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L’aura di A$AP Rocky è più grande del suo show monstre

Ieri sera il rapper di New York è atterrato agli I-Days Milano Coca Cola per la sua prima data italiana in assoluto: ecco com’è andata

  • Il11 Settembre 2026
L’aura di A$AP Rocky è più grande del suo show monstre

A$AP Rocky agli I-Days Milano Coca Cola

L’atmosfera che, a poco meno di un’ora dall’inizio dello show, si respira varcando i cancelli dell’Ippodromo SNAI San Siro per il concerto di A$AP Rocky agli I-Days Milano Coca-Cola ricorda, a tratti, quella che tre anni fa aveva preceduto l’arrivo di un altro gigante d’Oltreoceano. Non siamo di certo qui per fare paragoni – sebbene Flacko e Travis Scott siano esplosi più o meno negli stessi anni e i media e il pubblico li abbiano associati molto presto – ma la sensazione è quella di trovarsi di fronte a uno di quegli eventi a cui non si può davvero mancare, non tanto per il contenuto quanto per l’esperienza.

Del resto, stiamo pur sempre parlando di uno dei rapper più importanti della sua generazione. Un artista che ha trasceso i confini della musica per diventare un’icona assoluta e che in Italia aspettavamo dal lontano 2019, quando – a causa del suo arresto a Stoccolma – il suo primo concerto a Milano era stato annullato.

Anni fa non avremmo pensato sarebbe stato possibile dirlo, ma ormai nel nostro Paese siamo così avvezzi all’arrivo dei giganti dell’hip hop americano che pensare che quella di ieri sera agli I-Days Milano Coca-Cola fosse la prima data italiana di A$AP Rocky suona quasi strano. Eppure lo è, e il rapper newyorkese sembra davvero volersi dimostrare al pubblico italiano che l’attesa ne è valsa la pena. Dall’arrivo scenografico in elicottero sulle note incendiarie di On Helicopter al finale quando, a scaletta terminata, decide comunque di non lasciare il palco, facendo sentire i 23mila presenti gli invitati a un grande house party in cui Rocky, più che il festeggiato al centro dell’attenzione, è il tizio divertente che sceglie la musica dalla propria playlist, dai Nirvana agli House Of Pain, chiudendo con Peso, chicca finale direttamente da LIVE.LOVE.A$AP.

A$AP Rocky a Milano: il suo carisma è l’ordine nel caos

Cose apparentemente distanti tra loro, ma unite da un unico fil rouge: il carisma del ribelle di Harlem, che rimane sempre e comunque. Anche se il suo concerto è più caotico che mai, con tanti momenti di vuoto tra un pezzo e l’altro. E anche se sembra di assistere alla rappresentazione cinematografica con l’estetica di una manifestazione di piazza piuttosto che al tentativo di immaginarla davvero sul palco. Per carità, gli elementi ci sarebbero tutti. Il cartello gigante con la scritta Big Brother is watching you, il corpo di ballo vestito da agenti della SWAT, A$AP Rocky con il megafono gigante e soprattutto il volto coperto dal balaclava per la gran parte dello show.

Anche la scritta Don’t Be Dumb (oltre a essere il titolo del suo ultimo album e manifesto della sfilata del suo brand AWGE) è un monito importante. Ma il dubbio rimane sempre e costante. Rocky riesce davvero a scardinare (o almeno a dare un segnale di politicamente scorretto) il sistema musicale e della mod rimanendo il Fashion Killa che conosciamo? O ne è diventato totalmente succube? A noi piace pensare che la sua intenzione sia cercare di farlo.

Forse paradossalmente è nel momento in cui si diverte davvero, quando balla su Smell Like Teen Spirit dei Nirvana (che ieri compiva 35 anni ma è anche un brano che fa ascoltare spesso durante i suoi show), che pare emergere maggiormente la sua aura indiscussa. Perché si capisce che, nell’epoca in cui devi per forza volare sul pubblico per lasciare un segno in chi assiste a un concerto e se sei A$AP Rocky devi arrivare in elicottero come il titolo del tuo brano, in realtà – forse – tutti questi effetti speciali non servono davvero.

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