Angie: quando i sogni (di vetro) son desideri
Dopo Amici abbiamo incontrato la giovane cantautrice sarda classe 2001 per farci raccontare il suo EP di debutto “Sogni di Vetro”
“I sogni son desideri”, dice il brano interpretato da Maria Cristina Brancucci per la colonna sonora di Cenerentola. E anche quelli di Angie si sono avverati. Grande protagonista dell’edizione di Amici di quest’anno, la giovane cantautrice classe 2001 si è fatta strada nel programma puntata dopo puntata, crescendo sia vocalmente che umanamente.
La TV non era un mondo totalmente nuovo per Angie, che nel 2024 ha partecipato a Sanremo Giovani. Ma entrare nel programma di Maria De Filippi ha delineato una svolta che fino a quel momento sembrava solo un sogno. Un percorso intenso in cui Angie ha saputo incassare le critiche e allo stesso tempo apprezzare le soddisfazioni, rinnovandosi costantemente e misurandosi con un vasto repertorio musicale che ha spaziato dal cantautorato italiano alle hit pop internazionali, fino al mondo del musical.
Adesso la fiaba del programma è finita e inizia la vita al di fuori con il suo EP d’esordio intitolato Sogni di Vetro, uscito venerdì 22 maggio. Si tratta di una raccolta intima quanto fragile di brani che come un puzzle ricostruiscono fedelmente la vita di Angie: dagli amori alle delusioni, raccontando se stessa e il suo rapporto con la musica.
L’intervista a Angie
Il tuo percorso ad Amici è stato molto intenso. Come l’hai vissuto?
Anch’io avrei usato la parola “intenso” per descriverlo. Ho vissuto tanti momenti diversi, alcuni di sconforto e altri di gioia, come quando ho preso la maglia del serale.
Cosa ti porti a casa da questo percorso dal punto di vista umano e artistico?
Sicuramente le persone: sono loro che fanno l’esperienza. Ho trovato delle spalle su cui piangere e amici con cui gioire. Sono state proprio le persone a fare questo percorso: i miei compagni, gli addetti ai lavori, Maria De Filippi, i professori. Insomma, tutti. Dal punto di vista artistico invece ho lavorato davvero tanto, è una palestra gigante.
Che aspettative avevi quando sei entrata?
Non ne avevo. Ho provato Amici per un po’, quindi speravo di entrare e di arrivare fino alla fine, ed è successo.
Durante il programma hai hai avuto modo di sperimentare tantissimo e ti è stato anche consigliato di approcciarti al musical. Cosa ne pensi?
Con un’insegnante come Lorella non potevo non approcciare il musical, e sono contenta che l’abbiamo fatto. Io sono sempre stata un’amante del genere, ma non avevo mai pensato a questa finestra. Mi è piaciuto, mi sono divertita tanto, magari in futuro lo riproverò ma per adesso mi concentro sulla mia musica.
Parlando del tuo EP Sogni di Vetro, ha un approccio prettamente pop. Come lo descriveresti?
Trovo che sia molto sincero. L’ho voluto chiamare Sogni di Vetro proprio perché all’interno di questo progetto mi sento tanto trasparente quanto fragile. Penso di essere io al 100% a livello di sonorità e di mood, ci sono varie sfaccettature che vengono raccontate.
Che direzione pensi stia prendendo il pop contemporaneo?
Io sono molto fan delle donne nel pop. Penso a Elodie, Sarah Toscano, Olivia Rodrigo, Sabrina Carpenter, Ariana Grande, Madison Beer… Secondo me è un pop che vuole raccontarsi in modo sempre più libero.
Con chi ti piacerebbe collaborare un domani?
Se devo proprio sognare direi Ariana Grande: è da sempre il mio idolo.
Come nasce la title track del tuo progetto?
È il primo pezzo che ho scritto. Risale a circa un anno e mezzo fa, dopo l’eliminazione da Sanremo Giovani. Rappresenta proprio come mi sentivo: vedevo i miei sogni così fragili e poi volevo tornare a casa dalla mia famiglia. In questi anni abbiamo fatto tanti sacrifici, avevo l’esigenza di raccontare questo tema.
“Questa dannata voglia di correre” di cui parlo nella seconda strofa era esattamente quello che vivevo, soprattutto quando ci si trasferisce lontano da casa. Quando l’ho scritta avevo tanta voglia di ricominciare e in studio abbiamo anche pensato potesse essere una bella outro per un eventuale disco. Alla fine così è stato.
La canzone è diventata la title track perché racchiude un po’ tutto: nell’album parlo di relazioni passate, rapporti attuali, parlo di me, di mia nonna e di come vivo la musica.
Quali sono stati i sacrifici che hai dovuto affrontare?
Più che dei miei sacrifici parlo di quelli dei miei genitori. Io a 13 anni ho iniziato a fare avanti e indietro tra la Sardegna e Milano per prendere lezioni serie di musica. Loro stavano con me perché ero minorenne e mi accompagnavano a turno. Penso anche ai compleanni degli amici che ho saltato o ad altre tappe che mi sono persa perché stavo dietro alla musica.
E adesso cosa sogni?
Ad oggi penso di averne realizzati un po’. Sto per cominciare gli instore, e non vedo l’ora. Ho tra le mani il mio primo vero progetto e ne sono felicissima, fa anche un certo effetto. Poi ci sono i sogni che realizzerò più avanti come con i live.
Tornando alle tracce, mi ha colpita Controcorrente, in particolare la frase “Quando non avrò tutto sotto controllo e il futuro ci sarà caduto addosso resterai ancora con me”.
Controcorrente nasce nell’estate dei casting, mentre ero in bilico su cosa sarebbe successo. Amici comunque è un’esperienza che può cambiarti la vita, e a me è successo. Viaggiavo con la mente e mi chiedevo cosa sarebbe successo per il futuro. Io sono sempre stata una persona che aveva paura di innamorarsi perché l’amore che provi è in proporzione alla sofferenza che ti travolge, se le cose non vanno. La frase della seconda strofa parla proprio di questo: quando succedono cose diverse dalla nostra quotidianità e la vita cambia. La canzone è un mio flusso di coscienza: le parole che uso sono quelle che avrei detto a quella persona, che tra l’altro ha scritto pure il pezzo con me.
E invece che sfide hai dovuto affrontare e superare?
Oltre al trasferirmi dalla Sardegna, se penso al mio percorso ad Amici direi che, anche se ho cercato di leggere il meno possibile i social, alcuni commenti mi hanno ferita. Dal momento in cui ti esponi può capitare che certe persone tendano a sminuire quello che stai facendo. La realtà è molto più tosta di quello che può sembrare: è difficile da capire per un occhio esterno.
