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Cesare Cremonini conquista il Circo Massimo con il suo pop d’autore e annuncia una svolta rock

Il cantautore bolognese ha fatto emozionare e ballare per quasi tre ore i 65.000 spettatori. A fine anno è previsto un nuovo album e show più raccolti

  • Il7 Giugno 2026
Cesare Cremonini conquista il Circo Massimo con il suo pop d’autore e annuncia una svolta rock

Ne è passato di tempo da quando un giovanissimo Cesare Cremonini, con i capelli biondo platino e con un irresistibile inflessione bolognese, faceva ballare tutta l’Italia nel 1999 con l’allegra spensieratezza di 50 special. Una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti della sua inseparabile Vespa, un simbolo di libertà più che uno strumento di trasporto. Oggi Cremonini, a 46 anni e dopo 8 album solisti, è un artista e un uomo maturo, con trent’anni di esperienza nello show business. Cesare ha messo la sua verve al servizio della musica. Una felice sintesi tra pop-rock britannico e la nostra canzone d’autore, impreziosita da arrangiamenti di caratura internazionale.

Un vero e proprio artista glocal, che ha assorbito le radici bolognesi del cantautorato di Lucio Dalla e Luca Carboni, ma anche i Beatles, le armonie vocali dei Beach Boys e l’anima rock dei Queen. Con oltre 100.000 spettatori in due serate a Roma (e 350.000 nei cinque concerti-evento del Cremonini26), il cantautore bolognese ha dimostrato che si possono ottenere numeri da record senza scendere a compromessi con la propria visione artistica.

Il nuovo album e i club

Cesare Cremonini, il giorno prima dell’attesissimo concerto-evento nel cuore della Roma imperiale, si è raccontato alla stampa, annunciando importanti novità nella sua carriera. «Dal 1999 ho suonato praticamente in tutte le location possibili in Italia. I club, i teatri, i palasport piccoli, tipo l’Alcatraz a Milano, quelli grandi, i primi stadi nel 2018. Oggi siamo qui. È il culmine. Ed è anche, inevitabilmente, il momento in cui mi chiedo cosa viene dopo». Il “dopo”, ha spiegato Cremonini, è rappresentato da un nuovo album registrato a Londra, che uscirà entro la fine dell’anno, e dall’addio momentaneo agli stadi.

«È un disco rock and roll nel senso più letterale del termine, completamente registrato e suonato nel Thirteen Studio di Damon Albarn. È un disco di rottura, che non c’entra niente con gli stadi, e quindi ho chiesto a Live Nation che il prossimo tour si tenesse in location più adatte all’atmosfera dei nuovi brani». Per questi motivi, il concerto al Circo Massimo di ieri ha assunto un sapore particolare. Quasi un passaggio obbligato verso una nuova fase della sua carriera.

Il concerto di Cesare Cremonini al Circo Massimo a Roma

Il concerto prende il via con la versione strumentale di Cercando Camilla che introduce la grandeur di Alaska Baby. Viene subito messa in mostra l’imponente sezione di fiati e gli spettacolari giochi di luce. Si torna indietro nel tempo con Dicono di me e Padremadre. Due tra i brani più intensi e autobiografici di Bagus del 2002. Per poi gigioneggiare ne Il comico (sai che risate), singolo di lancio de La teoria dei colori.

In questo brano, Cremonini dà un saggio delle sue qualità di sassofonista, uno strumento che, negli ultimi mesi, è stato molto importante per lui. «Il sassofono mi ha soccorso in un momento complesso» ha raccontato alla stampa. «A gennaio ero in una difficoltà personale molto grande, una di quelle difficoltà che crescendo pesano di più. Ho iniziato a studiare il sassofono perché avevo bisogno di un metodo e di qualcosa che occupasse la parte autodistruttiva, che la rubasse, che la spostasse altrove».

Dopo le suggestive La ragazza del futuro e Ora che non ho più te, Cesare ottiene il primo singalong della serata. Il ritornello de La nuova stella di Broadway è cantato da tutti i 65.000 spettatori del Circo Massimo. Il cantautore imbraccia la chitarra acustica e omaggia la Città Eterna cantando Roma Capoccia di Antonello Venditti. Grande entusiasmo suscita la giocosa Latin lover accompagnata da un gioco di luci.

I ritmi si alzano nella dolceamara Possibili scenari, con le sue tastiere alla Alan Parsons e la sua cassa dritta, in cui pop, rock ed elettronica si amalgamano alla perfezione. La gioiosa Buon viaggio, con il mantra hippie “share the love”, introduce l’intenso set al pianoforte formato da Acrobati, Vieni a vedere perché e Le sei e ventisei. Uno dei momenti più esaltanti dello show è il micidiale uno-due di Mondo e L’ombelico del mondo insieme a Jovanotti. Con i suoi ritmi tribali, trasforma il Circo Massimo in un’immensa discoteca a cielo aperto. Al termine dell’esibizione Cesare Cremonini chiama sul palco Valentino Rossi salutato dal lunghissimo applauso del pubblico di Roma.

Si continua a ballare con l’adrenalinico tris di Logico #1, Greygoose e Aurore Boreali, nella quale Cesare duetta con la voce eterea e sognante di Elisa, mentre laser e fumi ricreano la magia delle atmosfere del Nord. Cremonini rende omaggio alle sue radici emiliane suonando alla fisarmonica Figlio di un re e duettando con Luca Carboni nell’emozione San Luca. Un’affettuosa celebrazione della loro Bologna, tra portici e colli, oltre che un passaggio di testimone della grande tradizione cantautorale bolognese. Ci avviamo verso il finale del concerto con l’omaggio ai suoi amati Queen nella tiratissima Tie your mother down, in cui Cesare fa ruggire la sua chitarra elettrica. Il cantautore manda in visibilio il Circo Massimo con 50 special, una festosa celebrazione della gioventù e della libertà di un giro in Vespa per i colli bolognesi, entrata di diritto nel canzoniere pop italiano.

Gran finale con Marmellata #25, un classico del suo repertorio, e due brani più recenti, Poetica e Nessuno vuole essere Robin, che suonano già come classici. Quest’ultima è una profonda riflessione sulla solitudine e sulla nostra incapacità, nell’epoca dei social e dell’AI, di esprimere i sentimenti più dolorosi. La frase “Tutti con il numero 10 sulla schiena, e poi sbagliamo i rigori”, emblematica della sterile autocelebrazione da Instagram, è un culto. Il bis, coinvolgente e liberatorio, è affidato a Un giorno migliore, brano dalla struttura beatlesiana che chiude nel migliore il primo concerto Roma (si replica stasera).

Oltre due ore e mezza di ottima musica, belle canzoni, band affiatata, effetti speciali che non coprono la performance, ma la esaltano. Lo show verrà trasmesso in prima serata su Rai1 il 2 settembre, insieme a interviste e immagini esclusive dal backstage. Cesare ha superato a pieni voti l’impegnativa sfida del primo Circo Massimo e si prepara per il bagno di folla degli show a Milano (10 giugno), Imola (13 giugno) e Firenze (17 giugno). «Questa è la produzione più grande che ho avuto in vita mia. Credo sia competitiva con qualunque cosa ci sia adesso nel panorama dei live italiani» ha spiegato ai giornalisti. «Ma il prossimo disco chiede qualcosa di diverso. Chiede una dimensione diversa. E io ho imparato, nel tempo, a fidarmi di quello che chiede la musica». 

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