Interviste

Alice Merton: «’No Roots’ è l’inno di chi non ha radici» – L’intervista

Il brano “No Roots” di Alice Merton ha scalato le classifiche italiane in pochi giorni. La cantante si esibirà in Italia il 17 e il 18 aprile a Milano e Roma

Autore Giovanni Ferrari
  • Il22 Gennaio 2018
Alice Merton: «’No Roots’ è l’inno di chi non ha radici» – L’intervista

Alice Merton

Per il pubblico italiano quello di Alice Merton è un nome nuovo. La sua hit No Roots invece no. In poche settimane ha scalato tutte le classifiche del nostro Paese (è arrivata nei primi posti di iTunes, Spotify Viral e Shazam) e si è presentata come una canzone fresca che riesce a unire differenti sonorità.

Quella di Alice Merton (nata a Francoforte nel 1993) è una storia interessante. Ha vissuto in Germania, Canada, Inghilterra (e non solo) e ha fatto sua la vita di chi non sente di avere alcuna radice, come suggerisce il titolo del suo successo. Perfetta testimone di una generazione abituata a spostarsi tra aeroporti e stazioni, la Merton si è aggiudicata l’European Border Breakers Award 2018 e la Billboard Alternative US ha paragonato il suo debutto a quello di Adele e Lorde. Proprio venerdì scorso, 19 gennaio, è uscito nel nostro paese il suo primo EP, No Roots.

Nei prossimi mesi la cantante sarà impegnata in una tournée che passerà anche dal nostro Paese (il 17 aprile alla Santeria Social Club di Milano e il 18 aprile al Quirinetta di Roma) e – dopo questo tour promo – volerà a Los Angeles per registrare nuovi brani per il suo vero e proprio album di debutto che uscirà in autunno. L’abbiamo incontrata.



Il tuo brano è un grande successo in molti paesi. Ti sei chiesta il perché?

È una bella domanda. Non lo so. Forse perché le persone hanno apprezzato la sua diversità. Non è una delle solite canzoni “da radio”, ma è anche un brano con il quale ci si può scatenare. È un brano che fa ballare. Ma anche il significato di No Roots potrebbe aver conquistato una parte di pubblico che si sente di condividere questo tipo di vita, senza radici.

A proposito di ciò, come ci si sente a non avere un posto da poter chiamare “casa”?

Dipende dai giorni. A volte sono completamente felice di essere libera, di sentirmi a casa dovunque, con i miei amici. Altre volte mi sento triste, persa, perché non ho un posto dove tornare. Posso andare dai miei genitori, chiaramente, che ora vivono in Inghilterra. È un paese che amo, ci mancherebbe. Ma non è casa mia.

La Billboard Alternative US ha paragonato il tuo debutto a quello di grandi nomi come Adele e Lorde. Cos’hai pensato quando hai letto questa cosa?

Assurdo. Non so come rispondere. È un onore immenso. Non so se riesco anche solo a vedermi a fianco di nomi come quelli. Significa tanto per me.

Sono degli esempi per te?

Sì, assolutamente. Amo la musica di entrambe. Sono due donne che fanno tanto per le altre donne e non hanno paura di dire ciò che pensano. Mai.



Tornerai in Italia per due show. Cosa stai preparando?

Abbiamo in ballo molte canzoni. C’è una grande preparazione per cose come queste. Bisogna lavorare sugli arrangiamenti, capire se aggiungere o togliere parti di canzoni, ragionare se eventualmente tagliare certi pezzi. È un lavoro grande ma bellissimo e stimolante.

Il tuo EP No Roots è uscito anche in Italia. Come ti senti?

Spero che la gente apprezzi questo lavoro, spero che si possano divertire con la mia musica. A dir la verità l’ho scoperto proprio pochi giorni fa di questa uscita anche in Italia. Non lo sapevo (ride, ndr). Stiamo facendo un lavoro di promozione molto curato, paese per paese, seguendo il successo della canzone.

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