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THIS IS FOR Torino: la prima volta delle TWICE in Italia

Uno spettacolo in crescendo, con un palco centrale a forma di due, che ha sancito l’unione defintiva tra la band K-pop e i ONCE. Dopo oltre dieci anni di carriera insieme JIHYO, NAYEON, JEONGYEON, MOMO, SANA, MINA, DAHYUN, CHAEYOUNG e TZUYU si confermano delle star intergenerazionali

  • Il21 Maggio 2026
THIS IS FOR Torino: la prima volta delle TWICE in Italia

Ogni volta che una grande band K-pop si esibisce in una città, quella stessa città si trasforma. È come se, non solo metaforicamente, cambiassero colori e luci. Con le TWICE anche Torino ha mutato pelle per una giornata. Nel tram numero quattro, uno dei principali mezzi di trasporto per arrivare all’Inalpi Arena, il rosa e il blu dominavano l’atmosfera: tra chi sfoggiava magliette ufficiali del gruppo e chi ne imitava lo stile di alcune delle loro pose più celebri. Per i ONCE italiani l’occasione di vedere per la prima volta nel nostro Paese una delle band femminili più longeve e importanti del genere è stato anche un modo per connettersi. Al di là delle diverse lingue parlate durante l’attesa davanti al palazzetto, il più delle volte tradita con coreografie da provare in vista della dance challenge del finale, il boato all’apertura dei cancelli ha parlato lo stesso idioma.  

Come ci hanno raccontato nella nostra intervista, JIHYO, NAYEON, JEONGYEON, MOMO, SANA, MINA, DAHYUN, CHAEYOUNG e TZUYU hanno scelto un palco centrale a 360 gradi per far sì che lo spettacolo potesse coinvolgere il più possibile il pubblico. Per una band composta da nove componenti, considerando balli e movimenti, è la scelta migliore e non è un caso che sempre più artisti K-pop la stiano adottando. Lo stage delle TWICE che, visto dall’alto, riproduceva un gigantesco due (numero simbolo del gruppo), era costituito da tre piattaforme collegate da due passerelle. Per il resto, al di là dei cubi luminosi e della gabbia di ledwall che si abbassava e alzava a seconda dell’occasione, non c’era alcun tipo di scenografia. La scenografia erano le artiste e i ballerini e le ballerine che le accompagnavano nei momenti più elaborati.

Crescendo

Il live non poteva non aprirsi con il brano più significativo di questo tour mondiale. Con quel verso che è massima espressione di sorellanza: «This is for all my ladies / Who don’t get hyped enough». Dopo l’entrata in scena da vere e proprie dive, le TWICE hanno dominato la parte centrale del palco da sole, senza dover interagire minimamente con il pubblico. Strategy è bastata per far cantare l’intero palazzetto su quell’hook irresistibile nel quale c’è anche un po’ d’Italia grazie alla voce della nostra Shorelle. «Hey, boy, I’ma get ya» riesce sempre a coinvolgere chiunque e a preparare la strada a MAKE ME GO e SET ME FREE con cui le artiste hanno inaugurato una delle due ali laterali del palco.

Dopo i primi quindici minuti di concerto, osservando i movimenti, le interazioni con le camere e la loro determinazione, ci si rende conto che gli oltre dieci anni di carriera fanno la differenza. Dal 2015 le TWICE non hanno mai rallentato anzi, sono cresciute artisticamente e sono maturate in studio e dal vivo. La scioltezza e la cura di certe coreografie lo rende evidente. Nella scaletta del concerto la prima è quella di I CAN’T STOP ME durante la quale c’è il completo coinvolgimento del corpo di ballo. Oltre che il primo assaggio dal vivo delle grandi qualità vocali di JIHYO e JEONGYEON nell’ultimo ritornello.

Tra i momenti migliori per quanto riguarda la messa in scena ci sono MARS, anticipata da suggestive visual spaziali, The Feels e Gone. Quest’ultima è un’accoppiata che ha fatto alzare i decibel dell’intero palazzetto durante i ritornelli. E poi non si può non citare l’infuocata RIGHT HAND GIRL.

Quest’ultima è arrivata quasi sul finale, quando l’energia è letteralmente esplosa. Un concerto delle TWICE, non è solo il caso di Torino, è descrivibile con una parola: crescendo. Sia sul lato del dialogo con il pubblico, incalzato sempre di più durante i momenti di pausa, come quando CHAEYOUNG ha esortato gli spettatori sugli spalti a ballare in piedi: «Qualcuno forse non vi ha avvisato che potete alzarvi». Sia sul lato della performance che ha coinvolto sempre di più i presenti dal momento delle esibizioni soliste in poi. FANCY, What is Love? e YES or YES sono impareggiabili dal vivo.

TWICE is 9

Non è stato un tour facile finora per le TWICE, soprattutto da febbraio in poi. Per un periodo la band si è dovuta esibire in sette a causa dei problemi alla schiena di CHAEYOUNG e quelli alla caviglia di DAHYUN. Ora che sono tutte di nuovo insieme sul palco, forse è suggestione, ma sembrano più libere. Il fatto di essere una band così numerosa è un vantaggio nei momenti difficili come ci aveva confermato MINA: «Quando una di noi è giù di morale, c’è sempre qualcun’altra pronta a tirarla su». Sembra un paradosso, ma proprio le esibizioni soliste hanno messo in risalto quanto ogni componente sia unica e importante all’interno dell’ecosistema del gruppo. Per differenze stilistiche, ma anche umane.

Nei venti minuti in cui si sono spartite le tre zone del palco abbiamo assistito a nove mini spettacoli differenti. Il pop di TZUYU con Run Away, la coordinazione coreografica di MINA, SANA e MOMO, l’attitude hip hop e urban di NAYEON, CHAEYOUNG e JIHYO, il momento country di JEONGYEON. Poi, menzione speciale doverosa, c’è DAHYUN. CHESS è costruita alla perfezione con quel momento iconico introduttivo al pianoforte che cita Per Elisa di Beethoven. Ma in generale tutta la sua presenza sul palco, costretta spesso su una sedia per la caviglia, è stata in qualche modo eroica. E comunque non priva di energia.

THIS IS FOR ONCE

Il motto che unisce i ONCE alla band (This is for once / This is for TWICE) è stato un refrain che ha accompagnato tutto il live. Se si dovesse scegliere una canzone simbolo, al di là della già citata YES or YES, quella sarebbe TAKEDOWN. Resa ancora più celebre per il fatto di essere stata inclusa in Kpop Demon Hunters, ha unito tutte le fasce di pubblico. Dai bambini – ce n’erano moltissimi tra il pubblico, segno della trascendenza generazionale del gruppo – fino ai più grandi. Testimonianza di ciò la ripetizione del bridge e del ritornello in full band poco prima del gran finale.

Proprio sul finale le TWICE, dopo il video omaggio della fan base italiana (con tanto di voce della doppiatrice italiana di Zoey di Kpop Demon Hunters, Beatrice Maruffi), hanno fatto un doppio regalo. La canzone randomica che caratterizza la conclusione di ogni data del tour prescelta per l’unico appuntamento italiano è stata ESPRESSO. Una chicca tratta dal loro album Formula of Love: O+T=<3 selezionata anche per il legame del titolo con il nostro Paese. Un brano che però non proprio tutti sanno a memoria, non essendo una titletrack. E allora la band ha deciso di far cantare e salutare il pubblico con Likey. Una conclusione perfetta che ha unito per l’ennesima volta della serata torinese tutto il pubblico, smuovendo fino all’ultimo lightstick. Perché alla fine quel rapporto è l’unica cosa che conta: le TWICE per i ONCE, i ONCE per le TWICE.

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