Rock

Con “Your Favorite Toy” i Foo Fighters giocano ma non osano

Il nuovo album uscito oggi (24 aprile) contiene tutti gli ingredienti distintivi del sound dei FF, senza però riunirli in una direzione musicale chiara

  • Il24 Aprile 2026
Con “Your Favorite Toy” i Foo Fighters giocano ma non osano

Per una rock band non è banale tagliare il traguardo dei trent’anni di carriera, tanto meno mantenere una fan base sempre ampia e appassionata. Chi ci riesce merita tutto il nostro rispetto, e il gruppo capitanato da Dave Grohl fa certamente parte della categoria (tanto più che lui ne sa qualcosa di carriere finite prima del previsto). Tuttavia mantenere per decenni una produzione discografica sempre di alto livello è pressoché impossibile. A meno che non si tratti di un alieno come David Bowie. Oggi (venerdì 24 aprile) è uscito il nuovo album dei Foo Fighters, Your Favorite Toy (Roswell Records / RCA / Sony Music), il secondo senza il compianto Taylor Hawkins. Un lavoro che – pur con una sua solidità – non sposta l’asticella della band né in peggio né in meglio.

Il disco è stato registrato interamente in casa e co-prodotto dalla band stessa insieme a Oliver Roman, con l’ingegneria del suono curata da Roman e il mixaggio affidato a Mark “Spike” Stent.

Intendiamoci: è da In Your Honor del lontano 2005 che i Foo Fighters non sfornano un album eccellente, e Your Favorite Toy non fa eccezione. Ci alcuni pezzi convincenti (Caught in the Echo, Of All People, Unconditional, Child Actor, Asking for a Friend), ma ben poche idee nuove, per non dire nessuna. Il disco contiene tutti gli ingredienti distintivi del loro sound (i muri di chitarre, la voce graffiata di Grohl, le armonie talvolta sorprendenti), senza però riunirli in una direzione musicale chiara e coesa.

Le canzoni

Si inizia bene con Caught in the Echo. La strofa ricorda le sonorità taglienti e l’incedere “claudicante” di All My Life. L’intermezzo, armonico e arioso, aggiunge sostanza al brano, in cui echeggiano velatamente gli spettri del mondo presente: “Nobody here is truly free”, “Who can save us now?”. Non male la successiva Of All People, energica e rabbiosa, uscita anche come singolo. A un primo ascolto viene da domandarsi se le liriche “Of all people, you survived / When no one else could stay alive / You know you should be dead / But you’re alive instead” si riferiscano brutalmente all’attentato a Donald Trump in Pennsylvania. Ma è Grohl, in un’intervista al Guardian, a chiarire che si riferisce a uno spacciatore di eroina degli anni ’90, sopravvissuto a tanti suoi clienti.

Già la terza traccia, Window, ha tutte le caratteristiche della “filler song”. Il testo è banalotto e molto ripetitivo, così come la musica. Un po’ meglio la successiva Your Favorite Toy, title track del disco. Il ritmo è andante, il sound è un po’ in stile alt-rock anni Duemila. Peccato per quei “na na na” che proprio non si possono sentire.

In If You Only Knew non si capisce bene che direzione voglia prendere il pezzo, sia musicalmente che come testo. A parte alcune brillanti eccezioni, i testi non sono mai stati la forza di Dave Grohl. Il fatto è che qui sentiamo banalità come “Hold on, I know / It comes, it goes / Same old story / Don’t be sorry”. Stessa storia per la successiva Spit Shine: “Pull yourself together, mr. Man” (ouch…). La voce graffiata di Grohl, come dicevamo, è un tratto distintivo di tante canzoni dei Foo Fighters, ma qui c’è qualcosa di innaturale, di sovra-prodotto.

Il beat di batteria di Unconditional ricorda moltissimo (rallentato di una decina di bpm) quello iconico di Close to Me dei Cure. Sulla strofa sentiamo un basso sincopato (come nel caso dei Cure) e parti di chitarra molto armoniche che lasciano grande respiro alla sezione ritmica. Il ritornello “uptempo” sul relativo maggiore dà un bel senso di apertura: finalmente il livello del disco torna su.

Child Actor non si capisce bene se si riferisca a qualcuno in particolare o se sia una sorta di metafora esistenziale. Comunque è uno dei testi un po’ più profondi e interessanti del disco (parla appunto dei dubbi interiori di un ex attore bambino). Belle le chitarre sulla strofa, molto essenziali e atmosferiche. Peccato per il ritornello così ripetitivo (“Turn the cameras off”): un paio di versi in più avrebbero reso più completo e godibile il pezzo nel suo complesso.

Amen, Caveman è un altro palese caso di riempitivo. Non c’è molto da dire sul brano, che è un pezzo di generica critica al potere e di sensazione di apocalisse imminente. Si chiude in bellezza con Asking for a Friend, che è quel tipo di “lento violento” che ai FF viene sempre abbastanza bene, anche con inaspettati sprazzi di metal qua e là.

Il tour con tappa in Italia

L’uscita di Your Favorite Toy segna l’inizio del “Take Cover World Tour” dei Foo Fighters, che prenderà il via il 10 giugno all’Unity Arena di Oslo, dopo due date da headliner nei festival statunitensi Welcome to Rockville e Bottlerock e la nuova data, già sold out, il 28 aprile alla Total Mortgage Arena di Bridgeport, in Connecticut.

I Foo Fighters faranno tappa anche in Italia per un’unica data agli I-Days Milano Coca-Cola 2026, domenica 5 luglio all’Ippodromo Snai La Maura. In apertura ci saranno i Fat Dog e gli Idles.

Ascolta Your Favorite Toy dei Foo Fighters

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