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Le migliori canzoni italiane uscite da gennaio ad oggi

Da Madame a Promessa, passando per Geolier, nayt e Kid Yugi: ecco i nostri brani preferiti di questi primi sei mesi

  • Il2 Luglio 2026
Le migliori canzoni italiane uscite da gennaio ad oggi

Kid Yugi, Madame, nayt e Promessa

La prima metà del 2026 è giunta al termine e, viste anche le temperature bollenti e la marea di dischi che hanno affollato le nuove uscite in questi sei mesi, è il momento di rinfrescare la memoria (e le vostre playlist) con quelle che sono, secondo noi, le migliori canzoni italiane uscite da gennaio ad oggi. Non una classifica, ma una selezione dei brani su cui in questi mesi abbiamo premuto più volte play.

Grande Salto, Promessa
Morendo ad occhi aperti di Promessa è senza dubbio uno dei migliori album d’esordio del 2026 e tra i punti più alti del disco c’è Grande Salto. Su una produzione notturna e disincantata plasmata da IDUA, il rapper di Bicocca classe 2003 intesse un racconto urbano fatto di ricordi del passato, vite che cambiano e serate storte passate in “quella piazza dove sembrava finire, ma era l’inizio”. E se questo è solo il punto di partenza, siamo certi che questo viaggio lo porterà in alto.

Vanagloria, Tutti Fenomeni
Uno dei brani più rappresentativi di Lunedì. Giorgio canta della fine dei vent’anni e della sempre più ferma convinzione che l’amore non basti più perché ormai vittima della mercificazione. Conviene allora chiudere gli occhi e affidarsi piuttosto al clitoride nell’orecchio e alla profondità della mente. D’altronde, gli amori di una volta non esistono più. Trovate oggi, per esempio, o qualcuno che si ami come Berlusconi e Galliani.

Last Train 2 Shibuya, Guè ft. Sayf
Ormai è tradizione: l’anno non può cominciare se non con un disco di Guè, che quest’anno ha pubblicato il quinto capitolo di Fast Life, la sua iconica saga di mixtape iniziata nel 2006. Atmosfere orientali, campioni sapientemente maneggiati da Cookin Soul e feat con un peso specifico considerevole come Larry June, B-Real dei Cypress Hill e Freddie Gibbs. Difficile scegliere il migliore, ma Last Train 2 Shibuya con Sayf è quello che più di tutti ci fa volare in quel Giappone lussuoso e malinconico allo stesso tempo.

Hanno previsto pioggia, Rareș ft. faccianuvola
E pensare che Rareș non avrebbe voluto neppure farlo uscire. È stato proprio faccianuvola, cantandoci sopra, a convincerlo che fosse un brano davvero forte. Meno male perché ci saremmo persi uno dei capitoli più delicati e raffinati di Sincero. Una canzone talmente innamorata da rendere romantica pure la pioggia. La meteoropatia non ha più senso ed è bellissimo stare con il cuore in gola.

+ Forte, 18K ft. Latrelle
Nel rap italiano c’è un sottobosco di artisti le cui reference non sono quelle canoniche, ma pescano dalla rage e da quel panorama nordeuropeo che vanta nomi come Yung Lean, Bladee e Ecco2k. Capofila di questa scena sotterranea è senza dubbio 18K, e il suo nuovo album IO è sicuramente tra i più interessanti usciti quest’anno. La combo con Latrelle in + Forte, poi, si riconferma vincente. Finalmente nell’aria soffocante del rap italiano si respira qualcosa di diverso.

Puttana Svizzera, Madame ft. Nerissima Serpe, Papa V e 6occia
Lo sappiamo, scegliere tra i brani del nuovo album Disincanto di Madame proprio Puttana Svizzera con Nerissima Serpe, Papa V e 6occia può sembrare una scelta senza senso, di fronte a pezzi che sicuramente affrontano il disagio in maniera più profonda e puntuale. Però quella base di Bias ha la potenza di trasmettere un mal di vivere come poche altre, tanto che diventa piacevole perdercisi dentro. Con le parole sempre crudelmente sincere di Madame.

Scrivendo, nayt
Ci sono canzoni che nascono come introduzioni, ma che si rivelano qualcosa di più. Non si tratta solo di una riflessione sul valore dei soldi, delle relazioni e sulla salute mentale o di una critica aspra all’industria musicale. È un pezzo che parla del bisogno di scrivere e di come le parole riescano ancora a procurare quel minimo di sollievo nell’illusione di poter cambiare davvero le cose. Completa il tutto la strumentale di 3D ed Emanuele Bianco, tra piano e incursioni di sax.

Oh! Darling, Tamango
Uno dei brani più rappresentativi di t’ amango. Il titolo è una citazione al brano omonimo dei Beatles e sarebbe quindi lecito aspettarsi una cover, ma ormai lo sappiamo, al collettivo torinese piace fare le cose a modo suo. Dal brano originale, infatti, la band riprende solamente il mood e l’energia, trasformando quella che sarebbe potuta essere una semplice citazione in un vero e proprio remake in chiave Tamango, che dà l’impressione di star ascoltando un brano arrivato da un universo parallelo in cui è questa la versione originale della canzone.

Un ricco e un povero, Geolier
Non solo uno dei migliori brani di Tutto è possibile, ma anche uno dei migliori storytelling del rap italiano degli ultimi anni. In Un ricco e un povero, Geolier mette in scena un dialogo incredibile e toccante tra due spaccati della società, divisi nella vita ma poi non così tanto diversi nella morte che – come diceva Totò – è una livella. Potentissimo.

La stanza del figlio, Lamante
In Italia ci sono pochi artisti in grado di graffiarti e di gettare sangue sulle tue ferite più nascoste. Lamante prima di tutto lo fa con se stessa, senza paura di farsi male. Come in questo pezzo che, pur non essendo ispirato al film omonimo di Nanni Moretti, ha un significato simile. Il figlio diventa simbolo di una perdita generazionale, quella di poter essere fratelli, sorelle, madri e padri. Se siamo condannati a rimanere figli unici, a chi doniamo il futuro?

Per il sangue versato, Kid Yugi
Negli ultimi anni anche il profondo sud al di sotto di Napoli ha trovato luce grazie a Kid Yugi, e tra i picchi del suo ultimo album Anche gli eroi muoiono c’è Per il sangue versato, una canzone – come ha raccontato il rapper di Massafra – nata dopo l’arresto di un amico, che ci mette di fronte alle ombre di una realtà segnata da ingiustizie, dolore e violenza. Un monito per ricordare di far sì che “la strada non sia la strada”.

Uomo che cade, Tredici Pietro
Dalla prima volta che abbiamo ascoltato Uomo che cade, scritto da Tredici Pietro e Dimartino, ce ne siamo letteralmente innamorati. Non era solo un pezzo decisamente superiore alla media di quelli in gara al festival di Sanremo, era un brano che giocava con una struttura complessa e poco banale e dal forte sapore cinematografico. L’unico rimasto nelle nostre playlist di quelli sanremesi.

Strega comanda, Francesca Michielin
Dungeon synth ispirato ai videogiochi che sfocia in un ritornello pop elettronico: un singolo che è la dimostrazione che il rischio, quando si tratta di creatività, spesso paga. L’ambientazione medievale è l’ideale metafora per descrivere il presente: tra favola e realtà e fra sacro ed eretico (con tanto di citazione e partecipazione di Caparezza). Francesca Michielin rilegge il ruolo femminile moderno attraverso la figura della strega e recuperando miti e folklore. Potrebbe sembrare qualcosa di cerebrale e ostico, ma già al secondo ascolto ti conquista, come l’intero album.

Devo andare con le mie Winx, G. Mineiro ft. Rhove
Il funk di Belo Horizonte è il vero trend del 2026 è a portarlo in auge è stato G. Mineiro, artista italo brasiliano classe 2001 che sta scalando le classifiche italiane con la sua Splinter Cell. Tra i brani che ci hanno gasato di più del suo album È O G c’è Devo andare con le mie Winx insieme a Rhove, che in questo brano che ti si appiccica in testa sembra passare il testimone di ribelleiro della scena a questo ragazzo che sta (finalmente) mettendo a dura prova il dominio dei tormentoni estivi.

Desaturarsi, Chiello
Per lavorare al suo ultimo disco Agonia, Chiello è volato fino al Pachyderm Studio in Minnesota, lì dove i Nirvana registrarono In Utero. E in effetti quello che è venuto fuori è il suo album più americano in assoluto, tra chitarre distorte e richiami a quella scena rock alternative newyorkese che ha segnato la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000. Un vero gioiellino che al suo interno contiene perle come la sanremese Ti penso sempre o Desaturarsi, in cui Chiello si conferma una vera rockstar decadente.

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