirsi più sicura.

Mi ha dato davvero tanti consigli. In particolare, quando mi vedeva sfinita e a volte anche in lacrime, mi ricordava che da fuori apparivo forte ma che io non riuscivo a vederlo perché mi sottovalutavo troppo. Dopo il primo live, ero talmente in ansia, che mi è salita la febbre a 38.

La senti ancora spesso?

Certo, è una donna forte e dolce al tempo stesso. Devo dire che l’ho sentita vicina come fosse un po’ mia mamma. Non so se sarei riuscita a fare lo stesso percorso con qualcun altro, onestamente. E ci sentiamo sempre: anche per STUPIDA, non l’aveva sentita prima, ma poi mi ha scritto subito per farmi sapere quanto le fosse piaciuta.

A proposito di Stupida: quando ti senti così?

Nel pezzo parlo di quando un amore tossico finisce ma continui a sperare il contrario. Credo sia bella la presa di consapevolezza, proprio all’interno dell’EP, con un obiettivo: uscire dalla “sottonaggine”. Non solo in amore ma in tutto!

E dalla “sottonaggine” ti senti uscita?

Sì, ora sì. E poi mi sento stupida in tante situazioni perché ho la testa tra le nuvole, sono molto distratta. Per esempio, una volta mi sono presentata a un esame ma non mi ero prenotata!

Pensi mai che potrebbe rimanerti l’etichetta di vincitrice di X Factor per sempre?

Intanto per me è un enorme orgoglio, però è bello anche evolversi. In fondo sono ancora all’inizio della mia carriera, magari tra qualche anno la gente ricorderà anche altro. Prendiamo Marco Mengoni, senza volermi paragonare a lui: tutti sanno che ha vinto X Factor e poi ha fatto moltissimo altro. Oppure i Maneskin, che non hanno neanche vinto, ma poi hanno trionfato all’Eurovision e tutti sanno quello che è successo.

Ti sei mai sentita fraintesa?

Mai. Perché anche Paola ha sempre cercato di non snaturarmi e allontanarmi troppo dal mio genere. Al terzo live, volevo proprio cambiare ma lei mi ha spinto a superare i miei limiti. Per esempio, non mi sarei mai sentita in grado di cantare What’s up, ma alla fine aveva ragione lei.

Per il tuo futuro rob hai già un’idea chiara?

Dunque ora c’è l’EP, per cui ho lavorato davvero tanto con molti autori diversi, uscirà tra due giorni e poi ci sarà il tour. Ci sono tante cose che mi aspettano.

Con Nitro canti Misericordia: come è andata?

Dire bene è riduttivo. È strano lavorare con gli artisti che ascoltavi alle medie. Lui è stato un grande artista, gli sarà venuta la strofa nel tempo di una sigaretta. Poi ama anche il rock e trovo che i nostri generi si sposino perfettamente. Ma poi anche umanamente, come persona, è eccezionale.

E a te viene facile scrivere?

Dipende. A volte, sì, a volte, per niente. Poi mi sveglio alle 3 di notte e mi vengono le parole. Ci lavoro con un autore al massimo, magari. Perché voglio che emerga il mio lavoro personale, ci tengo parecchio. È capitato che Naska mi desse una canzone ma era un’altra questione!

Scriveresti per altri?

Per ora no, ma solo perché sono troppo ansiosa. Però scrivere mi piace tanto perché mi sfogo. Anche i live mi mettono agitazione prima, ma poi quando parte il tutto mi trasformo in un’altra persona: mi sento invincibile. Non vedo l’ora infatti del live dell’8 maggio alla Santeria Toscana 31, ci sarà la full band con basso, chitarra, batteria.

Hai mai pensato di poter fare altro nella vita?

Onestamente no. Ho sempre cantato. Mia mamma mi faceva i video mentre cantavo a mio fratello (che ha 3 anni meno di me) nella culla. A sei anni ho iniziato a seguire lezioni di canto. E mia mamma non mi ha mai, ma proprio mai, ostacolata.

Il tour di rob

  • VENERDÌ 8 MAGGIO @ SANTERIA TOSCANA 31 – MILANO
  • LUNEDÌ 1 GIUGNO @ ETNA COMICS – CATANIA
  • VENERDÌ 13 GIUGNO @ OLTREMODO FESTIVAL 2026 – FELIZZANO (AL)
  • GIOVEDÌ 23 LUGLIO @ ANTIFESTIVAL – CANNAIOLA (PG)
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