Interviste

L’Ultima (Nuova) Scena: l’intervista ai semifinalisti

A pochi giorni dall’ultima puntata abbiamo incontrato THYNA, Dalfa, Flextony e Tigerplug e Nap, che si contendono la vittoria del rap show targato Netflix

  • Il1 Luglio 2026
L’Ultima (Nuova) Scena: l’intervista ai semifinalisti

I semifinalisti di Nuova Scena 3: Tigerplug e Flextony, Thyna, Dalfa e Nap

Paure sconfitte, limiti superati e crescita: sono questi concetti chiave che emergono quando, a pochi giorni dalla finale che andrà in onda il 6 luglio alle 21, incontriamo THYNA, Dalfa, Flextony e Tigerplug e Nap, i quattro – anzi, cinque – semifinalisti di Nuova Scena 3, il rap show targato Netflix Italia che tra le novità del 2026 ha visto anche l’ingresso di Guè come quarto giudice al fianco degli ormai veterani Fabri Fibra, Geolier e Rose Villain (qui la nostra intervista) e l’uscita di Nuova Scena 3 Mixtape, che contiene i brani delle final audition, dei cypher e dei sample, per la prima volta racchiusi in una compilation.

Personalità molto diverse tra loro, che all’interno del programma hanno affrontato sfide (tra cui quelle dei videoclip, dei sample e dei duetti con Lazza, Papa V e Nerissima Serpe e Ele A) e percorsi emotivi altalenanti che li hanno portati a contendersi la vittoria della terza stagione.

Se per Flextony e Tigerplug la paura era l’impatto con il pubblico e per THYNA era quella di non saper barcamenarsi in un mondo tutto nuovo, per Nap e Dalfa il timore era simile: quello che il rap affiancato a uno show televisivo perdesse di credibilità. Limiti che tutti e cinque hanno oltrepassato presto, anche grazie alla spinta dei giudici e alla tenacia nel fare con convinzione la propria musica. Ecco cosa ci hanno raccontato.

I semifinalisti di Nuova Scena 3
Flextony e Tigerplug, THYNA, Dalfa e Nap

L’intervista ai semifinalisti di Nuova Scena 3

Cosa vi ha spinto a partecipare a Nuova Scena?
Tigerplug: il fatto di poter fare quello che mi piaceva. All’inizio non sapevo se fosse la cosa giusta da fare, ma mi sono detto di dover sfruttare questa opportunità come volevo. Se fosse andata male al massimo sarei uscito alla prima puntata. 

Flextony: quello che mi muove è la voglia di spingermi sempre oltre i miei limiti, un po’ come Goku. Il fatto di non mollare mai è la cosa che mi spinge fin da quando ero bambino. 

THYNA: mi sono buttata nel programma con molta leggerezza. Ero stra-convinta di uscire alla prima puntata, se non già ai provini, ma sono arrivata con la mentalità di chi non aveva nulla da perdere. Ero in un brutto periodo della mia vita, e mi dicevo che tanto peggio di così non potesse andare. In realtà questa esperienza mi ha tirato fuori dallo schifo. Dalle riprese ad oggi mi sento una persona diversa, mi sento molto cresciuta e sento di aver di nuovo quella voglia e quella convinzione che avevo perso.

Dalfa: Nuova Scena per me è stata l’opportunità giusta al momento giusto. Io ho iniziato a rappare nel 2022, quindi non sono uno di quelli che lo fa da 10 anni sperando di avere finalmente una svolta. Facevo il mio, spingevo il mio suono, ed è stato notato. All’inizio ero scettico nel farlo, perché avevo paura che non risultasse credibile, ma l’ho fatto senza snaturare chi sono e la mia musica. Essendo arrivato fino a questo punto del programma, posso dire che è stata la scelta giusta.

Nap: all’inizio non volevo partecipare, perché ho sempre pensato che, nel rap, fosse il pubblico a decidere gli eletti. Non mi sembrava nulla di speciale, mi dicevo che avrei preferito fare altri anni di gavetta, ma oggi il mercato è così saturo che avere una spinta in più non guasta. Mi ha convinto il mio produttore dicendomi che secondo lui ne sarei uscito pulito, senza cadere nel ridicolo. E aveva ragione. Per me la vittoria è il rispetto a Roma, la mia città. 

Quali sono i limiti che sentite di aver superato, la paura che avevate prima di entrare e in che modo vi sentite cresciuti?
Flextony e Tigerplug: il limite che abbiamo superato è lavorare sotto pressione, in tempi molto brevi, per una cosa che uscirà molto tempo dopo. Quello che abbiamo imparato è stato valorizzare bene il tempo ed essere maturi, perché se non lo sei non riesci a sostenere certi ritmi. Non avevamo tanta paura del programma, quanto dell’impatto con il pubblico, però l’abbiamo superata alla grande. 

Nap: la mia paura era che la mia musica perdesse di credibilità se accostata a un programma televisivo, però mi sono reso conto che non è stato così. Se ti impegni e fai il tuo, la gente alla fine ti apprezza. Credo che su Nuova Scena ci siano due scuole di pensiero. Da una parte chi considera il programma un tabù, dall’altra chi crede sia un mezzo per scoprire nuovi talenti. Per me si è rivelata un’ottima opportunità.

Dalfa: io penso che se vuoi fare rapper, i limiti e le paure li superi molto prima di Nuova Scena. Impari a fare i conti con il giudizio della gente, con l’essere insicuro e via dicendo. Quando ti arriva un’opportunità del genere, la cogli proprio perché non ti imponi dei limiti. Emotivamente il percorso è stato un’altalena: avere poco tempo, non aver mai rappato davanti a tanta gente e davanti a giudici che sono delle icone, però non ho mai avuto paura. 

THYNA: di limiti ne avevo milla. Prima di Nuova Scena non avevo mai pubblicato nulla perché mi mettevo mille paletti, ma col programma ho scoperto che se il motivo per cui lo fai è più forte della paura, allora riesci a metterla da parte. Il mio limite principale era quello di non aver mai messo piede in questo mondo in modo concreto. Non sapevo come interagire con le persone, come essere sciolta, come risultare più simpatica. Vedevo tutti gli altri come se non avessero problemi con le telecamere, col pubblico, con i giudici, e questa cosa mi rendeva difficile rapportarmi perché mi sentivo più indietro. La paura più grande invece era quella di deludere me stessa, perché temevo che se fossi stata tanto delusa da questa esperienza avrei mollato, invece alla fine riguardandomi mi sono piaciuta molto sia come persona che come artista.

C’è stato un commento dei giudici che ha impattato in modo particolare? E che rapporto avete instaurato con loro?
Tigerplug: tra tutti i giudici quello con cui abbiamo legato di più è stato Guè, perché si è sviluppato un rapporto che è andato oltre le riprese. Si è veramente tanto interessato a quello che facciamo, e credo si sia visto anche nel programma, dove ci ha sempre detto solo cose positive. Un commento che mi ha fatto riflettere è stato quello di Fabri Fibra alla semifinale quando ho sbagliato; sul momento era stato piuttosto duro, ma poi col senno di poi l’ho capito e ho trovato che il suo discorso fosse giusto. 

Flextony: credo che in generale tutti i giudici siano stati molto obiettivi con noi, però penso siano stati troppo duri con Tigerplug quando ha sbagliato, perché è stata l’unica volta in tutto il programma. Quella è l’unica cosa che mi ha fatto rimanere un po’ male, per il resto si sono comportati in maniera davvero egregia, sono molto felice.

Nap: credo che dal programma si sia vista la mia preferenza per Guè, perché è uno degli artisti con cui sono cresciuto, ma credo di aver instaurato un buon rapporto con tutti e quattro. La cosa che mi ha fatto più piacere è stato il commento di Geolier sul videoclip. Per me quello vale più di una possibile vittoria perché vuol dire che un artista del genere ha capito quanto prendo sul serio questa cosa. 

Dalfa: i giudici mi hanno detto tantissime cose positive che porterò sempre con me. In particolare la reazione di Guè alla mia primissima esibizione. Quando mi ha detto “io sono un tipo comodo e tu sei riuscito a farmi alzare” e che si ascolterebbe le mie canzoni a prescindere dal programma, mi ha dato un boost di autostima gigante. 

THYNA: io sono stata molto colpita dal fatto di essere piaciuta subito a Fabri Fibra, perché ero arrivata lì temendo molto il suo giudizio e pensando che non sarebbe mai successo. Lo vedevo troppo lontano e severo. E invece è stata proprio la spinta che mi ha dato lui a farmi andare avanti. Se me lo dice lui allora è giusto. Ci sono rimasta male al primo no di Guè perché ci puntavo tanto, ma anche quello è stato uno sprone per dimostrare ancora di più.

THYNA, sicuramente la prova dei duetti è stata complessa per te…
Sì, ero veramente nel panico. È stato molto provante perché quel giorno non avevo idea di come si sarebbe evoluta la situazione. Un secondo prima pensavo che Paky stesse arrivando, quello dopo no. Da una parte mi spiace che non sia potuto venire perché la canzone secondo me sarebbe venuta ancora meglio. Dall’altra sono contenta di com’è andata perché penso sia stata una delle mie esibizioni preferite perché mi sono detta “okay, se non lo faccio bene ci perdo solo io”. Dovevo farlo davvero per me stessa.

Pensi che l’assenza di Paky ti abbia alleggerita dal confronto?
Più che altro penso che farlo da sola sia stato più profondo e emotivo. Mi è piaciuto anche come ho gestito l’ansia. Tutte le persone erano molto in sbattimento, e paradossalmente l’unica che è riuscita a non impazzire sono stata io. Sono fiera di me perché penso di averla affrontata in modo maturo. 

E com’è stato per voi essere in quattro sul palco?
Flextony e Tigerplug: fare la prova feat con con Papa V e Nerissima Serpe è stato molto bello, sono due ragazzi tranquilli, ed essere in quattro sul palco ci ha dato tantissima energia. Tip Tap era già di per sé una hit, e pensiamo che ci siamo saltati su in modo davvero figo e crediamo lo pensino anche loro.

Invece Nap tu hai “sostituito” Nerissima Serpe in Oceano con Ele A.
L’esibizione con lei è stata bellissima, ho provato delle forti emozioni stando sul palco con lei. La rispetto moltissimo, è una penna incredibile che si è affermata nel panorama musicale da giovanissima. Questa prova è stata molto utile per capire come si gestiscono le cose in coppia sul palco, e per me è venuta fuori una hit. Spero che lei pensi la stessa cosa.

Dalfa, tu hai duettato con Lazza.
Per me è stato un grandissimo onore, perché l’ho sempre ascoltato, ancora prima di fare musica. Non posso nascondere la pressione, perché se parliamo di artisti live Lazza è sicuramente nella top 3 in Italia in questo momento. E in più portare una canzone iconica come Piove, in cui c’è una strofa gigante di Sfera, e sostituirla con qualcosa di tuo non è un compito facile. Però alla fine è andata bene, e anche l’errore non ha influito troppo sulla performance. Riguardandomi indietro è stato anche una sorta di coronamento, perché durante la mia prima esibizione dicevo “Ti presto il mio Netflix, baby non parlo di Lazza”, e ora ho duettato con lui su Netflix! 

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