Top Story

WMF 2026: il programma dello stage “Future of Music & Art” curato da Billboard

Alla Billboard Lounge, negli spazi del We Make Future di Bologna, arriva una serie di quindici talk per discutere modelli, tendenze, scenari della creazione di valore musicale

  • Il15 Giugno 2026
WMF 2026: il programma dello stage “Future of Music & Art” curato da Billboard

Foto di Annie Hatuanh / Unsplash

Manca pochissimo all’edizione 2026 di WMF – We Make Future, che si terrà il 24, 25 e 26 giugno a BolognaFiere. Il festival – fra i più rilevanti a livello internazionale sui temi dell’innovazione – conferma i numeri importanti degli scorsi anni: 70.000 metri quadri di area fieristica, oltre 700 espositori, 14 distretti, 2.800 incontri B2B, oltre 100 side event dedicati al business matching e all’open innovation, 90 sale formative, awards, musica dal vivo (con il Music Fest) e molto altro.

A WMF 2026 prende forma la partnership strategica con Billboard Italia, che curerà i talk dello speciale palco “Future of Music & Art”, a due passi dal Main Stage. Intelligenza artificiale, music tech, streaming, grandi live, community, politiche culturali: sono alcuni dei temi che discuteremo con professionisti e professioniste per individuare modelli, tendenze, scenari della creazione di valore musicale. Per distinguere il Rumore dal Segnale.

I panel di Billboard Italia a WMF 2026

I quindici talk che Billboard Italia porta a WMF 2026 sono una mappa delle tensioni che percepiamo nella music industry.

A Matteo Fedeli (Direttore Generale di SIAE) e ad Enzo Mazza (CEO di FIMI) faremo la domanda più diretta: in un mondo governato da algoritmi, chi decide che cosa vale? E per chi?

Con Michelangelo Guarise (Volumio, CORRD) partiremo da un dato: il 75% degli stream va all’1% degli artisti su una piattaforma con oltre 100 milioni di brani. Come decidono gli algoritmi quello che ascoltiamo? 

Con Mattia Lecchi (Immediate) e Anna Zò (Music Innovation Hub) chiederemo di discutere quello che i report non ci dicono: le startup music tech europeo non mancano di idee. Mancano di un ponte. Il problema non è la scarsità di denaro ma la scarsità di infrastruttura per allocarlo bene.

Con Rocco Centrella (Netflix) e Federico Diliberto Paulsen (Sony Music Publishing) ci chiederemo: come si costruisce il suono di una serie? E dove finisce il compositore umano quando l’AI può gestire da sé la musica di servizio?

E poi un tema importante: alcune città hanno capito che la musica non è decorazione ma infrastruttura capace di attrarre talenti, generare identità collettiva, competere sui mercati globali. Ne parliamo con Tommaso Sacchi e Daniele Del Pozzo, Assessori alla Cultura dei Comuni di Milano e Bologna.

Infine un panel con Massimiliano Montefusco, CEO di Radio Dimensione Suono e Carlo Durante, publisher di Billboard, moderato da Cosmano Lombardo, founder del WMF. Una radio e un magazine. Due media spesso dichiarati morti. Perché sono ancora vivi? E cosa significa essere media in un mondo che premia volumi a scapito del valore?

E molto altro ancora. Qui di seguito il programma completo.

Mercoledì 24 giugno

Il futuro del valore musicale

Il 75% degli stream globali è generato dall’1% degli artisti, su una piattaforma con oltre 100 milioni di brani disponibili. Dietro questo dato c’è una domanda di potere, prima ancora che di mercato: chi controlla davvero la musica nell’era dello streaming?

Da un lato, gli algoritmi di raccomandazione decidono silenziosamente cosa raggiunge le orecchie di miliardi di persone, costruendo bolle musicali di cui quasi nessuno è consapevole. Dall’altro, l’AI Generativa replica stili, sintetizza voci e si addestra su cataloghi protetti senza compensazione: il caso RIAA vs. Suno & Udio ha reso pubblica una battaglia che si combatte da anni nei tavoli legali delle major.

Il risultato è un sistema in cui il valore musicale viene estratto (dagli algoritmi) ed eroso (dalla copia algoritmica) mentre artisti e detentori di cataloghi cercano nuovi strumenti di tutela. In un ecosistema sempre più governato da macchine, chi difende il valore della musica? E per chi?

Ospiti:

  • Matteo Fedeli, Direttore Generale di SIAE
  • Enzo Mazza, CEO di FIMI

Modera: Federico Durante, Direttore Responsabile di Billboard Italia

Ore: 11:50 – 12:30

La politicizzazione dell’arte

L’importanza dell’esporsi

L’arte ha sempre avuto un ruolo nella società: ha rappresentato trasformazioni, denunciato abusi, dato voce a chi non ne aveva. Oggi la scelta di esporsi non è più un’opzione — per molti artisti è diventata parte stessa dell’identità del progetto. Lo vediamo negli Stati Uniti, dove Bruce Springsteen è diventato voce di una resistenza popolare contro le politiche di Trump e dell’ICE; lo vediamo in Italia, con Elisa in prima linea sulla crisi climatica e Ghali che porta sul palco una Palestina troppo spesso ignorata dal mainstream.

I Patagarri si inseriscono in questa tradizione con una consapevolezza precisa: il silenzio, oggi, è già una scelta. Ma cosa significa davvero “politicizzare l’arte”? Significa schierarsi, o significa semplicemente rifiutarsi di fingere che il mondo vada bene? Dove finisce la responsabilità dell’artista e inizia il rischio del moralismo? E soprattutto: il pubblico vuole essere sfidato, o preferisce essere confortato? Un confronto senza rete su uno dei temi più scomodi del panorama culturale contemporaneo.

Ospiti: I Patagarri

Modera: Sarah Parisio, Billboard Italia

Ore: 12:40 – 13:00

La lunga marcia di Rockin’1000

Sono passati oltre dieci anni dall’inizio dell’avventura Rockin’1000: a luglio 2015 veniva pubblicato online il video della maxi-cover di Learn to Fly dei Foo Fighters, con cui mille musicisti non professionisti si univano per chiedere – un po’ per gioco, un po’ seriamente – un concerto di Dave Grohl e soci nella piccola Cesena. Missione compiuta, com’è noto: la band accettò la sfida e mantenne la promessa.

Rockin’1000 è anche il progetto che ha cambiato la vita del suo fondatore Fabio Zaffagnini, geologo marino che ha trovato nella musica e nella realizzazione dei grandi eventi live una seconda, inaspettata vita professionale. In questo decennio è successo di tutto, dai live nei grandi stadi come lo Stade de France di Parigi all’ospitata a Sanremo 2025.

Oggi, prima ancora che un format itinerante, è una community che conta oltre 100mila persone provenienti da 160 paesi che trovano nel fare musica insieme un’insostituibile alternativa fisica all’immaterialità dell’algoritmo.

Ospite: Fabio Zaffagnini, Founder di Rockin’1000

Modera: Federico Durante, Direttore Responsabile di Billboard Italia

Ore: 14:30 – 14:50

Rock & Cinema (quante storie)

Presented by Hoepli

A partire dalle prime vibrazioni, dai primi gesti provocatori del rock‘n’roll, il grande schermo ha provato a dare un volto a quel fenomeno, così legato alle giovani generazioni da rappresentare un’opportunità enorme per registi e produttori, più che una semplice curiosità o un diversivo.

L’esplosione del videoclip grazie a MTV e la diffusione capillare dell’home video segnano il sorpasso della TV e della fruizione privata su quella collettiva, mettendo in discussione il ruolo centrale del cinema nella promozione della popular music, ma non minano il potere immaginifico del grande schermo. A partire dagli anni ’90, i film rock, con sguardo retrospettivo, si dedicano sempre più al passato, alla memoria, al racconto di una storia che sembra già conclusa sebbene prosegua, imperterrita, il suo cammino. L’enorme produzione di biopic su figure cardine del mondo del rock non è solo sintomatica di una moda ma anche della necessità di una rielaborazione del passato, del desiderio di costruirne una mitologia.

L’obiettivo è raccontare la storia del rock attraverso i lungometraggi, le colonne sonore, i film-concerto e i documentari che meglio l’hanno rappresentata negli ultimi settant’anni, scandendone i momenti fondamentali attraverso il trasferimento di sensazioni ed emozioni mediante suoni e immagini.

Ospiti:

  • Franco Dassisti, autore
  • Daniele Follero, autore

Modera: Samuele Valori, redattore di Billboard Italia

Ore: 15:20 – 16:00

The Sound of Streaming

Il filo rosso tra musica, media e grandi produzioni

Nell’era dell’intrattenimento on demand, la musica è sempre più un asset strategico che definisce il successo globale di un contenuto. In un contesto in continua evoluzione, a ritmi serrati, anche il ruolo del music executive cambia velocemente, diventando sempre più una figura chiave capace di muoversi tra l’integrazione con le etichette discografiche e la creazione di veri e propri ecosistemi di marketing, dove colonna sonora e brand storytelling si alimentano a vicenda.

Attraverso l’analisi delle produzioni più iconiche di giganti come Netflix, è possibile definire il cambiamento estetico in atto: perché le serie contemporanee hanno un “sound” così diverso dal cinema del passato? La tendenza al binge watching ha un impatto sulla composizione e l’ascesa di linguaggi ibridi che fondono generi diversi? Come prepararsi a un mercato dove l’intelligenza artificiale potrebbe gestire la musica di servizio lasciando al compositore umano il compito di creare l’identità emotiva e il tema iconico?

Ospiti:

  • Rocco Centrella, Music Creative and Production Manager EMEA di Netflix
  • Federico Diliberto, Manager TV & Film Department di Sony Music Publishing

Modera: Samuele Valori, redattore di Billboard Italia

Ore: 16:10 – 16:50

Giovedì 25 giugno

Scelte musicali nell’era dell’algoritmo

Capire l’AI per riscoprire la libertà di ascolto

Oggi il 75% degli stream è generato dall’1% degli artisti, in un’epoca con oltre 100 milioni di brani disponibili. Come decidono gli algoritmi cosa ascoltiamo? In questo talk esploriamo i sistemi di raccomandazione delle piattaforme di streaming, dal collaborative filtering ai knowledge graph, il fenomeno delle “bolle musicali” e il modo in cui una nuova generazione di AI trasparente può restituire agli ascoltatori consapevolezza e controllo sulle proprie scelte.

Ospite: Michelangelo Guarise, CEO & Founder di CORRD e Volumio

Modera: Giovanni Pontorno, Head of Partnerships di Billboard Italia

Ore: 11:50 – 12:10

AI, rave e creatività

Come l’algoritmo sta cambiando musica elettronica e festival

Molti parlano di musica “AI-generated”. Qui decostruiamo il fenomeno: cosa funziona realmente (assistenti di mixaggio/mastering, generazione di texture, sistemi di raccomandazione), cosa costituisce mera strategia di marketing e cosa comporta rischi legali. Un’attenzione particolare è rivolta a festival e club: come l’AI sta trasformando la ricerca di artisti, la promozione, la gestione del pubblico e gli effetti visivi dal vivo, insieme ai quadri normativi minimi necessari per tutelare sia gli artisti che il pubblico.

Ospite: Michele Miconi, Founder di AIDefine

Modera: Giovanni Pontorno, Head of Partnerships di Billboard Italia

Ore: 12:10 – 12:30

Dal Rumore al Segnale

Come la musica sta reinventando il rapporto tra artista, fan, innovazione

Trecento milioni di canzoni disponibili. La classifica degli ascolti come metro del successo. Eppure la musica non ha mai fatto così poca presa. Nell’era dello streaming compulsivo, l’industria ha ottimizzato la portata e perso il contatto.

Gli artisti raggiungono milioni di persone ma non sanno come parlarci: le piattaforme raccolgono i dati e non li condividono. Il modello che prometteva democrazia nella distribuzione ha generato un monopolio. La classifica degli ascolti è l’indicatore economico più fuorviante che l’industria musicale abbia mai inventato. È il momento di comprendere qual è il valore reale.

In questo panel Billboard Italia e RDS portano a WMF 2026 una diagnosi e una provocazione: il passaggio dal broadcasting al narrowcasting, dai vanity metrics ai value metrics, dal Reach all’Own fino al Belong. Un dialogo tra editoria, radio e innovazione, tre linguaggi, la stessa lingua.

Perché l’AI non potrà mai sostituire la cura editoriale? Cosa rivelano i dati che nessuno ha letto fino in fondo? Dove si muove l’imprenditoria quando un mercato si trasforma? Spotify ha 750 milioni di utenti ma non sa dirci il nome di un solo fan. Qualcuno dovrebbe spiegarglielo – o forse è già troppo tardi?

Ospiti:

  • Carlo Durante, Publisher di Billboard Italia
  • Massimiliano Montefusco, CEO di RDS

Modera: Cosmano Lombardo, Founder di WMF

Ore: 12:40 – 13:20

Startup e musica

Il capitale sa già dove andare, ma non siamo pronti a riceverlo

Le startup del music tech europeo non mancano di idee o di talento. Mancano di un ponte. Tra l’incubazione finanziata da programmi pubblici come i Creative Europe, e il mercato privato, c’è un vuoto che ogni anno spinge i migliori imprenditori europei verso ambienti più agili per il funding.

Eppure i segnali sono chiari. La industry attrae attenzione e innovazione – più di mille startup music tech in ventiquattro categorie mappate e una raccolta che supera i 4Bn€. Il mercato è già dinamico, il capitale è già in movimento.

Nel frattempo, la industry attraversa il suo shift strutturale più profondo dalla nascita del vinile: emergono le community, i super-fan, i diritti assomigliano sempre più a bond, i cataloghi si valutano come nel real-estate.

La musica è diventata, silenziosamente, una nuova asset class – ma l’infrastruttura finanziaria europea per valorizzarla non esiste ancora.

Questo panel è una conversazione tra chi costruisce, chi investe e chi ha mappato il territorio, è una diagnosi di cosa funziona, cosa si disperde, e dove si è aperta una finestra.

Ospiti:

  • Mattia Lecchi, Head of Immediate Accelerator
  • Anna Zò, Head of Music Innovation Hub PRO

Modera: Carlo Durante, Publisher di Billboard Italia

Ore: 14:30 – 15:10

Chi disegna il futuro della music industry

La music tech non è solo uno strumento per distribuire o promuovere musica: è il luogo in cui si decidono nuove forme di scoperta, attribuzione del valore, relazione con i fan, accesso ai dati e persino rappresentazione culturale.

Se il futuro della musica viene scritto da algoritmi, piattaforme e infrastrutture, chi partecipa alla loro progettazione? Insieme alle menti che partoriscono nuovi progetti, verso che direzione portano i finanziamenti?

Storicamente, le strutture oligopolistiche e i sistemi di supply chain consolidati tendono a replicare dinamiche di potere chiuse ed escludenti. Cosa propongono le startup per innovare veramente, oltre a sistemi di efficienza e supporto ai processi di settore già consolidati?

Ospiti:

  • Maria Stella Tavella, Senior AI Engineer, Manager di Musixmatch
  • Anna Zò, Head of Music Innovation Hub PRO

Modera: Carlo Durante, Publisher di Billboard Italia

Ore: 15:20 – 16:00

The Essence of Human

Dialogo con un musicista nell’industria musicale dell’AI

Dopo aver parlato dell’impatto che l’AI sta generando all’interno dell’industria musicale in termini di ascolti e di abitudine degli ascoltatori, la domanda si sposta sul livello base: come cambia la carriera artistica all’interno di questo nuovo contesto?

Non una riflessione astratta sull’intelligenza artificiale, ma un dialogo su cosa significhi oggi diventare artista: cercare una voce, pubblicare musica, salire su un palco, incontrare un pubblico e confrontarsi con tecnologie capaci di produrre, replicare e distribuire suoni con una potenza senza precedenti. Con i nostri ospiti affronteremo il tema del valore dell’errore, dell’improvvisazione, del tocco, della presenza dal vivo e del rapporto con strumenti come Steinway Spirio, dove la tecnologia può amplificare il gesto umano senza sostituirlo.

L’obiettivo non è opporre umano e artificiale, ma capire come usare la tecnologia senza perdere ciò che rende la musica un’esperienza umana: intenzione, responsabilità, relazione, errore.

Ospiti:

  • Francesco Cavestri, musicista
  • Enrico Mariani, Managing Partner di Monx Legal

Modera: Sarah Parisio, Billboard Italia

Ore: 16:10 – 16:50

Venerdì 26 giugno

Music-driven cities: il modello città tra cultura e infrastruttura

Oltre l’amministrazione: la città come player attivo nell’era dell’innovazione

C’è un modo nuovo di pensare la città e parte dalla cultura. Non dalla cultura come ornamento o come voce di bilancio da tagliare in tempi di crisi, ma come infrastruttura strategica: un asset capace di attrarre talenti, generare identità collettiva e competere sui mercati globali. Le amministrazioni più visionarie lo hanno capito prima delle altre, trasformando grandi eventi musicali, spazio pubblico e creatività giovanile in leve di sviluppo urbano.

Ma quanto è replicabile questo modello? Quali sono le condizioni politiche, economiche e culturali che lo rendono possibile (o impossibile)? E soprattutto: in un paese in cui la cultura è ancora troppo spesso relegata a intrattenimento, cosa serve perché una città smetta di gestire la scena creativa e inizi a costruirla? Un confronto tra esperienze concrete, per capire come le città italiane possano giocare un ruolo da protagoniste nell’economia della creatività.

Ospiti:

  • Daniele Del Pozzo, Assessore alla Cultura del Comune di Bologna
  • Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano

Modera: Silvia Danielli, Condirettrice di Billboard Italia

Ore: 11:50 – 12:30

Members only: i nuovi format esperienziali che vanno a ruba

Un luogo, una data, una lineup… ma niente piattaforma di ticketing. Uno scherzo, o una trovata geniale?

Di live event con format esclusivi e innovativi si discute ormai da anni. Dal global case del Fyre Festival – che ha venduto fantasie mai realizzate ed è finito in uno scandalo globale – al local case di festival come Beyond Fears, che ha fatto dell’accesso su invito e del senso di appartenenza il proprio modello identitario e di business.

Due storie opposte, uno stesso punto di partenza: l’idea che l’esperienza valga più dello show.  Esempi di successo come Soho House, l’esclusivo club privato dedicato ad artisti e creativi nato nel 1995, hanno spianato la strada al modello community-based. Qual è l’ingrediente segreto?

Non si tratta più di inventare il format più inclusivo e partecipativo, quanto piuttosto di trovare quello che rispecchia la tua persona, ingaggiando te e il tuo gruppo in una community vera e propria. Cosa hanno di speciale questi format, e cosa li distingue dal semplice lusso? Qual è il valore aggiunto del “community event”? E cosa rappresenta, culturalmente e socialmente, l’elitarismo di questi eventi?

Ospiti:

  • Mark Masiero, Co-Founder di Beyond Fears
  • Camila Rodriguez, Event Manager di Soho House

Modera: Giovanni Pontorno, Head of Partnerships di Billboard Italia

Ore: 12:40 – 13:20

Beyond the stage: progettare l’impossibile tra effetti speciali e user experience

L’ingegneria dell’effetto wow e il design dell’esperienza: gli ingredienti di un evento da raccontare e ricordare

Cosa trasforma un semplice concerto in un evento memorabile? Oltre la musica, esiste una complessa architettura di tecnologie invisibili, logistica dell’accoglienza e narrazioni visuali che definiscono lo “spettacolo da ricordare”.

Scopriremo come il palco sia diventato un ecosistema immersivo dove luce, realtà aumentata ed effetti fisici si fondono per annullare la distanza tra artista e pubblico, senza dimenticare l’importanza della “customer experience”, perché l’eccellenza di uno show si misura anche dalla qualità della permanenza e dal benessere della community.

I leader del settore svelano il dietro le quinte delle produzioni internazionali e i nuovi standard del live entertainment.

Ospiti:

  • Gaianè Kevorkian, Project Manager di KeepOn Live
  • Luigi Onesti, Managing Director di Allumee Italia

Modera: Sarah Parisio, Billboard Italia

Ore: 14:30 – 15:10

K-Pop: il modello che ha riscritto le regole

Community, brand e soft power: come la Corea del Sud ha esportato un ecosistema, non solo un genere musicale

Il K-Pop non è un genere musicale, è un sistema. Un ecosistema costruito attorno a una relazione tra artista e fan che non ha precedenti nella storia della musica contemporanea: il concetto di superfan trova nel K-Pop la sua forma più compiuta, fatta di collezionismo, rituali condivisi, piattaforme dedicate e una fedeltà che trasforma ogni uscita discografica in un evento collettivo.

Non è un caso che le major coreane si siano da sempre affidate ai social, su tutte la piattaforma creata ad hoc Weverse, e gli stessi fan vivano l’esperienza su X: spazi in cui fan e idol comunicano direttamente, in tempo reale, a livello globale.

Ma il K-Pop non vive solo online: è diventato uno degli strumenti di soft power culturale più potenti del decennio, con idol che incarnano oggi i brand ambassador perfetti per moda, lusso e lifestyle, e con le serie coreane che amplificano ulteriormente questa influenza ben oltre i confini dell’Asia. Ma il modello K-Pop è esportabile? Se sì, cosa serve perché funzioni fuori dalla Corea, e cosa invece è intraducibile?

Ospiti:

  • Diego Moriondo, CEO di Pressato
  • Giovanni Pontorno, Head of Partnerships di Billboard Italia
  • Shorelle, songwriter

Modera: Samuele Valori, redattore di Billboard Italia

Ore: 15:20 – 16:00

Share: