Se ancora non sapete chi è ADÉLA, è arrivato il momento di recuperare
Dall’eliminazione a Dream Academy al successo di “Ain’t in LA”: la cantante slovacca racconta le contraddizioni della popstar contemporanea nel suo album di debutto, “PRIMA”
Probabilmente avete già ascoltato la sua musica su TikTok. Magari avete visto qualcuno ripetere che «le ragazze più toste non sono a Los Angeles» oppure vi siete imbattuti in Nicole Kidman, che ha scelto proprio quel suono per inaugurare il suo profilo sulla piattaforma. Se, nonostante tutto, il nome di ADÉLA ancora non vi dice nulla, è arrivato il momento di recuperare.
Ventidue anni, originaria di Bratislava e un passato da ballerina professionista, Adéla Jergová è uno dei nuovi nomi da tenere d’occhio nel pop internazionale. Il suo album di debutto, PRIMA, è uscito il 4 settembre e contiene undici tracce che mescolano elettronica, Auto-Tune, melodie degli anni Duemila e una buona dose di provocazione. Il titolo richiama sia il suo esordio discografico sia il passato nel balletto: ADÉLA non vuole soltanto diventare una popstar, vuole essere la «prima ballerina del pop».
Da Dream Academy alla carriera solista
Prima di arrivare qui, la sua storia sembrava destinata a prendere una direzione diversa. Nel 2022 si trasferisce a Los Angeles e partecipa a The Debut: Dream Academy, il programma di formazione organizzato da HYBE e Geffen Records per creare un girl group globale composto da artiste provenienti da tutto il mondo. Il percorso che ha portato alla nascita delle KATSEYE viene poi raccontato nella docuserie Netflix Pop Star Academy.
ADÉLA arriva alla competizione con una formazione tecnica già solida, costruita negli anni trascorsi a studiare danza tra Vienna e Londra. Questo, però, non basta: viene eliminata durante la prima missione. Quello che avrebbe potuto interrompere la sua carriera ancora prima dell’inizio diventa invece il punto di partenza della sua identità da solista. A guardare oggi il personaggio che è riuscita a costruire, è difficile non pensare che un gruppo le sarebbe andato stretto: quella sconfitta le ha permesso di sviluppare un immaginario troppo personale e provocatorio per essere contenuto in un progetto collettivo.
Nel 2024 pubblica indipendentemente Homewrecked e Superscar. L’anno successivo firma con Capitol Records e presenta il suo primo EP, The Provocateur. La copertina, nella quale appare di spalle mentre urina in strada, e brani come SexOnTheBeat definiscono un personaggio esplicito, ironico e volutamente divisivo, lontano dall’immagine controllata che le era stata richiesta durante Dream Academy.
Le contraddizioni raccontate in PRIMA
Con PRIMA questa consapevolezza diventa parte di un progetto più definito. ADÉLA racconta il desiderio di diventare famosa senza fingere che la ricerca del successo sia qualcosa di puro o disinteressato. In Starving Artist affronta la fame artistica, economica e personale che accompagna chi prova a farsi spazio nell’industria musicale.
Il momento più vulnerabile arriva con Therapy. Sopra una voce intenzionalmente trasformata dall’Auto-Tune, ADÉLA mette in discussione le proprie capacità vocali e racconta il prezzo personale della sua ambizione. Vorrebbe portare la madre a vivere con lei negli Stati Uniti, soffre per essere stata lontana dalla sorella minore mentre cresceva e sa di dover compiacere gli uomini che controllano il suo futuro professionale. Li definisce «vecchi uomini bianchi» che «hanno le chiavi del mio futuro», riassumendo la contraddizione centrale del disco: contestare l’industria pur sapendo di dover continuare a farne parte.
C’è poi Nicole Kidman, dedicata alla femminilità elegante, potente e imprevedibile incarnata dall’attrice australiana. Il brano contiene riferimenti a Moulin Rouge!, Babygirl e al celebre spot realizzato da Kidman per AMC. L’omaggio è arrivato a destinazione: l’attrice ha utilizzato Ain’t In LA nel suo primo video su TikTok e ha ringraziato pubblicamente la cantante su Instagram.
Il successo di Ain’t In LA
È proprio Ain’t In LA, traccia conclusiva di PRIMA, ad aver portato ADÉLA davanti al pubblico più ampio. Il brano recupera il pop dei primi anni Dieci e richiama We Can’t Stop di Miley Cyrus. Il collegamento non è soltanto una percezione degli ascoltatori: la voce maschile che introduce entrambe le canzoni appartiene a Theron Thomas.
Il singolo è diventato virale grazie ai video nei quali gli utenti rivendicano le proprie città e i propri Paesi d’origine. Il messaggio è semplice: per essere interessanti non è necessario vivere a Los Angeles e il talento non appartiene soltanto ai luoghi tradizionalmente associati alla fama. Con oltre 100 milioni di stream complessivi, Ain’t In LA è entrata nella top 10 dei singoli più ascoltati al mondo su Spotify. La canzone ha inoltre raggiunto la posizione numero 61 della Billboard Hot 100, rendendo ADÉLA la prima artista slovacca a entrare nella classifica.
Il successo ha accompagnato anche il debutto di PRIMA, che nel suo primo giorno ha raccolto 10,69 milioni di stream su Spotify. Intanto, l’ascesa di ADÉLA è già uscita dai confini delle piattaforme: dopo aver aperto i concerti del tour di Demi Lovato ed essersi sui palchi di Lollapalooza, Reading e Leeds, ha già in programma il suo The Red Bottoms Tour, che attraverserà America ed Europa tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
Il pop vuole di nuovo le sue star
Dopo anni dominati da una musica più intima e confessionale, è chiaro che una nuova generazione di artiste sta recuperando l’idea della popstar completa: coreografie, identità riconoscibile e ambizione dichiarata. Prima di ADÉLA, Addison Rae ha trasformato la popolarità ottenuta su TikTok in una carriera musicale e pubblicato nel 2025 il suo album di debutto, Addison, attirando frequenti paragoni con Britney Spears. Anche il successo di Slayyyter, arrivata dall’underground di internet a un pubblico più ampio con WOR$T GIRL IN AMERICA, sembra confermare il ritorno di un pop più spettacolare e provocatorio.
ADÉLA incarna questo cambiamento attraverso una storia emblematica. Esclusa da un progetto che avrebbe dovuto trasformarla in una popstar, ha trovato il successo quando ha smesso di adattarsi a un’identità costruita da altri e ha cominciato a crearne una propria. È ancora presto per sapere fin dove arriverà, ma una cosa è già chiara: se fino a ieri non sapevate chi fosse ADÉLA, dopo PRIMA sarà sempre più difficile ignorarla.

