“Gangnam Style” raggiunge 6 miliardi di views su YouTube: PSY ci fa ancora ballare
La hit di PSY è il primo brano K-pop a raggiungere un tale risultato. Ora è nella top 5 dei video musicali più visti sulla piattaforma
Se si pensa al K-pop, tra le prime cose che vengono in mente sono colori patinati, coreografie elaborate, scenografie epiche e idol belli e perfetti. Il fatto che sia Gangnam Style ad avere il primato delle visualizzazioni su YouTube tra le canzoni che rientrano nel genere coreano (fu la prima a raggiungere quota due miliardi e per diverso tempo è stato il video musicale con più views) è un paradosso. Oggi, a quattordici anni dalla sua pubblicazione, la hit di PSY ha raggiunto i sei miliardi ed è stabilmente nella top 5 dei videoclip più visti al mondo. Perché un paradosso? Perché Park Jae-sang (questo il suo vero nome) è quanto di più distante dagli standard della star K-pop.
D’altronde, la sua carriera non ha seguito la rotta classica degli idol. Non ha iniziato in un’agenzia, ma ha firmato un contratto con la YG Entertainment addirittura a 33 anni, sull’orlo della bancarotta. Prima aveva vinto premi come cantautore. Aveva subito censure e multe per i suoi testi. Era addirittura stato richiamato al servizio militare per negligenza al lavoro. Dopo il primo album con l’etichetta K-pop (quinto della sua carriera) PsyFive, trainato dal singolo Right Now, e i concerti a supporto di 2NE1 e BIGBANG, la svolta arrivò con il disco successivo e Gangnam Style.
Una hit scorretta che prendeva in giro la società “fighetta” e modaiola del quartiere di Seoul dove era nato e cresciuto. Proprio il videoclip diretto da Cho Soo-Hyun è indispensabile per comprendere l’ironia del testo. Dalle scene iconiche in cui PSY balla in una scuderia, in un bus pieno di anziani, sdraiato tra le gambe di un uomo, fino all’horse-riding dance. Tutti conoscono quelle immagini.
Un’istituzione coreana
Ci si imbatte spesso in articoli del tipo: “Che fine ha fatto PSY?”. Magari qualcuno che non segue il panorama musicale coreano crederà che sia scomparso dalle scene come molti altri one-hit wonder. Probabilmente influenzato anche dalla sua “triste” unica esibizione nel nostro Paese prima di uno dei derby romani più accesi di sempre, quello della finale di Coppa Italia del 26 maggio 2013 tra Roma e Lazio. In quell’occasione, la sua performance venne totalmente sommersa dai fischi dei tifosi di entrambe le squadre. Forse l’unica volta in cui laziali e romanisti si sono uniti dalla stessa parte.
Per certi versi, lui stesso lo ammette, non è mai riuscito a replicare il successo di Gangnam Style, nemmeno lontanamente. Tuttavia, PSY è un volto dello showbiz coreano. Ha una sua etichetta discografica, la P Nation. Il suo ultimo disco l’ha prodotto SUGA dei BTS con cui ha anche duettato in That That (ne abbiamo parlato nel numero di K-pop Radar dedicato ai duetti impossibili). Inoltre, è uno dei personaggi televisivi più apprezzati, sia come giudice di talent show che come host, come nel programma di AppleTv KPopped dove era al fianco di Megan Thee Stallion.
Per comprendere ancora di più la sua incidenza, basti pensare che semmai vi farete un giro a Seoul, quando passerete nel quartiere di Gangnam, vi imbatterete in due mani giganti. Una riproduzione della celebre mossa del ballo di Gangam Style, realizzata per celebrare il suo successo.

