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Tony Boy, convalidati gli arresti domiciliari

Il rapper sconterà la misura cautelare nell’abitazione dei genitori, in provincia di Padova, ritenuta dalla giudice «un contesto maggiormente protetto e controllato»

  • Il26 Agosto 2026
Tony Boy, convalidati gli arresti domiciliari

Tony Boy

Tony Boy lascia il carcere e passa agli arresti domiciliari. Il trapper era stato arrestato il 22 agosto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di cocaina, marijuana e hashish e per il possesso di una pistola Beretta calibro 6.35 con matricola cancellata, oltre a circa cinquanta munizioni. Dovrà scontare la misura cautelare nell’abitazione dei genitori, in provincia di Padova, ritenuta dalla giudice «un contesto maggiormente protetto e controllato». Non sarà applicato il braccialetto elettronico.

La decisione è della gip di Milano Chiara Valori, che al termine dell’interrogatorio svolto nel carcere di San Vittore ha convalidato l’arresto e disposto per il 26enne la custodia cautelare ai domiciliari. La giudice ha riconosciuto l’accusa relativa alla detenzione dell’arma, escludendo invece quella di spaccio. Il pm aveva chiesto la permanenza in carcere. Il giovane è assistito dall’avvocato Niccolò Vecchioni.

L’interrogatorio di Tony Boy e la convalida degli arresti domiciliari

Nel corso dell’interrogatorio Tony Boy avrebbe respinto l’accusa di spaccio, sostenendo che le sostanze stupefacenti trovate in suo possesso fossero destinate esclusivamente al consumo personale. Il rapper, secondo quanto riferito dal suo difensore, avrebbe parlato di una «conclamata dipendenza» da sostanze. Sulla pistola, invece, Tony Boy avrebbe spiegato di averla acquistata per proteggersi dopo aver subito un furto nella propria abitazione. Il difensore ha riferito che il cantante aveva denunciato il furto e che, successivamente, aveva deciso di procurarsi un’arma per autodifesa. Durante l’interrogatorio, inoltre, avrebbe fornito indicazioni sulle modalità con cui era entrato in possesso della pistola. La difesa ha inoltre chiesto di acquisire agli atti una copia della denuncia presentata dal cantante dopo il furto subito in casa.

Durante l’interrogatorio, Tony Boy avrebbe anche raccontato di aver acquistato la pistola attraverso un gruppo Telegram. Secondo la ricostruzione fornita, il 26enne avrebbe avuto contatti tramite il gruppo con soggetti che proponevano la vendita illegale di armi.

Quanto all’ipotesi di spaccio, l’avvocato Vecchioni ha sottolineato che si tratterebbe di quantitativi limitati e ha richiamato la dipendenza del giovane da più sostanze, oltre alla sua disponibilità economica, che gli consentirebbe di procurarsi quanto necessario per il consumo personale. La difesa ha posto l’accento anche sulla fragilità del giovane, descrivendolo come una persona alle prese con una dipendenza da sostanze stupefacenti e che assume regolarmente psicofarmaci prescritti da un medico.

La gip: «Contatti con ambienti criminali»

Nell’ordinanza con cui ha disposto gli arresti domiciliari, la gip Chiara Valori evidenzia che, nonostante Tony Boy sia incensurato, «è del tutto evidente che egli è in contatto con ambienti criminali di spessore», nell’ambito dei quali sarebbe stato possibile procurarsi un’arma clandestina. La giudice ha inoltre escluso che gli impegni professionali del cantante, tra cui alcuni concerti già programmati nelle prossime settimane, possano impedire l’applicazione della misura cautelare. In un momento successivo, tuttavia, potranno essere eventualmente valutate autorizzazioni specifiche per consentirgli di svolgere l’attività lavorativa, sulla base delle richieste che verranno presentate dalla difesa. Le eventuali autorizzazioni, dunque, saranno valutate di volta in volta dal giudice.

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