Top Story

Prince: 10 anni senza il fuoriclasse che ha rivoluzionato la black music

L’artista di Minneapolis, scomparso il 21 aprile 2016, ha pubblicato 38 album in studio, rinnovando costantemente il suo inconfondibile stile tra funk, soul e rock

  • Il21 Aprile 2026
Prince: 10 anni senza il fuoriclasse che ha rivoluzionato la black music

Sono passati dieci anni da quel 21 aprile 2016, giorno in cui Prince fu trovato – a 57 anni d’età – privo di vita nella sua casa-compound di Minneapolis, gettando nello sconforto milioni di fan in tutto il mondo. L’autopsia stabilì che la sua scomparsa fu causata da un’overdose accidentale di fentanyl, causata da pillole contraffatte di Percocet. La morte non ha un responsabile. Mark Metz, procuratore della contea di Carver, in Minnesota, ha chiuso le indagini poiché non ci sono prove per determinare chi procurò all’artista gli antidolorifici oppiacei contraffatti.

Stanotte, in occasione dei dieci anni dalla sua scomparsa, la Prince Estate ha pubblicato ufficialmente in streaming audio e video il singolo With This Tear. Si tratta di una registrazione inedita proveniente dai leggendari archivi di Paisley Park, risalente al 1991. Prince scrisse originariamente la canzone per Céline Dion, ispirato dopo averla sentita cantare Beauty and the Beast alla radio. Dion la pubblicò nel suo album omonimo del 1992, ma questa nuova uscita presenta la versione originale interamente scritta, prodotta e interpretata da Prince. La canzone è stata mixata da Chris James ed è l’anteprima di un futuro progetto di inediti che la Prince Estate pubblicherà entro il 2026.

Le iniziative per ricordare il genio di Prince

La pubblicazione di With This Tear rientra nelle numerose iniziative per celebrare la sua eredità artistica. Come ad esempio l’evento A Day 2 Reflect | A Night 2 Remember che si terrà oggi (21 aprile) a Paisley Park. L’iniziativa prevede tour aperti al pubblico, sessioni di ascolto e una cerimonia di accensione delle candele alle ore 16:21, ora della sua morte.

L’evento più atteso dai fan di Prince sarà Celebration 2026. Sarà un grande tributo di cinque giorni (dal 3 al 7 giugno 2026) che coinvolgerà tre città: Chanhassen (Paisley Park), Minneapolis e St. Paul. Per la prima volta in assoluto, i membri dei The Revolution come Bobby Z e Lisa Coleman e della New Power Generation, tra cui Morris Hayes, Sonny T. e Levi Seacer Jr., si esibiranno insieme sullo stesso palco.

Il cartellone include anche icone del funk e suoi collaboratori storici come Chaka Khan, Morris Day, Bootsy Collins, Jimmy Jam & Terry Lewis. Sono previsti anche artisti contemporanei come Miguel, Tevin Campbell e Bilal. Le sessioni di ascolto e i panel celebreranno alcune tappe specifiche della carriera di Prince. In particolare il focus sarà sugli album Parade, Emancipation, The Rainbow Children, Chaos and Disorder e 3121.

La manifestazione prevede l’accesso a musica inedita dal Vault, proiezioni di film come Under the Cherry Moon, panel di discussione e persino crociere sul Lake Minnetonka. Il programma completo di Celebration 2026 verrà diffuso ufficialmente il 5 maggio.

Un artista unico

Ma facciamo un passo indietro per capire cosa ha reso Prince una figura centrale per l’evoluzione della black music degli ultimi cinquant’anni. L’incontro tra la sensualità del funky, il calore del soul e l’irruenza del rock (oltre a un’impareggiabile genialità compositiva e a una straordinaria tecnica come polistrumentista) sono alcuni dei segreti dell’inconfondibile sound di Prince.

La sua musica è stata un costante work in progress, in continua evoluzione e sempre aperto a nuove influenze. Un lavoro che ha permesso al genio di Minneapolis di rinnovarsi costantemente nel tempo, senza mai snaturare il suo inconfondibile stile. I temi ricorrenti della sua monumentale produzione discografica, che conta ben trentotto album in studio (di cui svariati doppi e tripli) sono numerosi. Innanzitutto il sesso in tutte le sue sfumature, poi l’amore romantico, una spiritualità difficilmente catalogabile nei rigidi schemi di una confessione religiosa e i mali oscuri della società.

I capolavori

Mentre gli anni ‘80 erano dominati da artisti rassicuranti e vagamente dandy, Prince sembrava un inquietante mix dei suoi eroi del passato. Si vestiva come Jimi Hendrix, aveva i baffi di Little Richard e ballava come James Brown. Il ritmo lo scandiva la sua amata drum machine Linn, collegando idealmente la tradizione del funk e del rock con il suono del futuro. La sua attività era a dir poco febbrile. A volte lavora anche tre giorni di seguito senza dormire, dividendosi tra tre band: i Revolution, i Time e le Vanity 6.

Prince usa la sua musica e la sua immagine per superare le barriere tra razze, generi e stili musicali. L’artista cambia con naturalezza registro vocale da maschile a femminile. I suoi abiti eccentrici sono creati su misura per lui. I suoi show sono esperienze multisensoriali, quasi dei riti dionisiaci.

Nel giro di pochi anni pubblica tre capolavori: 1999, Purple Rain e Sign o’ the Times, forse il suo album più completo, avanguardistico e radicale. Un viaggio all’interno dei segni del tempo psichedelico e futuribile, catartico e imprevedibile. Si alternano l’apocalittica title track, la straordinaria If I Was Your Girlfriend, il funk torrenziale di Housequake, le deliziosamente vintage Slow Love e la malinconia di I Could Never Take the Place of Your Man.

Purple Rain, l’album-manifesto di Prince

L’album-manifesto della sua arte resta, però, Purple Rain. Il suo disco più famoso, pur non essendo tecnicamente un concept album, è un viaggio musicale con una sua perfetta coerenza sonora e tematica. L’inizio è folgorante, con Prince, nei panni di un fervente predicatore laico, che ci invita a “riunirci per superare questa cosa chiamata vita” e a non farci “trascinare giù dall’ascensore” del diavolo.

Per raggiungere “un mondo di felicità  senza fine” è necessario superare la “pioggia viola” con un pizzico di follia. E quale modo migliore, per iniziare questo viaggio catartico, che ballare sull’indiavolato ritmo funky-rock di Let’s Go Crazy, una canzone che andrebbe ascoltata ogni mattina per darsi la carica appena svegliati, con un assolo di chitarra tra i migliori mai incisi?

L’amore, il cuore pulsante della produzione di Prince, è romantico in Take Me With U, scritta originariamente per le Apollonia 6 (evoluzione della sua band al femminile Vanity) e poi diventata un duetto con la stessa Apollonia. Invece è geloso e possessivo in The Beautiful Ones, è scandaloso e carnale in Darling Nikki.

When Doves Cry (campionata pochi anni dopo dalla sua uscita dal rapper MC Hammer nella fortunatissima Pray) è una canzone innovativa, fortemente black e tutta da ballare, pur senza mai utilizzare il basso, anche se il testo criptico e autobiografico nei riferimenti ai suoi genitori è quanto di meno adatto all’edonismo delle piste da ballo.

La chiusura del cerchio è la straordinaria title track Purple Rain, sentito omaggio al suo maestro Jimi Hendrix. Una ballad con un crescendo memorabile di archi e pianoforte, un riff e un assolo di chitarra da antologia e una voce che esprime dolcezza e sofferenza.

La canzone era anche il cuore del film semi-autobiografico dallo stesso titolo, girato con risorse ridotte dal regista Albert Magnoli. La pellicola, uscita il 27 luglio 1984, racconta le vicende di Kid, alter ego di Price, tra tormentate vicende familiari a causa dei genitori litigiosi e violenti, l’amore per la sua ragazza e le difficoltà nel farsi strada nel competitivo mondo dello show business, in cui ogni singola esibizione in un night club potrebbe cambiare tutto. Il film incassò oltre cento milioni di dollari e la colonna sonora vinse un meritatissimo Oscar.

Gli anni ‘90

Gli anni ‘90 sono stati per Prince un decennio burrascoso, funestati da una lunga controversia con la sua etichetta, la Warner. La major non voleva assecondarlo nella sua iperproduttività, con un album pubblicato all’anno. Così Prince, per protesta, si fece chiamare “Symbol”, un simbolo grafico indicante l’unione tra il maschile e il femminile. Oppure “Tafkap”, acronimo per “the artist formerly known as Prince” (“l’artista precedentemente conosciuto come Prince”).

L’artista si esibì nei concerti con la scritta “slave” (“schiavo”) disegnata sulla guancia, per sottolineare la sua insofferenza alle regole di marketing dell’industria discografica. Tra i suoi “capricci” più famosi ricordiamo, nel 1997, quello di vendere solo online il triplo album Crystal Ball. Ancora più clamoroso quello del 2007, quando Planet Earth fu pubblicato solo come allegato gratuito di una rivista inglese, un’iniziativa che fece scendere sul piede di guerra i media store della Gran Bretagna.

«Perché non posso pubblicare un album al mese?», disse allora il cantante all’etichetta. «Perché non posso farlo tre volte l’anno? State incasinando la mia musica. Ho un sacco di roba chiusa nel cassetto e non volete pubblicarla. Ci sono dischi già registrati, pubblicateli».

Il nuovo millennio

Prince, che dal 2000 si è riappropriato del suo soprannome, ha continuato a produrre musica di qualità, come confermano gli ultimi due album realizzati in vita, HITnRUN Phase One e HITnRUN Phase Two.

Prince Roger Nelson ha continuato fino all’ultimo giorno della sua vita a dialogare con il suo pubblico nel modo più semplice e diretto possibile: con i suoi dischi e con i suoi concerti, vere e proprie esperienze multisensoriali, quasi dei riti collettivi officiati da questo piccolo, grande sciamano del funk elettrificato. Nella sua immensa casa / studio di registrazione di Paisley Park, Prince ha continuato a incidere brani originali, del tutto indifferente alle strategie di marketing.

Roger Nelson era guidato da una forza sovrannaturale, come se il bruciante demone della creatività non lo lasciasse mai riposare in pace. Una fertilità artistica che ci assicurerà ancora per molti anni a venire la possibilità di ascoltare nuova musica, visto che nei suoi archivi giacciono centinaia di brani inediti.

Il compito di custodire e valorizzare questo immenso patrimonio di creatività è della sorella minore Tyka Nelson che, da artista (ha pubblicato quattro album in carriera), conosce perfettamente i meccanismi del music biz.

Negli ultimi dieci anni Tyka, affiancata da alcune persone di fiducia, ha ascoltato con attenzione decine e decine di canzoni registrate su nastro. La sorella di Prince sta cercando di valorizzare quelle più interessanti, in ottica della pubblicazione di un album di inediti del genio di Minneapolis entro la fine del 2026.

Share: