Da Baby Gang a Cremonini, ecco cosa ascoltano gli italiani ai Mondiali Pokémon
Dal 28 al 30 agosto San Francisco ospita i Pokémon World Championships nell’anno del trentesimo anniversario. Tra gli italiani qualificati, Marco e Pietro Silva e Alessandro e Samuele Ceccobelli: due coppie di fratelli dai 9 ai 22 anni
Pokemon World Championships (foto di Alessandro Ceccobelli)
Prima di diventare campioni del mondo bisogna scegliere la mossa giusta. Qualche volta, prima ancora, la canzone giusta. Dal 28 al 30 agosto, dentro il Moscone Center di San Francisco, i migliori giocatori di Pokémon del pianeta parteciperanno ai mondiali. Tra loro ci saranno anche gli italiani. Arriveranno dopo una stagione di tornei, classifiche, vittorie, sconfitte, punti conquistati uno alla volta e centinaia di ore trascorse a studiare avversari, strategie, squadre e probabilità. Qualcuno porterà un mazzo preparato e ripensato decine di volte, qualcuno una squadra costruita sullo schermo. E qualcuno, prima di sedersi a giocare, metterà le cuffie. Perché anche un Mondiale Pokémon ha una colonna sonora. E quella dei ragazzi italiani che stanno partendo per San Francisco passa da Baby Gang a Cesare Cremonini, dalle soundtrack dei videogiochi al silenzio assoluto che precede una partita.

I Mondiali di Pokémon non sono una partita più grande
“Giocare a Pokémon”, da fuori, sembra un’espressione semplice. Dentro contiene molte cose. Ci sono i videogiochi e il Gioco di Carte Collezionabili, Pokémon GO e Pokémon UNITE. Ci sono circuiti, Regionali e Internazionali, categorie divise per età, punti, qualificazioni. E alla fine ci sono i Worlds. Il Mondiale. L’evento che chiude la stagione competitiva internazionale. Nell’edizione 2026 i giocatori si contenderanno, oltre al titolo di Campione del Mondo, un montepremi complessivo superiore ai due milioni di dollari. Nel VGC, il circuito competitivo dei videogiochi, si giocherà su Pokémon Champions, diventato quest’anno la nuova piattaforma ufficiale.
Ma c’è qualcosa che i numeri spiegano male. I Mondiali di Pokémon sono il posto in cui una passione vissuta per gran parte dell’anno davanti a uno schermo, attorno a un tavolo o dentro una community online assume improvvisamente una geografia reale. Bisogna partire, fare una valigia, qualche volta attraversare un oceano. I nomi incontrati nelle classifiche diventano persone. Gli avversari hanno finalmente una voce, un’altezza, un modo di stare seduti. Nel 2026 tutto questo accade mentre Pokémon compie trent’anni. Chi comprò i primi videogiochi in Giappone nel 1996 può oggi avere un figlio dell’età dei concorrenti più giovani di San Francisco. Ed è forse questo il dato più impressionante dell’anniversario: Pokémon non è semplicemente sopravvissuto ai propri giocatori. Ha continuato a trovarne di nuovi.
Quest’anno accanto ai Worlds ci sarà anche PokémonXP, l’esperienza dedicata alla community che allargherà il fine settimana oltre le gare. Per tre giorni San Francisco diventerà una specie di capitale temporanea di tutto ciò che Pokémon è diventato. Compresa la musica. Il 14 agosto Pokémon ha pubblicato persino la soundtrack ufficiale dei Mondiali 2026: quattro brani, tra cui Ichiban – “numero uno” in giapponese – che da quest’anno diventa il tema ufficiale dei Worlds. Ma esiste una colonna sonora più interessante. Quella che nessuno ha commissionato. È quella che i giocatori si mettono nelle cuffie.
Abbiamo quindi chiesto a quattro italiani qualificati ai Mondiali di Pokémon che cosa ascoltino mentre si preparano a giocarsi uno dei tornei più importanti della loro vita. Sono due coppie di fratelli: Marco e Pietro Silva, 22 e 15 anni, entrambi giocatori VGC; Samuele e Alessandro Ceccobelli, 12 e 9 anni, il primo impegnato nel Gioco di Carte Collezionabili e il secondo nei videogiochi. Ne è uscita una playlist improbabile: Baby Gang e Cesare Cremonini, Sfera Ebbasta e Shiva, le musiche di Pokémon Scarlatto e Pokémon Violetto. E anche il silenzio.

Marco Silva sceglie una canzone per ricordare ogni torneo
Marco Hemantha Kaludura Silva ha un sistema. Per ogni torneo sceglie una canzone. Una sola. Poi la ascolta in continuazione. «Non uso una vera e propria playlist prima delle gare. Preferisco scegliere un solo pezzo per ogni torneo e metterlo in loop: una volta finito, quel brano mi ricorderà per sempre tutto il percorso fatto per arrivarci». Per San Francisco ha già deciso: Italiano di Baby Gang. Marco compete nella categoria Master ed è da anni uno dei protagonisti della scena VGC europea. Quest’anno il pass per il Mondiale è arrivato subito, con la vittoria al Regionale di Lille. «Ho vinto il primo torneo a cui ho partecipato, garantendomi subito l’accesso diretto: per questo motivo, il momento chiave di tutta la stagione è stata senza dubbio la vittoria in finale al Regionale di Lille».
Anche la scelta di Italiano ha una ragione: «Questa volta mi sono allenato quasi esclusivamente con il gruppo dei migliori giocatori in Italia». Il suo primo ricordo di Pokémon, però, viene da molto più lontano: «Da bambino, guardavo il cartone animato in TV di ritorno da scuola». Gli è rimasta impressa soprattutto la sigla dell’anime Bianco e Nero.Oggi ascolta Sfera Ebbasta, Baby Gang, Shiva, Simba La Rue. In allenamento la musica lo rilassa. Quando conta davvero, la spegne. «Quando gareggio preferisco il silenzio per entrare nella giusta bolla di concentrazione».
San Francisco, poi, contiene per lui una storia dentro la storia. «Sono anni che vengo accostato ai migliori di sempre, ma il titolo mondiale mi è sempre sfuggito. In più, il Mondiale di San Francisco del 2016 è stato il primo torneo in assoluto che ho guardato tutto da casa: esserci oggi ha un sapore davvero speciale». Dieci anni fa guardava gli altri giocare a San Francisco. Quest’anno gli altri potranno guardare lui.
Pietro aveva sei anni e Pokémon era già un torneo
Suo fratello Pietro Nihal Kaludura Silva ha 15 anni e un primo ricordo completamente diverso. «Il mio primo ricordo legato ai Pokémon risale al torneo di Torino del 2017. Avevo solo 6 anni e ho iniziato a partecipare alle gare ancora prima di conoscere bene la serie animata». Marco ricorda un cartone guardato tornando da scuola. Pietro, nato nella generazione successiva, ricorda già la competizione. Anche il suo ricordo musicale arriva dal videogioco: la battle theme dei Treasures of Ruin di Pokémon Scarlatto e Pokémon Violetto. «Durante i tornei l’ho tenuta fissa in sottofondo: per me è la traccia più bella uscita negli ultimi anni».
Non prepara playlist pre-gara. Gli va bene persino la musica diffusa nella hall. Durante gli allenamenti preferisce spesso soltanto i suoni del gioco; la musica arriva dopo, mentre analizza le partite: «Per me è una fonte di carica ed energia». Se potesse scegliere l’ingresso ai Worlds, però, vorrebbe qualcosa di più ambizioso di una canzone: «Sarebbe bellissimo se per la cerimonia d’apertura invitassero un artista di alto livello per un mini concerto dal vivo». A quindici anni ha già vinto due Campionati Internazionali e nel 2023 è arrivato terzo ai Mondiali fra gli Junior.
Quest’anno, dice, il segreto è stato meno spettacolare e forse più difficile: «La costanza. Ho costruito la qualificazione punto su punto per tutta la stagione». Marco e Pietro non si allenano continuamente l’uno contro l’altro come si potrebbe immaginare. Si scambiano soprattutto consigli e strategie. «A meno che non decidiamo di usare lo stesso team per un torneo», spiega Pietro. «In quel caso diventa molto più comodo e utile allenarsi tra di noi».

Alessandro ha nove anni e va ai Mondiali di Pokémon
Ci sono classifiche che impressionano. Poi ci sono le età. Alessandro Ceccobelli ha nove anni e a San Francisco parteciperà al suo primo Campionato Mondiale Pokémon, categoria Video Game Junior. Si è qualificato quinto in Europa e primo in Italia dopo tre Top 4 nei Regionali di Danzica, Siviglia e Torino e una Top 8 ai Campionati Internazionali Nordamericani. Sono molti dati per un bambino di nove anni. Poi gli chiediamo cosa significhi andare al Mondiale. «È il mio primo Mondiale, quindi sono molto emozionato e spero di ottenere una buona posizione!». Il resto sono classifiche, punti, statistiche.
Samuele, suo padre e Cesare Cremonini
Samuele Ceccobelli ha dodici anni, è il fratello maggiore di Alessandro e compete nel Gioco di Carte Collezionabili. San Francisco sarà già il suo quarto Mondiale. Il suo primo ricordo Pokémon non contiene una televisione e nemmeno un torneo. Contiene suo padre. «Risale a quattro anni fa, quando io e mio padre abbiamo iniziato a imparare insieme come si gioca a Pokémon». Forse è anche così che dura trent’anni un fenomeno culturale: a un certo punto comincia a passare da una generazione all’altra. Il suo cantante preferito è Cesare Cremonini.
Samuele, a differenza degli altri, ha una vera playlist pre-gara. «La ascolto sempre per prepararmi. Mi aiuta soprattutto a calmarmi e a ritrovare la concentrazione prima di una partita importante». Se potesse scegliere la musica del proprio ingresso a San Francisco non avrebbe dubbi: «Sarebbe bellissimo entrare con Marmellata #25! È la mia canzone preferita». Marmellata #25 uscì nel 2005. Samuele non era ancora nato. Le canzoni, evidentemente, non hanno bisogno che tu sia stato presente quando sono uscite per diventare parte della tua storia.
Con Alessandro si allena spesso, anche se uno gioca con le carte e l’altro ai videogiochi. Samuele lo aiuta a testare la squadra contro team differenti. Quanto al proprio percorso, individua un momento preciso: la Top 32 al Regionale di Torino. Ora vuole qualcosa di più. «Per me è una bellissima opportunità per riscattarmi dopo il Mondiale dell’anno scorso e dimostrare quanto sono migliorato». Ha dodici anni ed è già al quarto Mondiale. Ha anche già un “Mondiale dell’anno scorso” dal quale riscattarsi.

Trent’anni dopo
Nel 1996 nessuno dei quattro era nato. Trent’anni dopo, Marco Silva torna a San Francisco, dove nel 2016 aveva guardato da casa il primo Mondiale della sua vita. Pietro ha cominciato a gareggiare a sei anni. Samuele, a dodici, è già al quarto Mondiale. Alessandro ne ha nove e sta per giocare il primo. Forse la longevità di Pokémon si misura meglio così che con qualsiasi numero: nella capacità di continuare a diventare il primo ricordo di qualcuno. Dal 28 agosto, però, i ricordi possono aspettare. Per queste due coppie di fratelli italiani è arrivato il momento di giocare.
Articolo di Giuditta Avellina

