Brunori SAS all’Eolie Music Fest: quando il mare diventa parte della musica
Dal 17 al 19 luglio il festival diretto da Samuel Romano ha portato Aiello, Gaia, Mannarino, Shablo e Andro a esibirsi tra Capo d’Orlando e il mare delle Eolie. Il concerto del cantautore è stato il simbolo perfetto della manifestazione
Come si costruisce il concerto perfetto? Forse scegliendo un luogo capace di amplificare la musica e un artista abbastanza intelligente da capire dove si trova. Domenica sera, nel tratto di mare davanti a Santa Maria di Salina, le due cose si sono incontrate. E per qualche ora il piccolo miracolo dell’Eolie Music Fest si è compiuto e ripetuto. Dal 17 al 19 luglio, davanti alla terraferma, a Capo D’Orlando e poi in mare, a Salina appunto.
Venerdì si sono esibiti Aiello e Shablo con il suo jazz project (con Joshua, Mimì e Tormento), mentre sabato è stata la volta di Gaia e Mannarino. Tutti artisti coerenti con lo spirito del festival e, soprattutto, capaci di adattarsi a un palco galleggiante, probabilmente il contesto più destabilizzante in cui possa trovarsi un cantante.
Brunori SAS però, preceduto da Maria Antonietta e Colombre e seguito da Andro (che ha curato tutti i DJ set) e da Samuel, padrone di casa, era davvero l’artista ideale per questo tipo di appuntamento. Innanzitutto perché non si prende mai sul serio. Quindi già salutare il pubblico dicendo che ci si trova in un contesto proletario, quando tutti sono sulla loro barca o al massimo hanno comprato il biglietto dell’imbarcazione collettiva (comunque a 85 euro) è dire una prima semplice verità. Ed è difficile dargli torto. Anche scherzare sulla pesantezza delle proprie canzoni funziona, proprio perché non suona mai costruito. Eppure quei brani, pur lontanissimi dall’idea di hit estiva, riescono a colpire l’animo di chi li ascolta.
Ed è forse qui che sta il segreto dell’Eolie Music Fest. Non nella line-up, pur sempre curata e coerente, né nell’idea – ormai iconica – di un palco che galleggia in mezzo al mare. Il vero successo del festival è riuscire a convincere artisti e pubblico a uscire dalla routine del concerto tradizionale.

Anche Andro, che ha curato i DJ set di tre momenti del festival, ricorda quando gli è arrivata la proposta. «Ho accettato subito perché amo uscire dalla mia comfort zone e sono molto curioso. Penso di aver suonato veramente ovunque con i Negramaro quindi non è facile emozionarsi ancora. Però non è così scontato. L’ho notato parlando soprattutto con chi ha dovuto affrontare la performance canora come Aiello o Gaia. All’inizio può davvero spaventare ma poi ne sono usciti tutti soddisfatti. Anche gli arrangiamenti vanno studiati ad hoc per il contesto e l’atmosfera. E un altro set che mi è parso perfetto è stato quello di Mannarino, al tramonto con l’ukulele. È un festival che andrebbe vissuto nella sua totalità perché venga compreso al meglio. Il mare è un mondo completamente sconosciuto ai più».

Qui non servono produzioni gigantesche, effetti speciali o scenografie monumentali. Tornando al live di Brunori SAS c’è un artista che canta guardando il tramonto, un pubblico che ascolta dalle barche, magari gli urla qualche frase in calabrese a cui lui ovviamente risponde scherzosamente. E un paesaggio che smette di essere semplice sfondo per diventare parte dello spettacolo.
Quando Brunori intona La vita come è mentre suona il pianoforte e centinaia di persone la cantano insieme mentre il sole scompare dietro Salina, si capisce che il luogo non è un dettaglio. È parte della musica. E forse è proprio questo che, dopo cinque anni, continua a rendere Eolie Music Fest uno degli appuntamenti più originali dell’estate italiana.

