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Shakira non ha bisogno di un comeback

Il miliardo di visualizzazioni di “Dai Dai”, il ritorno ai Mondiali e oltre 500mila biglietti venduti per la residency di Madrid. A più di trent’anni dall’inizio della sua carriera, l’artista colombiana continua a essere una popstar del presente

  • Il15 Settembre 2026
Shakira non ha bisogno di un comeback

Foto di Nicolas Gerardin

Vedere Shakira cantare la canzone dei Mondiali nel 2026 provoca una strana sensazione di déjà-vu. Bastano pochi secondi, qualche movimento di bacino e un ritornello pensato per essere cantato in qualsiasi parte del mondo per avere l’impressione di essere tornati indietro di sedici anni.

Nel 2010 c’era Waka Waka (This Time for Africa), uno dei tormentoni più riconoscibili della storia recente della Coppa del Mondo. Nel 2026 ci sono Dai Dai, Burna Boy e un altro Mondiale. In mezzo è cambiato praticamente tutto: la musica, l’industria, il modo in cui scopriamo le canzoni e persino il significato di essere una popstar globale. Shakira, invece, è ancora qui.

Dai Dai ha superato ufficialmente il miliardo di visualizzazioni su YouTube dopo essere rimasta per sette settimane al numero uno a livello globale. Shakira è oggi l’artista femminile più vista sulla piattaforma e, mentre la canzone continua la sua corsa, si prepara a trasferire per quasi un mese il proprio universo a Madrid.

Dal 18 settembre all’11 ottobre, undici concerti del Las Mujeres Ya No Lloran World Tour porteranno oltre 500mila persone allo Shakira Stadium. Tutte le date sono sold out.

Uno stadio costruito per Shakira

Ci troviamo davanti ad una residency in perfetto stile americano. Negli Stati Uniti, a Las Vegas in particolar modo, ogni anno gli artisti scelgono resort e casinò in cui si esibiscono per lunghi periodi di tempo (da poche settimane a diversi anni). La logica dei tour, quindi, si inverte: i cantanti sono stabili in una città e i fan viaggiano per partecipare allo spettacolo.

Chiamarla semplicemente residency, però, rischia quasi di non rendere l’idea. Lo Shakira Stadium è uno spazio temporaneo realizzato appositamente per i suoi concerti.

Shakira 2026: rendering dell'Estadio Shakira a Madrid
@shakira via Instagram

È un modello che negli ultimi anni ha iniziato ad affacciarsi anche nel pop europeo. Il precedente più evidente è quello di Adele, che nell’estate del 2024 fece costruire a Monaco una venue temporanea da circa 80mila spettatori per i suoi dieci concerti nella città. L’Adele Arena non era semplicemente uno stadio: intorno allo show era nato Adele World, con ristoranti, merchandising e spazi dedicati all’universo dell’artista.

Anche nel caso di Shakira, attorno allo stadio nascerà un secondo progetto.

ES LATINA e il mondo intorno al concerto

Si chiama ES LATINA ed è la piattaforma culturale con cui l’artista colombiana vuole trasformare il mese madrileno in qualcosa di più ampio rispetto alle undici date del tour.

Il cuore sarà Macondo Park, una città temporanea ispirata al realismo magico e pensata come punto d’incontro tra Spagna e America Latina.

«Condividiamo una lingua, ricordi, gesti e lunghe conversazioni intorno a una tavola. Per noi l’Atlantico ha smesso da tempo di essere un oceano. È un legame», ha spiegato Shakira.

L’area ospiterà anche una biblioteca realizzata dedicata alla letteratura iberoamericana, uno spazio per la moda, un mercato gastronomico e un museo costruito attraverso materiali inediti della carriera di Shakira. Ogni sera, dopo il concerto, la piazza principale del parco ospiterà inoltre un carnival che guarda direttamente a Barranquilla, la città colombiana in cui la cantante è nata.

Shakira 2026: rendering dell'Estadio Shakira a Madrid
Il rendering dell’Estadio Shakira a Madrid. Courtesy of ES LATINA

La musica avrà inevitabilmente un ruolo centrale. Amaia, Gale, Guitarricadelafuente, Lia Kali, Louta, Maro, Nathy Peluso, SANTOS BRAVOS e Yerai Cortés sono alcuni degli artisti selezionati per il programma, insieme a una nuova generazione di talenti provenienti dalle due sponde dell’Atlantico.

Nostalgia, ma con numeri da presente

Il dato più importante è che Shakira non sta tornando dopo essere scomparsa. È questa la differenza con molti dei comeback che alimentano l’attuale nostalgia per gli anni Novanta e Duemila. Non c’è stato un lungo silenzio da interrompere né una reunion da organizzare. Negli ultimi anni la sua carriera ha continuato a raggiungere nuovi picchi.

La sessione con Bizarrap del 2023 è diventata un fenomeno globale. L’iconica frase Las Mujeres Ya No Lloran ha dato il nome all’album e poi al tour che l’ha riportata negli stadi. Ora arrivano un nuovo inno mondiale, undici concerti sold out nello stesso luogo e mezzo milione di biglietti venduti soltanto a Madrid.

Il passato continua a riaffiorare – da Hips Don’t Lie a Waka Waka – ma non è l’unica ragione per cui il pubblico continua a guardarla. Shakira sembra aver trovato una posizione particolarmente rara nel pop contemporaneo: può evocare immediatamente un’epoca senza restare incastrata nella nostalgia.

Per questo vederla di nuovo ai Mondiali, sedici anni dopo il 2010, può sembrare un ritorno al passato. Ma più che un comeback, quello di Shakira è il nuovo capitolo di una carriera che non si è mai davvero interrotta.

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