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Sale la tensione al tavolo, ma (quasi) tutto va come previsto: il secondo live di X Factor 2026 

Francesco Gabbani anima la discussione, Jake La Furia perde la sua prima concorrente e Camilla Guerini si conferma il talento più a fuoco

  • Il30 Ottobre 2026
Sale la tensione al tavolo, ma (quasi) tutto va come previsto: il secondo live di X Factor 2026 

Camilla Guerini, foto di Virginia Bettoja

L’inizio del secondo live di X Factor 2026 è stato snervante sotto ogni punto di vista. Per chi era coinvolto nello show e per chi guardava da casa. Nel corso delle prime tre esibizioni i problemi tecnici hanno tempestato gli ignari concorrenti. In alcuni casi il risultato è stato così esilarante da sembrare quasi voluto come durante Mrs. Robinson con i Mad-Dog. La band sarda, chiamata ancora una volta ad aprire la serata (c’entra anche l’età di alcuni concorrenti), è andata dritta, sempre sul tempo, e le smorfie del frontman Renato hanno fatto percepire l’improvviso effetto Chipmunk della sua voce una trovata geniale anziché un’interferenza del microfono.  

ALÌA, invece, risente dello scarso equilibrio del suono e la sua versione di Hola (I Say) risulta un po’ piatta. Lei però è molto più a suo agio sul palco rispetto al primo live e, quando sarà totalmente a fuoco, se la giocherà per vincere la competizione. Nella sua squadra, quella di Jake La Furia, è l’unica voce femminile rimasta dopo l’eliminazione, abbastanza telefonata purtroppo di Veronica Bruganelli. È un peccato perché con delle assegnazioni mento retro forse avrebbe potuto far meglio. Senza contare che, comunque, ha reso giustizia all’intramontabile brano di Bonnie Tyler Total Eclipse of the Heart.  

Ieri sera chi non ha davvero convinto a pieno è stato LENANIE. Il motivo non è la riscrittura completa delle strofe di C’è tempo di Ivano Fossati, ma l’interpretazione. Tutto un po’ fiacco. Per rimanere serve molto di più. Sarebbe un peccato perdere una delle rarissime penne di quest’edizione. 

Gabbani is on fire 

L’esibizione di Lenanie offre l’assist per aprire il capitolo al tavolo. Francesco Gabbani parla di regolamento con Irama, scatenando per la seconda volta consecutiva una discussione animata tra i giudici. Irama è bravissimo a gestire la tensione e a far sì che i toni non si alzino oltre il limite della decenza. D’altronde, la libertà di far riscrivere quasi un intero brano è sempre stata concessa. Anastasio addirittura vinse un’edizione scrivendo strofe su strofe, anche sui Beatles. Altrimenti, quale sarebbe il vantaggio di avere un cantautore nella propria squadra se l’obbligo fosse di eseguire solo cover standard? 

Ciò che però ha reso un po’ insostenibile l’inizio del secondo live di X Factor è stato il fatto che questo litigio sia stato molto meno sensato. È sembrato quasi una ripicca di Francesco nei confronti di quanto accaduto pochi minuti prima, quando la sua band, gli SCRAFFS, è stata criticata dal resto del tavolo, in particolare Jake La Furia e Paola Iezzi.  

SCRAFFS, foto di Virginia Bettoja

Qui vale la pena aprire una riflessione e spezzare una lancia a favore del giudice e dei ragazzi toscani. Definiti come punk, viene contestato loro di non essere abbastanza conformi alla categoria in cui sono stati incasellati senza richiesta. Viene chiesto loro di fare più casino. Ma se c’è una cosa che ha contraddistinto qualsiasi derivazione di quel movimento culturale è proprio l’essere contro il sistema.

Nel momento in cui dal punk ci si aspetta un casino conformista non è più punk, ma una recita. E la cosa più anticonformista a X Factor è che una band punk suoni bene tecnicamente e non si stracci per forza le vesti o indossi tutine alla Achille Lauro tenendo fede a una categoria imposta. Sulle qualità vocali del frontman si può discutere, ma non ci si può aspettare un bel canto melodico. I pezzi assegnati al gruppo finora, forse lo erano un po’ troppo.  

Conferme e sorprese

Tornando alle esibizioni, anche questa volta la seconda manche è stata molto meglio della prima. Sorprendono in negativo Patrizia Napolano, sottotono per via di un brano troppo difficile a livello emotivo, e il rap di Teo Bok. Che lui sia un performer è chiaro dall’inizio di X Factor 2026. Stevie Wonder gli consente di ricreare lo show all’americana. Paola dice una verità: è a un livello pro. Ma anche questo lo sappiamo bene. 

Le distanze riscattano la prova decisamente opaca con Renato Zero. New York, New York è ideale per il loro stile teatrale e per mettere in luce le qualità vocali del frontman. Stavolta è lui al centro, quasi oscura gli altri componenti, e il rimanere più fermo lo aiuta. Manu al contrario è sempre un po’ vittima della popolarità dei pezzi che gli vengono assegnati, ma sul suo timbro c’è poco da dire.  

Arriviamo ai migliori della serata. Giacomo Calò finalmente in nuovi territori, un mash-up di Diavolo in me e X colpa di chi?, è una boccata d’aria fresca. La voce non cede nemmeno quando si muove e si avvicina alla platea saltando e accennando movimenti di danza. Lo criticano perché lo preferiscono in altre vesti, ma meno male che finalmente faccia qualcosa di diverso!

Giacomo Calò, foto di Virginia Bettoja

I migliori del secondo live di X Factor 2026

camilla è ormai una certezza. As the World Caves In di Matt Maltese era un pezzo che sentiva fin nelle viscere, ma nel corso dell’esibizione regge l’emozione a meraviglia suscitandola, al contrario, negli spettatori. È la concorrente più a fuoco di tutto il programma. Con lei, poco sotto in una nostra ipotetica classifica, c’è Alex Fontana.

Quando è stata annunciato che avrebbe cantato Street Spirit (Fade Out) un brivido c’è stato. Quando la giuria l’ha definita una delle canzoni meno note dei Radiohead (è tra le loro più ascoltate in streaming) eravamo pronti al disastro. Per fortuna, il concorrente di Jake La Furia ne dà un’interpretazione cupa, senza sbavature e soprattutto senza tentare di imitare il falsetto inimitabile di Thom Yorke. Una bella sorpresa.  

La prossima settimana, sempre alle 21:15 in diretta su Sky Uno, vedremo se al ballottaggio del terzo live di X Factor andrà chi ci aspettiamo o se ci saranno degli sviluppi inediti. Sta di fatto che al tavolo l’equilibrio si è rotto.  

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