Musica

Cinque canzoni che meriterebbero di essere tracce dell’esame di maturità

Da Marracash a Kendrick Lamar, ecco quali brani potrebbero secondo noi meritare un’analisi del testo

  • Il18 Giugno 2026
Cinque canzoni che meriterebbero di essere tracce dell’esame di maturità

Come ogni anno, sono arrivati gli esami di maturità. Stamattina si è tenuta la prima prova, quella di italiano e per la traccia di analisi del testo è stata scelta Passerò per piazza di Spagna, tratta dalla raccolta di poesie Verrà la morte e avrà i tuoi occhi di Cesare Pavese. Ci siamo quindi chiesti quali sarebbero i brani contemporanei che, se scelti al posto di una più canonica poesia, non sfigurerebbero come tracce per gli esami di maturità del futuro.

Marracash, Massimo Pericolo – Appartengo

Uno dei brani più profondi di Persona, disco culto di Marracash del 2019. Il pezzo racconta del crescere in un ambiente ostile, in cui molti finiscono per restare intrappolati ed è su questo concetto che giocano Marracash e Massimo Pericolo. Appartengo è una riflessione su come il crescere in certi luoghi li abbia formati per sempre, e non necessariamente in maniera negativa. Anche dopo aver raggiunto il successo i due continuano ad approcciare la vita con i metodi dei loro contesti di provenienza, ma forse è proprio questo approccio differente che gli ha permesso di arrivare a quel successo che in passato sembrava irraggiungibile. Perché molto spesso sono proprio i luoghi da cui vuoi scappare a segnarti di più.

Frank Ocean – White Ferrari

Pezzo emblematico estratto da Blonde, uno dei dischi più importanti del decennio passato. Una narrazione di un amore adolescenziale che Frank Ocean racconta non dal punto di vista del sé stesso sedicenne, ma da quello della sua versione adulta. Il brano è quindi colmo di nostalgia, non solo verso la persona di cui l’artista sta cantando, ma anche verso sé stesso, quell’adolescente confuso e spaventato che tutti siamo stati (ed è proprio l’età in cui bisogna affrontare gli esami di maturità). Il concetto viene sottolineato dall’outro, dove la strumentale viene spogliata della sua anima elettronica e ambient trasformandosi in un delicatissimo momento acustico accompagnato dalla voce di Frank Ocean pitchata verso l’alto (simbolismo per indicare che è il sè del passato a parlare). Uno dei momenti più alti di una discografia incredibile quanto breve.

Kid Yugi – Il Filmografo

Una parte del successo di Kid Yugi (che abbiamo intervistato a gennaio per l’uscita di Anche gli eroi muoiono) passa dalla sua abilità alla scrittura, ricca di reference e immagini suggestive. Impossibile non citare quindi Il Filmografo, uno dei passaggi chiave del suo disco di debutto, The Globe.

Il Filmografo è di fatto un brano diviso in due parti. Nella prima, Kid Yugi racconta di una relazione tossica in cui né lui ne l’altra persona sono in grado di gestire l’intimità e la profondita necessaria per vivere un rapporto di coppia. Alla fine della prima strofa il rapper pugliese menziona “L’occhio del regista”. Lo descrive come una metafora per il destino, un qualcosa da cui tutti siamo influenzati ma da cui non possiamo sfuggire.

Dopo un interludio composto da frasi estratte da alcuni film iconici (tra cui The Truman Show, pellicola in cui “l’occhio del regista” ha un ruolo chiave), si passa alla seconda strofa in cui Yugi continua a parlare alla sua partner, stavolta vedendola come un’ancora di salvataggio a cui aggrapparsi per sfuggire dal destino che l’occhio del regista gli ha affidato e dalla sua paura della morte (argomento chiave anche del testo scelto per gli esami di maturità di quest’anno).

Kendrick Lamar – How Much A Dollar Cost

In una lista del genere sarebbe impossibile non citare il primo rapper della storia a vincere un premio Pulitzer, Kendrick Lamar. To Pimp A Butterfly è ritenuto da molti come il miglior disco rap della storia e ascoltando How Much A Dollar Cost è subito chiaro il perchè.

Il brano è uno storytelling che parte con la domanda che dà il titolo al brano: “Quanto costa un dollaro?”. Kendrick sente il peso del denaro e sente di star sbagliando qualcosa da quando ha raggiunto la richezza, ma questa sensazione viene immediatamente sopressa nel momento in cui sale sulla sua auto di lusso. Il rapper si reca quindi a fare benzina e viene interrotto da un senzatetto che gli chiede un dollaro. Il rapper di compton lo liquida in fretta, convinto sia un tossicodipendente. Nella seconda strofa inizia il vero e proprio dialogo tra i due. Kendrick è sempre più infastidito dall’uomo, su cui sente la stessa puzza di alcool che sentiva su suo nonno da giovane. Lamar però – pur non comprendendo tutta quell’insistenza – è allo stesso tempo affascinato dall’uomo. La ricchezza non ha quindi reso il rapper più generoso e addirittura lascia trasparire che quando era povero non si sarebbe fatto così tanti problemi per un semplice dollaro.

Nella terza strofa arriva la rivelazione: l’uomo che stava chiedendo il dollaro a Kendrick è Dio in persona. Finalmente l’uomo risponde alla domanda che dà il titolo al brano: “un dollaro è il prezzo da pagare per il paradiso”. Sbattendo in faccia al rapper la realtà di quanto il denaro l’abbia trasformato.

Bassi Maestro – Foto Di Gruppo

Restiamo nel rap con un altro classico ma questa volta del rap nostrano. La title track di Foto Di Gruppo, secondo disco ufficiale di Bassi Maestro, è uno dei brani più profondi del rap italiano di fine anni ’90.

Il pezzo è il racconto di una notte insonne di che Bassi passa a scrivere, cercando sfogo per i dubbi che lo tengono sveglio. Durante il brano, infatti, è come se il rapper milanese facesse da psicologo a se stesso. Nella prima strofa è confuso. Prova nostalgia per il passato e paura per il futuro, di un giorno dimenticare quello che sta vivendo in quel momento. Come ha già fatto per altri eventi passati della sua vita.

Nella seconda strofa Bassi è inquieto. Non riesce a fare pace col tempo che passa e ciò gli rende difficile godersi ciò che gli succede e il mondo che lo circonda. Fin quando non sposta l’attenzione sui suoi affetti e proprio durante la scena di una cena con amici, si rende conto che è proprio quello il segreto per non farsi soggiogare dalla pesantezza della vita. Godersi fino in fondo momenti del genere accorgendosi che “la vita è una foto di gruppo”.

Share: