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Eddie ha fatto gol: gli Iron Maiden e il primo concerto metal a San Siro

Il “Run For Your Lives Tour”, celebrativo di 50 anni di carriera, ha fatto tappa al Meazza: due ore di live con scaletta comprendente solo super classici

  • Il18 Giugno 2026
Eddie ha fatto gol: gli Iron Maiden e il primo concerto metal a San Siro

Foto di Mathias Marchioni

Il mercato della musica dal vivo in Italia continua a crescere (superato il miliardo di spesa del pubblico nel 2025, secondo i dati diffusi recentemente da AssoConcerti), circostanza senz’altro legata all’ampliamento del ventaglio di generi che trovano spazio in venue sempre più grandi. Prendiamo il caso di San Siro: da sempre legato al grande pop e al rock mainstream, oltre agli svariati concerti di rapper italiani l’anno scorso ha ospitato il live di Gabry Ponte (prima volta di un DJ come headliner) e ieri sera (mercoledì 17 giugno) quello degli Iron Maiden, primo concerto metal nella “Scala del calcio”.

L’arrivo degli Iron Maiden a San Siro

L’ironia della sorte è che questa grande apertura a proposte artistiche molto diverse fra loro arriva alla fine della storia di San Siro per come l’abbiamo conosciuto finora, essendo previsto – dopo la stagione estiva 2027 – lo stop ai concerti per l’inizio dei lavori di demolizione in vista dell’apertura del nuovo stadio.

Oltre che giusto coronamento di mezzo secolo di carriera (alla cui celebrazione è dedicato il “Run For Your Lives Tour” che ha fatto tappa a Milano), il live a San Siro è anche un traguardo simbolico per gli Iron Maiden, notoriamente appassionati di calcio, apparsi sinceramente onorati di essere i primi metallari a suonare in un tempo del grande calcio internazionale. E tutto ciò accade proprio nell’anno in cui la band è stata introdotta nella Rock and Roll Hall of Fame.

Il problema è che appare subito chiaro che l’acustica di San Siro è ancora accettabile per sound più distesi e grandi singalong, non per un concerto metal basato su ritmiche serrate e riff fulminei come quelli che sono il marchio di fabbrica degli Iron Maiden. Difficile, purtroppo, apprezzare a pieno la qualità melodica e i brillanti contrappunti di pezzi come Phantom of the Opera, The Trooper o Iron Maiden: il risultato è un pastone in cui non si distingue una parte di chitarra dall’altra e non si sentono le finezze della sezione ritmica.

Iron Maiden - concerto Milano San Siro - foto di Mathias Marchioni - 2
Foto di Mathias Marchioni

La qualità della performance

Sorvolando sulla qualità del suono, occorre precisare che la band è in forma smagliante (anche considerando che l’età media dei membri è sulla settantina). Bruce Dickinson sfodera ancora acuti che un Brian Johnson degli AC/DC ha perso decenni fa, la triade di chitarra Smith-Murray-Gers è affilatissima e tecnicamente impeccabile, Steve Harris corre da una parte all’altra del palco agitando il suo basso Fender Precision e il batterista Simon Dawson non eccede in virtuosismi ma è un metronomo vivente.

Com’è noto, Dawson ha sostituito Nicko McBrain per le date live. Lo storico batterista, amatissimo dai fan, nel 2024 ha fatto un passo indietro a causa di un attacco ischemico transitorio che l’ha fortemente limitato nella mobilità. Dawson, già l’uomo dietro i tamburi per i British Lion, ha fatto un eccellente lavoro nel dare corpo e sostanza a un sound monumentale che non ammette sbavature.

E qui viene immediato un paragone con un altro gigante del mondo metal, i Metallica. Come vi raccontavamo l’anno scorso in occasione della loro data agli I-Days, non sempre la band di James Hetfield brilla per impeccabilità tecnica dell’esecuzione dal vivo. Gli Iron Maiden – heavy metal vecchia scuola, meno influenzati da punk e relative derive – dimostrano invece una padronanza assoluta degli strumenti, dall’inizio alla fine del concerto a San Siro.

Adrian Smith, Dave Murray, Janick Gers fanno parte di quella categoria di chitarristi che – pur non essendo “shredder” in senso stretto – occupano certamente un loro posto fra i virtuosi dello strumento. È quella generazione di mezzo fra Tony Iommi dei Black Sabbath (da cui riprendono chiaramente molti stilemi) e l’arci-shredder Eddie Van Halen che avrebbe poi fatto piazza pulita intorno a sé e fissato un nuovo, altissimo livello tecnico per le sei corde.

Iron Maiden - concerto Milano San Siro - foto di Mathias Marchioni - 3
Foto di Mathias Marchioni

Una scaletta “hits-only”

Il live comincia alle 21 in punto e finisce pochi minuti dopo le 23. Poi le norme sui concerti a San Siro impongono lo stop, “or we get fucking arrested”, come scherza Dickinson salutando il pubblico. Uno show senza orpelli: niente lanciafiamme, braccialetti luminosi o coriandoli, semplicemente due ore di buon vecchio metallo accompagnato da visual che ripercorrono le copertine degli album storici della band.

La scaletta infatti è interamente composta da super classici. Il brano più “recente” è l’inno metal Fear of the Dark (1992). Per il resto sono brani tratti da Iron Maiden (1980), Killers (1981), The Number of the Beast (1982), Piece of Mind (1983), Powerslave (1984), Somewhere in Time (1986), Seventh Son of a Seventh Son (1988). Un concerto “hits-only” che non poteva che trovare il favore dei fan.

È su The Number of the Beast, quinta in scaletta, che Bruce Dickinson ci ricorda la forza – ancora intatta – delle sue corde vocali, quando urla a pieni polmoni “can I believe” con la potenza di un grido di battaglia. È divertente vedere dall’alto della tribuna stampa i focolai di pogo che si accendono qua e là nei pressi del palco.

Il pubblico degli Iron Maiden a San Siro

Dentro e fuori dallo stadio è un tripudio di quel grande patrimonio della cultura rock che sono le t-shirt dei gruppi “heavy”. Oltre a quelle classiche dei padroni di casa, ce n’è per ogni generazione: Led Zeppelin, AC/DC, Judas Priest, Slayer, Amon Amarth, Slipknot… Come ci si può aspettare da una band con mezzo secolo di storia alle spalle, l’età del pubblico non è bassa, e in non pochi casi tende proprio all’agé. Del resto è assai probabile che siano presenti allo stadio i protagonisti di quei formidabili servizi televisivi degli anni ’80 dedicati ai metallari di Milano, allora appena adolescenti. Fatevi un regalo e andate a recuperarli su YouTube.

Ieri sera in fondo eravamo tutti degli eterni adolescenti, alla maniera cantata dagli Wheatus nella hit anni Duemila Teenage Dirtbag: “I’m just a teenage dirtbag, baby / Listen to Iron Maiden, baby, with me”.

Iron Maiden - concerto Milano San Siro - foto di Mathias Marchioni - 4
Foto di Mathias Marchioni

La scaletta degli Iron Maiden a San Siro

  1. Murders in Rue Morgue
  2. Wrathchild
  3. Killers
  4. Phantom of the Opera
  5. The Number of the Beast
  6. Infinite Dreams
  7. Powerslave
  8. 2 Minutes to Midnight
  9. Rime of the Ancient Mariner
  10. Run to the Hills
  11. Seventh Son of a Seventh Son
  12. The Trooper
  13. Hallowed Be Thy Name
  14. Iron Maiden
  15. Aces High
  16. Fear of the Dark
  17. Wasted Years
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