Elettronica

Fire: in anteprima il video live con Adrian Sherwood

Il video è tratto da un disco live, registrato interamente dal vivo dalla crew e “dubbato” direttamente sul palco dal grande maestro del suono inglese

Autore Billboard IT
  • Il12 Aprile 2023
Fire: in anteprima il video live con Adrian Sherwood

Fire (foto di Marzia Benigna)

Il video di Fire feat. Adrian Sherwood è la sintesi dello show – registrato dal vivo al Torino Jazz Festival – in cui viene presentato live il primo album dell’omonima crew insieme alla leggenda del dub inglese Adrian Sherwood.

Il video della crew Fire con Adrian Sherwood

Registrato dal vivo da Simone Squillario, l’album esce per Stellare e per la torinese Salgari Records. Dopo la prima pubblicazione Wave, che mette in musica i suoni del mare, e l’opera sonora di Samuel La Cena del Tempo, un nuovo lavoro per Stellare, etichetta discografica e factory di produzione sonora fondata dai producers Ale Bavo, FiloQ e Raffaele Rebaudengo.

Fire è una crew composta dal trombettista e ideatore del progetto Ivan Bert (Dark Magus Orchestra, Emma for Peace, Jazz TO Nepal), dal sassofonista Gianni Denitto (Zion Train, T.U.N., Kora Beat), dal polistrumentista e produttore Marco “Benz” Gentile (Africa Unite, Meg, Architorti) e dal il DJ/producer genovese FiloQ (Istituto Italiano di Cumbia, Uhuru Republic, Vinicio Capossela).

Con loro sul palco per queste performance uno dei nomi dell’attuale scena jazz italiana più apprezzati a livello internazionale. Ovvero il vibrafonista e percussionista Pasquale Mirra (Mop Mop, C-mon Tigre) e la leggenda della dub Adrian Sherwood.

Fire feat. Adrian Sherwood è un disco live, registrato interamente dal vivo dalla crew e “dubbato” direttamente sul palco dal grande maestro del suono inglese.

«Volevamo che Fire fosse qualcosa di più che una performance live musicale», racconta la crew. «Il nostro spettacolo è un’opera montata dal vivo e proiettata su un tulle teso tra il pubblico e noi musicisti. Il pubblico in un certo senso è incastrato in mezzo come a “fissare le ombre sulla parete della caverna”».

E ancora: «Abbiamo scelto alcuni nodi visivi per rappresentare le strategie di dominio che l’uomo applica all’ambiente, alle altre specie e anche a se stesso. Le strutture architettoniche per il dominio sullo spazio, le ossessioni dei riti religiosi per il dominio sul tempo, il riconoscimento facciale e il tracciamento digitale per il dominio sui corpi. E poi: la repressione durante le manifestazioni del Black Lives Matter a Philadelphia, Minneapolis e Washington per il dominio sulle comunità, le esplosioni nucleari del XX secolo per il dominio sulle leggi della fisica».

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