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Sfera Ebbasta è ancora il re della trap, il racconto del concerto a San Siro

Il secondo San Siro del rapper di Cinisello è stata l’ennesima conferma che nessuno rappresenta la trap italiana meglio di lui

  • Il9 Luglio 2026
Sfera Ebbasta è ancora il re della trap, il racconto del concerto a San Siro

Sfera Ebbasta, foto di Nino Saetti

A dieci anni da quel magico 2016 in cui tutto è iniziato, Sfera Ebbasta è tornato a San Siro (qui il racconto della sua prima volta al Meazza), lo stadio della sua Milano, per celebrare a dovere una carriera che ha cambiato sì la sua vita, ma anche la musica italiana in generale. E annuncia a sorpresa l’uscita del nuovo album a settembre.

Concerti come quelli di Sfera rientrano tra i fenomeni che non possono essere realmente compresi fin quando non vengono sperimentati in prima persona. San Siro è ovviamente gremito di persone in un range d’età che parte dai giovanissimi e arriva ai trent’anni. Una fascia meno ampia rispetto a quella che si può trovare ai concerti di altri artisti ma che, comunque, simboleggia qualcosa di importante. Sfera Ebbasta piace ai ragazzi cresciuti con lui esattamente quanto a quelli che nel 2016 erano ancora in fasce.

Sfera Ebbasta a San Siro e i dieci anni di carriera

Lo show è diviso in blocchi, che potremmo definire dei capitoli, ognuno dei quali è studiato per portare sul palco del Meazza un’era differente della carriera di Sfera. Non a caso si parte da Ciny, uno dei brani più memorabili del suo disco d’esordio XDVR. Poco dopo partono le note di Lingerie in concomitanza con l’arrivo del primo ospite, Tedua. Subito dopo arriva Pyrex, con cui Sfera esegue una reinterpretazione della loro Dark Money che integra la storica Fiori del male.

A sancire l’inizio di ognuno di questi capitoli ci sono dei video che mostrano immagini di repertorio di Sfera. I video sono accompagnati da una voce narrante che racconta la sua storia, il suo rapporto con il successo e con la città di Milano. Fino ad arrivare all’ultimo video, ripreso in parte proprio a San Siro. Vediamo lo Sfera attuale registrare per qualche secondo un brano inedito, prima che il filmato si interrompa su una schermata che recita la parola “settembre”, seguita dall’annuncio di un nuovo album in arrivo proprio in quel mese.

La seconda parte del concerto è dedicata quasi interamente a Rockstar, il disco che ha portato Sfera alla consacrazione definitiva. In questa parte del concerto, la più lunga, il pubblico diventa ancora più elettrico, raggiungendo volumi tali da far letteralmente tremare i seggiolini di San Siro quando si arriva a pezzi come Cupido o Sciroppo, eseguita assieme a Drefgold.

Sfera Ebbasta non ha mai smesso di essere il re

Il finale è dedicato quasi interamente agli ultimi anni della carriera dell’artista ed è anche la parte più ricca di ospiti. Sul palco arrivano, a turno, Marracash, Guè, Anna, Lazza, Feid e, ultimo ma non certo per importanza, Shiva, che fa scatenare la metà più giovane del pubblico. Prima ancora che la seconda metà di Santana Money Gang abbia l’opportunità di iniziare a rappare, parte un’esultanza degna delle notti di Champions League che questo stadio è solito ospitare.

Il live di Sfera Ebbasta a San Siro è stato molto più di un evento per festeggiare un decennio di carriera: è stato un reminder che, a prescindere da tutti i nomi che sono arrivati sulla scena dal 2016 a oggi, l’unico vero re della trap in Italia è ancora lui e l’artista non sembra per nulla intenzionato a lasciare questo trono.

I biglietti per la seconda data di Sfera Ebbasta a San Siro sono disponibili su TicketOne.

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