Interviste

Nessuno può mettere ANNA in un angolo

Esce domani “Million Dollar Babe”, il secondo album con cui la rapper dei record segna il passaggio definitivo da ragazza sicura di sé a una donna che non ha paura di osare e sperimentare: ce lo ha raccontato

  • Il9 Luglio 2026
Nessuno può mettere ANNA in un angolo

Anna, foto di Jacob Webster

Come ci si approccia a un secondo album quando sei la ragazza più potente e influente del mercato musicale italiano, hai poco più di vent’anni, e, dopo un disco d’esordio che ha macinato record su record, le aspettative sul tuo ritorno sono alle stelle? È questa la domanda che, mentre l’ascensore di un palazzo modernissimo mi porta all’undicesimo piano in meno tempo di quello che impiego ad ascoltare un messaggio vocale di 20 secondi, mi frulla in testa prima di incontrare ANNA per questa intervista. 

Sono passati due anni dalla nostra prima chiacchierata, poco più di uno da quando nel nostro numero dedicato alle ragazze l’avevamo incoronata come la girl’s girl per eccellenza, e quella che mi trovo di fronte a pochi giorni da Million Dollar Babe, il suo secondo album in uscita domani, non è più una ragazza forte che dietro la corazza da baddie cercava di proteggere le incertezze ereditate da un’adolescenza mancata a causa della fama.

Ma una donna sicura di sé che non ha paura di abbracciare apertamente quelle stesse fragilità (come quando mi parla dei beni materiali che a volte servono per colmare certe mancanze emotive o di come negli anni più delicati della crescita non c’era una persona che non commentasse il suo corpo, o come accade in Cuore in off – in cui riecheggia anche l’hyperop di Charli xcx – e Veleno) e che vuole far divertire osando quello che le persone non si aspettano da lei.

Scommettere, sorprendere e vincere, è ciò che negli anni ha reso ANNA così influente non solo per i suoi fan, così tanto «rispettosi nei confronti della mia creatività da accogliere qualsiasi genere io faccia», ma anche nell’industria che non ha imposto limiti alla sua voglia di sperimentare sonorità meno immediate rispetto a quelle di Vera Baddie. Il disco, infatti, è un ventaglio piuttosto completo delle influenze che hanno plasmato ANNA. Dall’EDM dei primi anni dieci all’avant-pop di Arca, passando per il latin urban di Bad Gyal e persino degli accenni di gabber, tutto dimostra una sola cosa: quanto in Italia non ci sia davvero un’altra tipa come lei.

Ma del resto, essere una Million Dollar Babe, per ANNA, vuol dire proprio questo: «andare fino in fondo alla propria visione. Anche quando il percorso non è semplice. Ora mi sento libera più che mai di fare quello che voglio».

L’intervista a ANNA

Ma qual è il segreto?
Acquisire tanta self confidence, sia come persona che musicalmente. Prima sperimentare mi spaventava molto di più, adesso invece ad esempio ci siamo ispirati al mondo EDM hardcore, tanto che qualche giorno fa ho detto anche a mia mamma che prima o poi mi piacerebbe fare un album interamente EDM, tipo Nicki Minaj nel prime: una vera popstar.

In cosa ti senti più cresciuta in questi due anni?
Sicuramente riesco a gestire molto di più la notorietà. Sono fiera della persona che sono perché, nonostante sia sotto i riflettori da quando avevo 16 anni, penso di non essere cambiata dentro di me. Come dico in Million Dollar Babe, “I never change”, e questo lo devo molto anche alle persone che ho intorno che mi tengono molto humble, molto coi piedi per terra. Mi rendo conto che da ragazza sto diventando una donna sicura di sé, che non ha paura di seguire il proprio istinto e che non cerca più di farsi capire da chi non vuole farlo.

Credi che questo dipenda anche dal rapporto di fiducia che hai sviluppato con i tuoi fan?
Assolutamente sì. Negli anni hanno imparato a capirmi, e sono molto rispettosi nei confronti della mia creatività: accolgono qualsiasi genere io faccia, e penso il mio punto di forza sia anche dar loro quello che non si aspettano. Di sicuro non possono immaginare come sarà questo album!

Infatti dentro ci sono mille influenze che saranno delle sorprese: che cosa ti sei ascoltata mentre ci lavoravi?
Guarda, ho la risposta perfetta per questa domanda perché proprio ieri ho fatto una playlist dove ho raccolto tutte le mie influenze principali di questo periodo, tra nuove uscite e pezzi vecchi. Sono tutti brani che raccontano la mia vibe attuali, quindi se la apri troverai di sicuro delle belle perle.

Cosa significa essere una Million Dollar Babe?
Diciamo che in questo disco c’è tanto flexing, ma anche la consapevolezza di essere una ragazza normale. Io voglio essere l’esempio che chiunque può diventare una Million Dollar Babe se impara a darsi il giusto valore e ad andare fino in fondo alla propria visione, anche quando il percorso non è semplice come non lo è stato per me. Oltre che bellissimi, questi due anni sono stati un po’ duri a livello personale, ma quello che voglio è che le ragazze che ascoltano il disco e guardano la copertina pensino “se lo è diventata Anna, posso farcela anche io”.

Qual è la cosa più difficile che hai affrontato?
Penso il modo in cui le persone mi percepissero esteticamente. C’era sempre qualcuno che faceva commenti sul mio corpo: prima ero troppo magra, poi stavo ingrassando. Ho passato tutto il periodo della pubertà esposta ai giudizi delle persone. Sono cambiata tante volte, e mi dà fastidio che venga messa bocca sul mio corpo, che per altro è una cosa che non ho mai “commercializzato”. Ho sempre messo davanti la musica. A volte mi chiedo come sarebbe stato se non ci avessi messo la faccia, se avessi portato avanti un progetto undercover come ad esempio Liberato. Mi sarebbe piaciuto fare questo esperimento: oggi come oggi conta troppo l’estetica. 

Però nonostante questo sei sempre riuscita a rimanere sicura di te e a dare sicurezza anche alle ragazze che ti seguono e che si identificano tantissimo in te.
Io vorrei davvero essere amica di tutte. Mi piace creare delle connessioni, e mi piace che le persone mi conoscano davvero piuttosto che mi trattino da star. Credo sia una cosa che traspare anche nel mio modo di comunicare che è molto diretto, chill. Ad esempio spesso rispondo ai dm dei miei fan. Non voglio essere vista come una persona irraggiungibile, ma come una parte integrante della loro vita, anche diventando quasi una spalla su cui piangere. Vedere poi le persone ai live è incredibile, e voglio che i prossimi siano più teatrali e più interattivi: voglio puntare a coinvolgere ancora di più il pubblico.

Che rapporto hai invece con il denaro? È stato più un mezzo o un fine?
Voglio dirti la verità: nella mia vita mi sono mancate tante cose a livello umano, anche a causa della fama. Spesso mi capita di incontrare delle ragazze per strada e trovarmi il telefono puntato in faccia quando a me farebbe più piacere fare due chiacchiere. A volte mi rendo conto che cerco di colmare le mie mancanze emotive con i beni materiali, ma ho la fortuna di non essere mai caduta in brutti vizi o di aver mai sperperato i soldi in modo nocivo. 

Sei generosa?
Molto. Mi piace far star bene i miei amici e fare dei bei regali alle persone che amo ora che posso permettermelo. 

In Catalano dici “mamma lo sapeva che la sua baby è incredibile”. 
È così. Mia mamma mi ha sempre infuso un sacco di positività e autostima, mi ha sempre inculcato l’idea di essere una ragazza speciale. Credo che questo sia fondamentale per come un figlio si auto percepisce da grande. Se hai dei genitori insicuri che proiettano le loro frustrazioni su di te, sarà molto difficile essere davvero sicuri di sé. Mamma mi ha sempre lasciato libera di essere me stessa, mi ha sempre detto solo belle parole che nella vita mi hanno aiutata.

C’è un aspetto del successo che non si è rivelato essere come pensavi?
Pensavo che gli artisti avessero molto più tempo libero, invece ci sono un sacco di cose dietro le quinte che le persone non vedono. Ad esempio le interviste: non sempre hai voglia di spiegarti a persone che non ti capiscono. Ecco, sai cosa mi piacerebbe?

Vai.
Farmi intervistare dalle mie fan. Quella sarebbe l’intervista più sincera e vera che potrei mai fare.

Scontrosa è certamente un pezzo che stupirà.
Adoro quella canzone. Io sono una grande osservatrice e le donne in generale sono una grande fonte di ispirazione per me. In particolare però sono affascinata dalle ragazze di strada. Hanno un’attitude super figa, sono mega stilose. Quel pezzo non è autobiografico, ma parla di una ragazza che è dovuta diventare scontrosa per farsi forza in un ambiente che è sempre stato maschile.

Senti la pressione?
Mentirei se ti dicessi no. Sono due anni che lavoro a questo album, per me è importantissimo perché sono felice e soddisfatta di quello che ho fatto. Come sempre ho scritto tutto da sola e spero che le persone apprezzino davvero il risultato. Anche perché, ti dirò, a me piace persino di più di Vera Baddie.

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