Pop

George Michael: perché “Older” (a 30 anni dall’uscita) è il suo album migliore

Pubblicato il 14 maggio del 1996, il terzo disco solista del cantautore anglo-cipriota è il suo lavoro più maturo e raffinato

  • Il14 Maggio 2026
George Michael: perché “Older” (a 30 anni dall’uscita) è il suo album migliore

Troppo spesso, nella memoria collettiva, si associa George Michael agli Wham! e agli anni Ottanta, dimenticandosi che i suoi capolavori, Listen Without Prejudice Vol. 1 (1990) e Older (1996), appartengono entrambi al decennio successivo. Secondo lo stesso George Michael, Older, pubblicato il 14 maggio 1996, segnò un ulteriore passo in avanti rispetto al già eccellente Listen without prejudice vol.1. Il suo terzo album solista (il primo realizzato per la Virgin Records, dopo la rottura con la Sony) è un disco straordinariamente coeso, denso. Pervaso da un’atmosfera cupa e fumosa da jazz club degli anni Sessanta.

Un lavoro ravvivato da elettronica, samples di batteria, sintetizzatori e programmazioni, che conferiscono a Older un sound fresco e contemporaneo. George Michael lo definì un album incentrato su “lutto e recupero”. Il disco, infatti, è dedicato alla memoria del suo compagno Anselmo Feleppa (morto di Aids nel 1993) e di Antônio Carlos Jobim, il padre della bossa nova. Michael suonò quasi tutti gli strumenti -in particolare basso, tastiere, percussioni- e curò ogni dettaglio della produzione, riducendo al minimo i collaboratori esterni.  

Il cantautore adottò allora un nuovo look, con capelli cortissimi, pizzetto curato e abiti neri di un noto stilista italiano. Il primo singolo del nuovo progetto è stato Jesus to a Child, pubblicato nel novembre del 1994, grazie al quale superò un lungo blocco creativo. Mentre si trovava in solitudine alla tastiera, George iniziò a comporre una melodia ispirata alla bossa nova e cantò la frase “You smiled at me like Jesus to a child” (“Tu mi hai sorriso come Gesù a un bambino”). Una volta trovata l’ispirazione, il brano fu completato in brevissimo tempo. Appena una settimana dopo averla scritta, il 24 novembre 1994, Michael presentò il brano dal vivo durante la prima edizione degli MTV Europe Music Awards a Berlino, davanti alla Porta di Brandeburgo. Il brano fondeva elementi di bossa nova e jazz, generi che Anselmo aveva fatto conoscere e amare a George. 

Jesus to a child è costruita su suoni suadenti, in particolare la chitarra acustica che richiama le atmosfere di Rio de Janeiro. Michael utilizzò molto riverbero, in modo da creare un’atmosfera quasi da chiesa. Il testo della canzone esplora la natura della perdita, del dolore e della guarigione attraverso l’amore. La canzone fu un enorme successo, debuttando al numero uno nel Regno Unito. In linea con la sua filantropia silenziosa, George Michael donò segretamente tutte le royalties del brano all’associazione ChildLine, un servizio di supporto per bambini in difficoltà.

Il brano Fastlove, scelto da George Michael come secondo singolo di Older, è un inno all’edonismo e agli amori effimeri di una notte. Un brano in grado di galvanizzare ogni dancefloor con il suo perfetto mix tra tradizione funk e modernità elettronica. La struttura musicale incorpora un campionamento del successo R&B di Patrice Rushen, Forget Me Nots, di cui riutilizza il groove ipnotico e la linea di basso pulsante. 

La title track Older è una riflessione sul tempo che passa e sul sentirsi intrappolati nell’infelicità. George interpreta il brano come un vero e proprio crooner, offrendo una performance vocale vulnerabile e intensa, accompagnato da percussioni sottili e discrete. La notturna Spinning the wheel è caratterizzata da un ritmo mid-tempo pulsante, arricchita da fiati funky, scratch e da un uso suggestivo del flauto di Pan. La struttura ritmica si basa su un loop di otto battute di batteria e tastiera. La canzone racconta di un partner che gioca alla roulette russa con la vita dell’altro, affrontando il rischio del sesso promiscuo nell’era dell’AIDS. You Have Been Loved è una struggente ballad, scritta a quattro mani con l’amico David Austin, che racconta l’incontro onirico al cimitero con la madre del suo compagno Anselmo Feleppa.

Mentre il cantante è arrabbiato con Dio per la morte prematura di un ragazzo così giovane, lei lo conforta, grazie alla sua fede incrollabile. Nel 1997 la canzone fu dedicata anche alla Principessa Diana dopo la sua tragica scomparsa e venne inclusa in un album tributo in sua memoria.  It Doesn’t Really Matter è un brano minimalista, dal sapore notturno e sofisticato, tra pop, jazz ed elettronica. La maggior parte della critica sostiene che il testo del brano, abbastanza criptico, fosse rivolto al padre Jack Panos. The Strangest Thing esplora il senso di smarrimento di un uomo, tormentato dai suoi demoni interiori, che vaga nella notte in cerca di calore umano. Una persona talmente depressa da non riconoscere più se stessa e che cosa ci sia intorno a lui.

Michael utilizzò una tastiera per simulare il suono del bouzouki, strumento tipico delle radici greco-cipriote di suo padre. To Be Forgiven si inserisce perfettamente nell’estetica sonora di Older per la sua natura rarefatta e malinconica. Il brano è una riflessione sulla fragilità mentale e sul bisogno di redenzione. Una sorta di grido d’aiuto di un uomo che sta annegando nei flutti della vita. Atmosfere completamente diverse caratterizzano Star People, una delle canzoni più movimentate e ritmate di Older, in grado di funzionare bene sia in radio che nei clubStar People, in perfetto equilibrio tra tropicalismo e gospel, conferma l’idiosincrasia di George verso l’effimero mondo dello star system. 

Move On riflette perfettamente l’estetica matura e raffinata di quel periodo della carriera di George Michael, in cui si è allontanato dal pop commerciale per esplorare territori più vicini alla tradizione jazz. La canzone rappresenta un invito ad andare sempre avanti, nonostante le difficoltà e i dolori che tutti noi abbiamo, con la consapevolezza che la vita è troppo breve per fermarsi. Older si chiude con lo strumentale Free, che funge da reprise di The Strangest Thing, riprendendo il tema principale.

La chiusura di “Older” di George Michael

George Michael chiuse Older con una frase sussurrata: “Ci si sente bene a… essere… liberi”. Un riferimento che molti hanno letto come la fine della sua “schiavitù professionale” con la Sony e la risoluzione parziale del suo dolore interioreOlder ha venduto circa otto milioni di copie, circa un terzo di Faith. Un numero comunque importante, considerando le sonorità jazzate, notturne e malinconiche che attraversano diversi brani. Nel 1996 George vinse il premio come Miglior artista maschile britannico sia agli MTV Europe Music Awards che ai Brit Awards e ricevette inoltre il suo terzo Ivor Novello come Cantautore dell’anno.

Share: