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Guarda in anteprima il cortometraggio “Figlio di Dio” di Labasco

Dopo aver esplorato la necessità di essere visti e il dolore di essere invisibili con il suo primo progetto discografico “Sotto gli Occhi di Dio”, il cantautore continua il suo racconto senza fermarsi alla musica

  • Il24 Giugno 2026
Guarda in anteprima il cortometraggio “Figlio di Dio” di Labasco

Dopo aver esplorato la necessità di essere visti e il dolore di essere invisibili con il suo primo progetto discografico Sotto gli Occhi di Dio, Labasco continua il suo racconto senza fermarsi alla musica e annuncia l’uscita di Figlio di Dio, uno speciale cortometraggio ispirato dall’album e diretto da Shalla Hope. Ve lo presentiamo qui in anteprima.

Guarda il cortometraggio Figlio di Dio di Labasco

Figlio di Dio verrà presentato stasera (mercoledì 24 giugno) con una speciale proiezione al NODO Bar di Milano alle 19:00. Labasco non farà poi mancare la sua musica, arricchendo l’evento con un live in full-band e altre sorprese.

Con il cortometraggio Labasco racconta un bisogno che forse appartiene a tutti: quello di essere riconosciuti. Nel corto ci sono persone molto diverse tra loro, ma ognuna sta cercando qualcuno che la guardi davvero. C’è chi prova a essere all’altezza di un’immagine, chi rincorre l’approvazione di un padre, chi nasconde il desiderio dietro l’ordine e chi continua a cercare una conferma negli occhi degli altri. O forse negli occhi di nessuno.

«Ho scritto questo disco per essere visto, riconosciuto, compreso. Dalla mia famiglia, dalla mia città, dall’amore, da dio e da me stesso», spiega Labasco. «È il dolore di chi cerca uno sguardo che non arriva, di chi si sente invisibile ma continua a restare. In questo disco Dio non è religione, è uno sguardo: è il bambino che sono stato, la voce che mi giudica, la provincia che osserva, mio padre che non sa parlare e mia madre che non vuole guardare».

L’album Sotto gli Occhi di Dio

La proiezione sarà l’occasione per rivivere in un nuovo contesto Sotto gli Occhi di Dio, il primo progetto discografico di Labasco.

L’album si muove tra le pieghe della quotidianità, tra i silenzi familiari e le voci di quartiere, raccontando la fatica e la bellezza di chi decide di non restare in disparte. È un disco che parla di ciò che viene tolto e di ciò che si decide di riprendersi con sfrontatezza, trasformando la vulnerabilità in un manifesto di libertà e riappropriazione. La narrazione alterna costantemente l’italiano al napoletano.

Le produzioni elettroniche acide e beat incalzanti si scontrano con la solennità di pianoforti eterei, fiati suonati dal vivo e cori popolari ruvidi, che conferiscono al progetto una dimensione quasi cinematografica. Il risultato è un’opera in cui l’espressione di matrice urban incontra la tradizione melodica partenopea in una nuova, personale liturgia.

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