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David Guetta a casa sua: allo Stade de France va in scena il trionfo del Monolith Tour

Il live allo Stade de France del DJ parigino è stato un evento perfettamente bilanciato tra emozioni e momenti spettacolari.

  • Il16 Giugno 2026
David Guetta a casa sua: allo Stade de France va in scena il trionfo del Monolith Tour

Siamo andati a Parigi per assistere alla seconda delle tre attese date: tra ballerine volanti, fuochi d’artificio e hit senza tempo, ecco cosa aspettarsi alla data degli I-Days

David Guetta allo Stade de France, storia di un amore pienamente ricambiato. Siamo andati alla seconda data a Parigi per vedere con i nostri occhi un live decisamente molto atteso da settimane. Le hit che tutti cantano, la scenografia senza uguali del monolite, fuochi d’artificio e ballerine volanti. Uno show ricco di emozione ed effetti speciali che arriverà anche in Italia: il 6 settembre, sul palcoscenico degli I-Days di Milano, all’Ippodromo SNAI San Siro.

Parigi non vedeva l’ora di accoglierlo. Il pubblico è composto da ogni fascia d’età immaginabile, da over 60 a trentenni, fino a una quantità sorprendente di giovanissimi. Tutti visibilmente emozionati e ansiosi di vedere dal vivo un artista che, per tutto il mondo, ma ancora di più per Parigi e la Francia è un icona inarrivabile.

Come ad esempio una coppia di ragazzi che sembra star vivendo l’evento come il giorno più importante della loro relazione fino a quel punto, si baciano e ballano assieme già durante i set d’apertura, emozionandosi come se fosse il giorno del loro matrimonio durante il concerto vero e proprio. Lo show di David Guetta allo Stade de France ha più che soddisfatto le aspettative di questo pubblico così affettuoso.

I brani del live allo Stade de France di David Guetta

La prima cosa che colpisce del live è la più scontata: la scaletta. Se la maggior parte degli artisti durante un concerto deve far convivere brani di maggior successo con altri più di nicchia, Guetta è uno dei pochissimi al mondo ad avere il lusso di non doversi porre questo problema.

Lo show, della durata di due ore e mezza, è un susseguirsi costante di brani da centinaia di milioni di ascolti. Basti pensare ai tre pezzi d’apertura: Titanium, Memories e Satisfaction, che aprono le danze e caricano un pubblico già fomentatissimo. Non mancano poi momenti fuori dagli schemi: Guetta non perde la sua anima da club e si diverte a remixare brani iconici di altri artisti, come FE!N di Travis Scott e Somebody That I Used to Know di Gotye. Dedicando inoltre l’ultimo quarto d’ora prima del gran finale a un set più underground per celebrare le proprie origini.

Gran finale che vede l’ospitata di Bebe Rexha. Con cui l’artista ha collaborato per la hit I’m Good (Blue), che riprende l’iconica Blue (Da Ba Dee) degli Eiffel 65. Facendo impazzire completamente un pubblico che, potendo, sarebbe andato avanti per altre due ore. Questo durante la seconda data; nella prima, invece, gli ospiti erano stati Jennifer Lopez e Akon.

L’affetto reciproco tra Guetta e Parigi

Ancora più che i brani in sé, la vera forza del live è stata il rapporto che il DJ parigino ha con il suo pubblico. Dal primo all’ultimo pezzo la folla balla senza sosta, mentre sul palco Guetta fa lo stesso, generando un’energia che si autoalimenta.

Il DJ non perde occasione di restituire tutto questo affetto. Si perde il conto dei “merci” che escono dall’imponente impianto audio dello Stade de France ogni volta che Guetta prende il microfono per parlare al suo pubblico. Soprattutto durante l’emozionante momento sulle note di Without You, ultimissimo brano in scaletta immediatamente successivo al momento con Bebe Rexha. Mentre sui maxischermi scorrono immagini di Guetta giovanissimo durante i primi passi di quella che sarebbe diventata una carriera leggendaria. È proprio in questi momenti che il pubblico dà il meglio di sè, basta guardarsi un po’ attorno per notare che non c’è una persona in tutto lo stadio che non stia vivendo quel momento con un trasporto fortissimo. Come se su quel palco ci fosse uno di famiglia.

Uno spettacolo senza freni

Ovviamente non mancano i momenti spettacolari tipici dei live di artisti di questo calibro.

I visual sono affidati a tre maxischermi che coprono completamente una delle curve dello Stade de France. Uno di questi è un gigantesco monolite che dà il nome all’intero tour e si erge imponente sul pubblico, dando la sensazione di trovarsi in una scena di 2001: Odissea nello spazio.
A questi enormi schermi si affianca una quantità pressoché infinita di fuochi d’artificio e fiamme che si accendono praticamente ogni tre brani. Creando giochi di luce mozzafiato e letteralmente scaldando l’intero stadio.

Alla scenografia si aggiunge poi la coreografia da brividi di due ballerine che, anziché esibirsi banalmente sul palco accanto alla consolle di Guetta, si esibiscono sospese in aria grazie a un’enorme quantità di palloncini, fluttuando sopra le teste del pubblico dello Stade de France.

Il Monolith Tour è un’occasione da non perdere per ascoltare alcuni dei brani più iconici di questo millennio. In un contesto che rispetta tutti i canoni del grande evento da stadio, ma al quale Guetta riesce comunque a conferire un’atmosfera intima e da club.

Diventa quindi ancora più interessante l’arrivo del Monolith tour agli I-Days di Milano il 6 settembre: un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati del genere e, più in generale, del pop contemporaneo. I biglietti per la data italiana del Monolith tour sono disponibli sul sito degli I-Days.

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