Marra Block Party: nessuno stadio è come casa propria
Grazie al grande evento in Barona Marracash ha raccolto più di 230mila euro destinati alla riqualificazione del quartiere
Marracash, foto di Samuele Giunta
Se non si hanno radici ben salde, arrivare in alto, a volte, può far dimenticare da dove si è partiti. Accedere a quell’Olimpo le cui porte, fino a qualche tempo fa, per il rap italiano sembravano invalicabili, può far correre il rischio di non saper più scendere tra le strade dove si è nati e cresciuti, di rimanere rinchiusi in una gabbia – d’oro e non più di cemento, ma pur sempre una gabbia – e di perdere il contatto con la realtà. Marracash, in questi anni, al punto più alto è arrivato più di chiunque altro. Un festival mastodontico – il Marrageddon -, una targa Tenco per il miglior album con un kolossal come Noi, Loro, Gli Altri, un intero tour negli stadi (la prima volta per un rapper), un disco di diamante con Persona, un album che ha ridefinito la traiettoria del rap italiano.
Traguardi enormi, a lungo impensabili; eppure, la sensazione è che il tassello più importante di tutta la sua carriera sia stato inserito proprio ieri. Sarà perché nessun posto è come casa, che è tra queste strade che Marra ha corso come uno schiavo per arrivare, vent’anni dopo, a marciare come un re o perché non tutti hanno lo status che serve per rompere la famosa regola del profeta in patria. «Sono più emozionato qui che quando ero a San Siro», dice lui dopo l’inizio in pompa magna che non poteva che avvenire con l’accoppiata Badabum Cha Cha/Popolare. E quel “qui” non è un luogo qualunque, ma la sua Barona, quel quartiere della zona sud di Milano dove “le sveglie suonano tutte la stessa condanna” e nelle cui vie, piazze e case popolari identiche ma che custodiscono tra le loro mura centinaia di storie diverse Fabio è diventato Marracash.
“Storie” è stata la parola chiave del Marra Block Party
E proprio storie, insieme ad appartenenza, sembra essere la parola chiave del Marra Block Party, un evento unico – con biglietti a prezzi accessibili a cui i residenti di zona avevano accesso prioritario e niente zone riservate per influencer, vip o stampa, in pieno spirito di uguaglianza hip hop – che il King del rap ha organizzato a casa sua, a poche centinaia di metri dalla sua vecchia scuola media, uno dei luoghi che beneficeranno degli oltre 230mila euro raccolti per la riqualificazione di alcune aree del quartiere. Un gesto collettivo e politico nel senso più puro del termine in un momento storico in cui, nel rap italiano, di collettivo e politico è rimasto ben poco (se non nulla).
Le storie che Marracash ha vissuto sulla propria pelle e quelle che ha visto e raccontato come un osservatore onnisciente e privilegiato. Le storie delle persone in strada e quelle affacciate dai piccoli balconi dei palazzoni di via De Nicola in una meravigliosa fotografia intergenerazionale, dalle nonne incuriosite che sbucano da fiori colorati ai giovanissimi che si sono arrampicati su quelli che per un giorno diventano i tetti più esclusivi e ambiti e che si sono ritrovati in casa tra amici e che con cartelloni ricavati da qualche scatolone rivendicano la loro appartenenza al quartiere.
La scaletta: un regalo per chi c’è sempre stato
Durante il Marra Block Party, infatti, la gente è uno spettacolo nello spettacolo, ed è a lei – la sua – che Marracash parla con la stessa lingua, racconta, ricorda. Di non cadere nella trappola della rabbia, dell’importanza di cogliere l’opportunità di un supporto psicologico (la Jonas Onlus Milano attiverà in Barona uno sportello di psicanalisi a tariffe sostenibili) e di quando, per essere felici, Bastavano le briciole, traccia immortale che questa volta ha risuonato in modo totalmente diverso, quasi come una sorta di lungo flashback in cui sembrava quasi di vederla lì quella Uno Diesel colma di valigie con cui Marra e i suoi scendevano in Sicilia in estate.
Anche la scaletta, in quest’ottica, non è pensata per accontentare i fan dell’ultima ora (come era stato negli stadi), ma un regalo a chi c’è sempre stato e un vero e proprio viaggio nel passato di Marra – con brani come Nuovo Papa, Chiedi alla polvere, 20 Anni (Peso), Rapper/Criminale, King del Rap e Didinò – la cui meta è stata proprio il punto di partenza, come una chiusura di un cerchio. E ieri di cerchi, Marra, ne ha chiusi parecchi, come aveva preannunciato all’inizio dello show.
Elodie ospite speciale al Marra Block Party
Tra questi quello con Elodie, ospite a sorpresa per Niente canzoni d’amore. Un momento unico che ha rappresentato molto più di un video virale e che trascende il gossip che è subito impazzato sui social. Così come avevano messo in scena il loro addio nel video di Crazy Love ispirandosi alla celebre performance di Marina Abramović e Ulay, stavolta – cinque anni dopo – la vita vera si fa di nuovo arte grazie alla quale Marra e Elodie sembrano riprendere una conversazione intima per dirsi ciò che era rimasto in sospeso, perché solo così il passato può essere lasciato andare senza rimorsi o rimpianti e senza dimenticare ciò che è stato.
Chiudere cerchi, del resto, vuol dire anche ricominciare senza però spezzare quel filo invisibile che ci tiene legati a quelle famose radici che se da piccoli sembrano gabbia, col tempo diventano salvezza e identità. E ieri Marracash non è tornato in Barona per nostalgia del passato, ma per raccontare che talvolta arrivare non significa necessariamente andarsene da quelle strade che lo hanno visto crescere e voltare le spalle a quelle storie e a quei ricordi che non hanno mai smesso e mai smetteranno di appartenergli e per dimostrare che si può essere il king senza smettere di essere parte del popolo. Ma soprattutto per ricordarci che alla fine la cosa più importante, anche dopo aver conosciuto il mondo là fuori, è sempre saper riconoscere casa.
